Uomini forti, destini forti

Le parole di Spalletti alla fine di Roma-Samp, vinta 3-2 dalla Roma, con l'aiuto provvidenziale di Francesco Totti, fanno da buona cornice per cercare di capire come mai il 40enne di Porta Metronia riesca ancora ad infiammare la sua Gente.

Uomini forti, destini forti
Uomini forti, destini forti

Gli uomini forti hanno destini forti, i deboli hanno destini deboli. Pontifica con poche alternative i suoi Luciano Spalletti, alla fine di Roma-Samp, un altro capitolo della saga d'Amore tra la Capitale e la vita del suo simbolo, Francesco Totti. Altro capitolo che finisce col lieto fine che riporta serenità e tre punti ai giallorossi, altro capitolo che gira nel verso giusto solo nell'ultimo paragrafo dell'ultima pagina. Ma alla fine gira, con le immancabili polemiche e le questioni di Pirro che sempre accompagnano il nostro calcio. Ma le flebili questioni non rubano la scena al 10 di San Giovanni, quel voglioso ragazzo che "se sto così, perché devo smettere?". Che significa dire, se devo risolvere sempre, ma nel contempo mi diverto, stupisco, mi incanto da solo, mi godo questi ultimi mesi con serenità, perché devo spezzarmi le gambe e mandare all'aria quella che è la mia casa e il mio Amore?

La domanda è lecita e le valutazioni le farà proprio il Capitano a fine stagione. Intanto la Roma resta appesa al suo gioco, alla sua visuale, ai suoi lanci e ai suoi piedi, in definitiva. Resta appesa al campionato (che è comunque ai primi botti e ai primi punti), con la certezza che il passo difensivo vada letteralmente invertito mentre l'attacco progredisce con la forza dello scorso campionato: meno bene il tridente leggero già da qualche gara, meglio Dzeko che riceve palloni giocabili o da Totti o dai 3 centrocampisti e sembra attivo al punto giusto. Perotti ed El Shaarawy non sembrano avere i giri del motore giusti e forse devono già rifiatare, anche se il tempo è davvero poco. Il bosniaco invece sembra avere la voglia giusta, nonostante gli errori e le sbavature consuete. Detto di Totti, dunque, passata la tempesta (in tutti i sensi), la Roma si ritrova e riprende un match ingarbugliato, ma decisivo.

Per questa volta, può andar bene così. 

LE PAGELLE
Szczesny 5 è impreciso sui gol Samp, poi recupera su Quagliarella quando imperversa il fortunale.

Florenzi 6 corre in lungo e largo ma anche stavolta rischia di perdere per strada palloni decisivi. La voglia non gli manca.

Manolas 6 difficilmente con lui si passa, salvo qualche limite nel controllo, ma è sempre ben piazzato nel suo reparto.

Jesus 5 errore grave sul corner che permette il raddoppio alla Samp,nel secondo tempo è invece più in palla ma senza grosse luci.

Peres 6,5 ci prova con tenacia e sfodera buoni numeri. Corre per 90' senza manifestare stanchezza se non nei minuti finali.

Strootman 6 il gioco che fa è prevalentemente di fisico, con recuperi palla al limite e contrasti duri.

Nainngolan 5,5 di certo non è il miglior match del belga, ma come sempre sul piano fisico fa il suo. Iturbe sv 

De Rossi 6 contiene le avanzate doriane ma non si sposta molto dalla sua zona di competenza, senza eccellere.

El Shaarawy 5 fuori dal gioco e senza grandi luci. Dzeko 7 il bosniaco vede la luce in fondo al tunnel. Bella prestazione fatta di recuperi, scatti, inserimenti e tempi giusti. Si prende un rigore pesante.

Perotti 6 piazza l'assist del vantaggio, poi si spenge alla distanza. Totti 8: inventa calcio ad ogni azione. Ogni pallone che tocca smarca un compagno. Al 92', quando la palla brucia, va sul dischetto per battere un rigore di un'importanza cruciale. Classe e Storia.

All Spalletti sbaglia la formazione al via, col tridente leggero. Ma recupera a metà gara coi due cambi e Totti fa il resto.