Mamadou Coulibaly - L'oro nero di Pescara

Il giovane senegalese ha giocato per la prima volta da titolare ed ha subito impressionato tutti per personalità e tecnica.

Mamadou Coulibaly - L'oro nero di Pescara
Mamadou Coulibalu - L'oro nero di Pescara

La vita scorre lenta, tranquilla e monotona, ma questa trova sempre i modi per sorprenderti e spostare gli equilibri a proprio piacimento. Ne sa qualcosa Mamadou Coulibay che ieri, a soli 18 anni, ha esordito per la prima volta da titolare, con il Pescara, nella sfida pareggiata contro il Milan. Può sembrare un esordio precoce, come in tanti altri casi, ma qui c'è una storia dietro in cui ognuno deve riflettere e pensare alle priorità che la vita ci costringe a valutare ed i problemi che essa ci obbliga a superare. 

Coulibaly nasce in Senegal il 3 Febbraio 1999 e come tanti suoi conterranei è costretto a lasciare la propria terra a soli 16 anni per cercare fortuna altrove, per sperare in un futuro che non sia quello delle guerra e della fame. Sale su uno di quei barconi speranzoso, ma al contempo impaurito perché il futuro è un'incognita, una moneta che non ha né testa e né croce. Pochi soldi nel suo portafoglio quando raggiunge Grenoble dove viene accolto dalla zia, poi un treno lo porta prima a Livorno e poi a Roseto degli Abruzzi. Le tasche diventano vuote col passare dei giorni e le notti sono cosi fredde in strada, a pochi metri dallo stadio Patrizi, finché la polizia lo ferma e lo porta alla comunità di Montepagano. 

Un piccolo passo in avanti, ma la svolta deve ancora arrivare perché  Girolamo “Mino” Bizzarri, ex attaccante tra le altre di Cesena e Brescia, lo segnala al Pescara: Massimo Oddo, allenatore degli adriatici all’epoca, ne avalla il tesseramento e cosi il giovane senegalese entra a far parte della Primavera. Gli addetti ai lavori lo notano, scoprono pian piano le sue qualità, tanto che alla prima partita con la seconda squadra realizza una rete. A Zeman basta vederlo una volta che lo porta subito in prima squadra dove si impegna, impara e il 19 Marzo esordisce per la prima volta in Serie A, due anni dopo il viaggio della speranza, una viaggio che troppi suoi coetanei non riescono a terminare. 

Koulibaly e Zeman
Koulibaly e Zeman

La soddisfazione più grande, però, arriva il 2 Aprile quando il Boemo pronuncia il suo nome nell'undici titolare che andrà ad affrontare il Milan. Un sogno, chissà cosa sarà successo nella testa del numero 33 in quei momenti, quando scenderai in campo dinanzi a ventimila persone per giocare contro uno dei club più titolati al mondo, contro la squadra che hai sempre tifato da bambino, con il pubblico che ha gli occhi addosso su di te. Pressione? Macché, il ragazzo gioca da interno di centrocampo e lo fa alla grande recuperando tanti palloni con le sue lunghe leve e destreggiandosi alla grande come se quel campo l'avesse calcato da sempre. Una personalità, una tranquillità ed una tecnica fuori dal comune tanto che anche gli spettatori rimangono sbalorditi.

Koulibaly gioca novanta minuti e lo fa da veterano, sbagliando qualcosa (ma ci sta) e dimostrando di avere il piede caldo per tutto il match ed il lancio di 50 metri per Bahebeck nel finale lo dimostra, sottolineato anche dai grandi applausi dell'Adriatico. I consigli di Zeman durante il match hanno aiutato Coulibaly che ai microfoni commenta cosi il suo esordio da titolare: "È un sogno che si realizza perché ho fatto tanti sacrifici per venire qua. Sono stato felice di giocare, mi alleno sempre per essere titolare: ora il sogno è diventato realtà, ma io ho sempre creduto nelle mie potenzialità. So quanto valgo, ma devo fare ancora tantissima strada".

Per cinque giorni a settimana Coulibaly vive nel convitto Casa d’Annunzio, gestito dalla società pescarese, mentre nel weekend vive il ritiro con la prima squadra. Appena ha un minuto libero, però, torna a Roseto per salutare chi gli è stato accanto nei primi mesi in Italia: "Sono arrivato in Italia dopo tanti sacrifici: ringrazio la casa famiglia di Montepagano, mi hanno aiutato in tutto. Ho fatto dei provini con Roma, Sassuolo e Cesena, ma senza fortuna. Il Pescara ha creduto in me. E ora ho sfidato la squadra per la quale tifavo da bambino: pure mio padre tifa Milan". Parole anche per Zeman che lo sta aiutando a crescere come ha fatto Oddo: "Mister Zeman mi ha detto di fare quello che so fare e stare tranquillo. Ha creduto in me e mi ha chiesto di stare tranquillo".

Il giocatore non si pone limiti e, per concludere, dichiara: "Voglio giocare con la Nazionale del Senegal, è un mio grande desiderio", parola di Coulibaly. L'oro nero di Pescara.