Roma, strappo in classifica ridotto senza acuti: la notte col Pescara è di sofferenza e gioia

Dzeko apre le danze, poi si rifa sotto il Pescara mai domo, Perotti (man of the match) rimette i giallorossi in carreggiata e ancora gli Abruzzesi riprendono la partita. La sofferenza finale passa e la Roma torna a -4 dalla vetta, col derby alle porte.

Roma, strappo in classifica ridotto senza acuti: la notte col Pescara è di sofferenza e gioia
Roma, strappo ridotto senza acuti: la notte col Pescara è di sofferenza e gioia

La sofferenza di troppo non può cancellare l'importanza di aver vinto, finalmente, uno di quei match spartiacque della stagione. La Roma batte il Pescara e si riprende il secondo posto insieme al Milan, con 4, umani, punti di stacco dalla Juve. Alla sconfitta bianconera, e visti i risultati delle big subito dietro, doveva seguire una vittoria di carattere, una vittoria di voglia. E' stata invece una vittoria, con poco altro. I ritorni di capitan Totti e Vermaelen come dati migliori della serata consegnano il quadro della situazione. 

Ma alla fine in classifica non compare come si son vinte le partite, mutuando la frase di mr. Spalletti nel post gara, ma si vede solo il numero di gare vinte, pareggiate, perse. E dopo troppe occasioni mancate, Cagliari, Fiorentina, Torino, Empoli, Atalanta, la Roma vince quando deve. Per contro Oddo non può rimproverare nulla ai suoi, salvo tre topiche, due ad inizio gara ed una sul rigore netto trasformato da Perotti. L'argentino ha dominato la fresca serata romana, con due palle al bacio per il cinismo ormai assoluto di Dzeko e poi sul basculante 2-1 ha realizzato un rigore pesante, visto il 3-2 successivo degli abruzzesi. Perotti-Dzeko è un asse consolidato, ma non basta.

La Roma non gira allo stesso modo per 90', ed è naturale, ma non garantisce nemmeno quel barlume di equilibrio che basterebbe per portare a casa senza patemi match così. Contenere e ripartire quando il fisico lascia un po' a desiderare, organizzarsi senza voler essere bellissimi citiamo ancora Spalletti. Una prova, questa, che porterà la maturazione che ci si aspetta a Trigoria, quella maturazione che il mese di dicembre dovrà per forza di cose portare con se: da qui a fine mese la Roma resta quasi sempre all'Olimpico, ma le big sono tutte insieme: Lazio, Milan, Juve, con in mezzo la passerella europea, e per finire il Chievo. Volata 2016, la Roma risponderà presente?

LE PAGELLE

Szczesny 6.5 Bravo nella ripresa, sui gol può poco.

Peres 6 Nel primo tempo spinge, cala nel secondo perché sembra distratto.

Rudiger 6 Gioca molto d'anticipo, concede poco agli avversari, ma nel secondo tempo cambia ritmo.

Fazio 6 Molto calmo per 60', poi traballa.

Emerson 5 Fatica in gestione del pallone. Rivedibile.

Strootman 5.5 Altro match senza grandi luci. Non è il più cattivo, come in passato, sui contrasti.

Gerson 5 Un fantasma che non imposta come dovrebbe e non difende come potrebbe. (Totti 6.5 Le tre-quattro palle che ha le illumina con alcune magie).

Salah 6 Non punge come le altre volte e anzi, non sa dove sia di casa il cinismo. (Vermaelen s.v.).

Nainggolan 6.5 Buona gara, sfiora il gol in più di una circostanza. (De Rossi 5 Commette svariati errori. Spezzone di gara non entusiasmante).

Perotti 7.5 Inizio la gara con grande intensità. Partita positiva per il suo continuo movimento, i due assist, il rigore procurato e segnato.

Dzeko 7.5 Punto di riferimento della squadra giallorossa. Sponde, gol, personalità. Cristallino.

All. Spalletti 6,5 La sua Roma poteva godersi una serata ben più serena, ma erano i tre punti l'importante.