La consapevolezza di essere vivi

L'analisi della sconfitta del Pescara maturata all'Olimpico contro la Roma.

La consapevolezza di essere vivi
La consapevolezza di essere vivi (Fonte foto: Forza Pescara.com)

Un primo tempo quasi da dimenticare ed una ripresa da incorniciare. Cosi può essere riassunta la partita del Pescara contro la Roma conclusasi con la vittoria dei giallorossi per 3-2. Primi dieci minuti da incubo, con la doppietta di Dzeko, poi la crescita nel finale di tempo e soprattutto nella ripresa che ha permesso agli uomini di Oddo di sfiorare l'impresa a Roma. 

L'allenatore Abruzzese sorprende già nelle formazioni schierando un'inedita difesa a 3 (che diventa a 5 in fase di non possesso) con Pepe e Benali e supporto dell'unica punta Bahebeck, almeno per 120 secondi, ossia la durata della partita del francese che accusa un problema alla coscia ed esce subito dalla contesa lasciando il posto a Caprari. Il modulo non cambia ma il risultato sì, perchè il Pescara si dimentica di difendere e in tre minuti subisce la doppietta di Dzeko. Sembra già finita all'Olimpico perchè la Roma inizia a palleggiare ed il Pescara sembra impotente dinanzi ai giallorossi. La squadra però segue Oddo e in pochi minuti crea due buone palle gol prima con Caprari e poi con Benali dopo una bella azione corale con Zampano rifinitore. La squadra di Spalletti si culla sugli allori ed il Pescara cresce alzando il baricentro con Brugman e Memushaj sempre nel vivo della manovra, come Pepe che si dà da fare e crea qualche scompiglio nella difesa giallorossa.

La difesa a tre non raccoglie proseliti in campo e nell'intervallo Oddo decide di gettare nella mischia il rientrante Verre per Vitturini: qui il Pescara cambia faccia perchè nel giro di due minuti dilapida due occasioni clamorose con Pepe e lo stesso Verre ma, al quarto d'ora della ripresa, trova lo strameritato gol con un'azione in classico stile Oddo. Brugman lancia nello spazio Zampano, la difesa della Roma si apre e Memushaj in mezzo scarica una rasoiata che non lascia scampo a Szczesny. Il Pescara continua a giocare con il baricentro molto alto ma pecca di ingenuità quando Crescenzi atterra Perotti in area di rigore con lo stesso ex Genoano che sigla la rete. Il carattere degli Abruzzesi è da ammirare perchè in men che non si dica la squadra di Oddo torna in partita con il gol dell'ex di Caprari (secondo gol consecutivo alla Roma). Nel finale i biancazzurri provano a gettare il cuore oltre l'ostacolo ma, prima Verre e poi Pepe, non inquadrano la porta da buona posizione. Termina con una sconfitta, l'ennesima condita da una buona prestazione soprattutto nei secondi quarantacinque minuti. Una prestazione che deve lasciar bene sperare per il match casalingo di domenica contro il Cagliari, un match da non fallire per tornare a credere in una salvezza più che raggiungibile.