Fattore J

In un match spento e dominato dalle folate, la Roma tiene comunque il pallino del gioco ma non incide mai. Eppure il vantaggio al 4' su rigore sembrava preludio ad una tranquilla serata. L'errore di Juan Jesus sul pari dei boemi è l'immagine migliore (peggiore?) della situazione giallorossa.

Fattore J
Fattore J

Sbagliando si impara, sì, ma questa perseveranza nell'errore ha un che di diabolico e lascia basiti, più che altro. La Roma continua a sbagliare, e tanto, là dietro. Continua a subire gol evitabili, persevera in scelte di tempo e spazio che poi si rivelano disastrose. Ma con il Plzen, in una serata che poteva sembrare serena per alcune indicazioni dei primissimi minuti, il conto diventa davvero eccessivo. Già alla metà di settembre, il primo mese della lunga stagione che aspetta i giallorossi. Serve una svolta, ormai da tempo, e le prestazioni di questo inizio stagione lo confermano volta per volta, aggiungendo preoccupazione e tante voci di critica ad ogni gara. La Roma non gioca bene, c'è davvero poco da aggiungere quando l'oggettivo si presenta davanti agli occhi di chi commenta: non c'è analisi che tenga se il massimo sforzo di verticalizzazioni, tentavivi, lanci, produzione offensiva, si realizza in un pari con il Viktoria Plzen. O no? 

La speranza è riposta nel fatto che la Roma ha invece un ampio, enorme, margine di crescita e miglioramento. Servirà oliare meglio il macchinario, fare attenzione alle indicazioni di mr Spalletti con maggiore forza e fiducia, mettere tutto, non il "piedino" (quello di Iturbe?) e uscire da questo stallo con la consapevolezza che i punti dalla Juve in A sono 2 e in Europa League i giochi sono chiaramente e assolutamente aperti. Al primo turno, con l'Austria Vienna in testa, tutto può succedere e molto succederà. Intanto, però, un cambio netto di passo (fisico e psicologico) è il requisito minimo richiesto per l'istallazione del "software" chiamato calcio efficace. Quel calcio fatto sia di serate positive che di gare meno attive. Ma efficace. 

LE PAGELLE

Alisson 5.5: indeciso sul gol del Viktoria Plzen. Si riscatta parzialmente subito dopo con una parata di istinto.

Bruno Peres 6: viene rispostato sulla sua fascia di competenza, la destra, ma non offre il suo consueto contributo.

Manolas 6: questa volta ha Fazio come compagno di banco. Il greco fa bene il suo compito.

Fazio 5.5: ha l'occasione di mostrare le sue qualità e non sfigura. Nel finale però perde di vista un avversario e la disattenzione poteva costare cara.

Juan Jesus 4.5: ha sulla coscienza il gol di Bakos. Non un gran momento per lui.

Nainggolan 5.5: gioca sotto tono, andando comunque vicino al gol nel primo tempo con un piattone che si stampa sul palo.

Paredes 6: quando ha un po' di spazio mette un paio di palle molto interessanti per i suoi compagni.

Gerson 5: tocca pochi palloni senza riuscire a dare un guizzo decisivo. Da quella fascia la Roma soffre parecchio e Spalletti decide di cambiare. Dal 1'st Dzeko 5: sui suoi piedi l'unica vera occasione del secondo tempo ma non è abile nel sfruttarla.

Perotti 6: freddo nel realizzare il rigore che ha sbloccato la partita. Da lì in poi tanta fatica ma pochi acuti, e alcuni passaggi di troppo fuori misura.

Iturbe 5: ha sui suoi piedi l'occasione migliore del primo tempo ma svirgola clamorosamente il pallone. Dal 27' Florenzi sv.

El Shaarawy 6: si guadagna il rigore all'inizio della partita. Serve poi una bella palla a Dzeko, che però spreca. Dal 27' Totti sv.

Spalletti 5: la formazione che schiera non convince.