Roma, l'arma dei gol e delle vittorie

La Roma deve usare la sua migliore arma, per sconfiggere malumori e ansie: segnare, non subire gol. Vincere bene come ieri a Bologna.

Roma, l'arma dei gol e delle vittorie
asroma.it

Quante cose si risolvono con un 3-0. Forse non tante quante la Roma possa sperare, perché a metà aprile molti dei giochi sono fatti, sono in movimento, ma molte cose cambiano, nell'instabile panorama romano, da una prestazione ad un'altra. Tante valutazioni su giocatori, gioco e speranze, sembrano fluttuare da un terribile momento a strani pensieri, solo perché la palla è entrata in rete più volte, e dalla parte giusta. Ma ci sta, il calcio osservato dall'esterno è (anche) questo, e i professionisti sono esposti a questo tipo di pressioni, di valutazioni. Allora l'arma migliore in possesso della Roma, oggi, quando a meno 7 dal gong l'ultimo afflato resta il campionato col suo tosto -6, è l'arma dei gol, delle vittorie dove si noti il marchio spallettiano della velocità. Con l'allenatore più veloce della Serie A, infatti, non si può prescindere dai gol in contropiede, dai cross tesi ben sfruttati. La Roma non lo ha fatto con continuità quest'anno, altrimenti sarebbe in tutt'altri lidi, con Coppe in mano e campionati alla portata. Ma lo ha fatto, 71 punti alla mano, 103 gol stagionali alla testa. 34 segnature per Dzeko al cuore. E il 14esimo clean sheet in A per Szczesny in corpo. Lo ha fatto, la Roma. C'è chi lo ha fatto un po' di più, un po' meglio.

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Manovra da subito bene, la Roma, col Bologna attento a non subire troppo, a non farsi schiacciare. La Roma deve allora alzare i ritmi, scoprendosi un po'. Quelle sono le uniche situazioni in cui si pesa il fatto di aver scelto una difesa a 4 senza ali. Più pesantezza ma più copertura al centro del campo, complice un De Rossi ritrovato. A quel punto basta passare indenni alle tre occasioni felsinee, tra primo e secondo tempo (alcune da brivido, la migliore quella di Di Francesco) e colpire. Prima con Fazio, su corner (finalmente), poi con Salah, su interdizione del presentissimo Dzeko. Che poi ricama anche un'azione tutta-tridente (a giochi fatti), iniziata da Perotti e migliorata dall'egiziano numero 11. Uno-due-tre, c'è spazio anche per capitan Totti, allora, che riceve la bellezza di un applauso collettivo del Dall'Ara. Emozioni, mal nascoste da tutti, per giunta.

LE PAGELLE

Szczesny 6,5, Fazio 6,5, Manolas 6,5 (Vermaelen sv), Rudiger 6,5, Jesus 6; De Rossi 6,5, Strootman 6,5; Nainggolan 6, El Shaarawy 6 (Perotti 7) , Salah 7; Dzeko (Totti sv). 7,5. All Spalletti 7.