Parma, D'Aversa: "Il mio Abruzzo terra degli allenatori. Serie B competitiva"

Roberto D'Aversa, tecnico del Parma, ha toccato diversi argomenti tra i quali quello della meravigliosa scuola di allenatori abruzzese. Un sguardo anche al suo Parma e alla nuova Serie B.

Parma, D'Aversa: "Il mio Abruzzo terra degli allenatori. Serie B competitiva"
Photo by "Parma Calcio 1913"

Promozione in Serie B con una squadra ricca di qualità e talento. Ecco il Parma di mister Roberto D'Aversa, allenatore che si è esposto alla stampa per rispondere a qualche domanda.

Un tuffo al passato, precisamente a Coverciano. Avevano ragione nel giudicare gli allenatori che stavano ottenendo il patentino?: "Su De Zerbi sicuramente... Con me c’erano Semplici, Vivarini, Padalino, Grassadonia: tutti molto bravi."

D'Aversa è passato da team manager del Lanciano ad allenatore, un passo non molto usuale nel mondo del calcio: "Non era stata una scelta. La società mi aveva aperto le porte per il futuro. Dentro ho sempre voluto fare l’allenatore, il d.s. Luca Leone mi ha dato quella possibilità, perché per tutti quando smetti di giocare è dura. Facendo il team manager andavo tutti i giorni al campo, facevo da collante tra la squadra e l’allenatore, che era Baroni. Un’esperienza utile, che ha cominciato a farmi vedere il calcio dall’altra parte. Però a me mancava tanto il campo, volevo allenare."

Con il tempo ha avuto modo di allenare proprio gli abruzzesi: "I miei ex compagni sono diventati miei giocatori, mi sono guadagnato il rispetto come persona. Al primo anno abbiamo fatto un ottimo campionato, al secondo sono arrivate le difficoltà, c’era poca chiarezza e si sono rovinati i rapporti. Succede nella carriera di un allenatore: c’è stato l’esonero, amen. Mi hanno fatto più male altre cose, ma sono comunque grato per la possibilità che il Lanciano mi ha dato."

Opinioni sulla scalata del suo Parma verso la Serie B: "Non era semplice. Ci ho creduto sin dal primo giorno, anche se quando sono subentrato eravamo ottavi. Abbiamo costruito pian piano e i ragazzi hanno fatto qualcosa di importante, anche nei momenti d’emergenza. Ho lavorato più sulla testa che sulla tattica, superando momenti duri come a Venezia: vincevamo 2-­0, siamo rimasti in dieci ed è finita 2-­2. Avessimo vinto chissà, invece loro sono stati bravissimi e sono volati via."

La gara contro l'Ancona è stata tirata in ballo per via di una sospetta combine: "Sono cose che succedono, ma qualcuno ci ha voluto speculare. Sono state toccate la nostra professionalità e l’aspetto umano, spesso si tende a sparare sentenze sulle chiacchiere. Un momento duro, con tre sconfitte di fila, ma la squadra s’è ricompattata e ai playoff ha reagito. Merito dei giocatori."

Da giovane prometteva bene, ma non è riuscito ad esplodere. Tanta Serie B e Serie C: "Da giovani si è leggeri, ho raggiunto tardi maturità ed equilibrio grazie alla famiglia e questo mi ha tolto qualcosa. Ma ognuno ha quello che si merita, è inutile trovare scuse,sono contento così. Il settore giovanile al Milan è stata una grande scuola con Viscidi e anche con Capello in prima squadra,e poi ho anche giocato in Serie A con Siena e Messina."

A Siena c'è stato il confronto con Antonio Conte: "C’era Antonio Conte vice allenatore. Si sono conosciute le nostre mogli, poi siamo diventati amici noi. Lui vedeva quello che un giocatore poteva dare, capiva le qualità dei giocatori e ci spronava a fare meglio, non si accontentava mai: non capivo, invece aveva ragione, sa far rendere al massimo i giocatori. Ma di calcio parliamo poco, il relax è sacro."

Abruzzese, di Pescara, una città speciale che ha sfornato tanti allenatori di livello come Di Francesco, Giampaolo, Camplone, Grosso e Vivarini: "E aspettiamo Oddo... Io ho avuto una scuola importante alla Renato Curi con Grosso, Oddo e tanti altri. Una scuola non solo di calcio, ma di vita, che ci ha fatto crescere con valori importanti. Poi tra di noi c’è chi ha vissuto gli anni di Galeone e Zeman. E magari,­ chissà, ­ i nostri arrosticini e il nostro pesce aiutano..."

Più simile a Di Francesco o Giampaolo?: "Io sono molto pignolo e sono fortunato ad avere uno staff eccellente. Ho visto lavorare allenatori molto bravi: su tutti dico Sarri. Giampaolo ha un modo di lavorare simile al suo."

Pescara e Parma prossime sfidanti in Serie B: "Loro ci proveranno, faranno una squadra competitiva, li conosco. Noi cercheremo di essere all’altezza della categoria."

Le neopromosse, ultimamente, hanno fatto sognare i propri tifosi: "Sì ma lo si scopre soltanto cammin facendo, come è successo a Spal e Benevento, non lo puoi dire adesso."

In B sono tornate grandi piazze che aiuteranno ad aumentare il tasso di qualità e spettacolo: "Sicuro, e aspetto in futuro altre piazze del Sud che conosco bene e che meritano la categoria come Cosenza e Lecce."

Generazione di talento? Ok, ma anche di allenatori: "Credo che nel calcio ci sia meritocrazia. Vedi Tedino al Palermo: sono contentissimo per lui, se l’è meritato."