Pescara, Muntari: "Quando smetto di giocare vado a fare il meccanico e mi sporco le mani"

In una lunga intervista, Sulley Muntari parla di presente, passato e futuro che non sarà nel mondo del calcio

Pescara, Muntari: "Quando smetto di giocare vado a fare il meccanico e mi sporco le mani"
Sulley Muntari contro l'Atalanta, zimbio.com

Ha girato tante squadre in tutto il mondo Sulley Muntari e ora l'ultima fermata del suo viaggio è quella di Pescara. Attenzione, ultima in ordine cronologico perchè il centrocampista ghanese sembra avere intenzione di giocare ancora per diversi anni. Quando lascerà, però, il suo futuro non sarà nel mondo del calcio, come ha raccontato lo stesso Muntari in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport.

Altro che allenatore, dirigente o procuratore, Muntari ha intenzione di sporcarsi le mani quando dirà basta con il calcio: "Non bevo e non fumo, quindi gioco ancora 6-­7 anni e poi mi tolgo del tutto dal calcio. Non mi immagino né allenatore né dirigente. Ho un paio di concessionarie auto, ma sapete come mi vedo? Meccanico, di quelli con le mani sporche di grasso, a smanettare sotto le macchine. Ora però pensiamo a salvarci. Poi mi scadrà il contratto e sarà difficile che resti a Pescara. La mia famiglia è a Milano, mio figlio ha 18 mesi e io voglio vederlo tutti i giorni." 

Muntari in azione contro l'Udinese, sport.sky.it
Muntari in azione contro l'Udinese, sport.sky.it

Pescara che può ancora salvarsi secondo il ghanese: "Salvezza? La vedo fattibile. La salvezza è ancora alla portata e io ho fiducia. Il fatto è che siamo troppo bravi per essere in questa posizione. Con la nostra qualità potremmo stare fra le prime dieci. Oddo è stato bravo, è uno che non urla mai e si fa capire bene. Diventerà un grande allenatore. Zeman invece è come un padre, come l’insegnante delle elementari: basta seguire quello che dice e ti viene tutto facile. Senza nulla togliere a Oddo, se ci fosse stato lui dall’inizio non saremmo dove siamo."

Inevitabile non parlare di quel gol fantasma contro la Juventus: "Gol fantasma alla Juve? Anche se lo avessero convalidato probabilmente non sarebbe bastato per lo scudetto. La verità è che loro con Conte si sentivano dei leoni. Poi però rifletto: noi avevamo Ibra, Robinho, Seedorf, Nesta, Thiago. Con questa gente puoi giocare anche al 50% e vinci lo stesso, quindi non sono ancora riuscito a darmi una spiegazione. Quello scudetto perso e il fatto di non aver chiuso la carriera al Milan sono i miei rimpianti più grossi. In rossonero avrei potuto fare di più."