La Roma avrà la sua casa, arrivano i sì decisivi

Ieri la conferenza dei servizi ha terminato la sua opera di lavoro sulle prescrizioni previste per l'opera, che ora si potrà inziare a realizzare.

La Roma avrà la sua casa, arrivano i sì decisivi
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La giornata delle svolte: la Conferenza dei Servizi ha dato il via libera allo Stadio della Roma.

Dopo la riunione chiave dello scorso 24 novembre, le due riunioni di lunedì e martedì hanno sviscerato tutte le prescrizioni che gli enti preposti hanno formulato in merito al progetto. I via libera, dunque, sono il passaggio ufficiale per l'annuncio definitivo sulla partenza dei lavori. Pallotta, Baldissoni, e poi ovviamente i canonici commenti dei leader, De Rossi, Di Francesco, Nainggolan: ieri erano decisamente presi dagli esiti della gara di Coppa, ma la considerazione di una vittoria di tutti, "per la Città, per lo sviluppo futuro del Club e per i tifosi", (ha detto il presidente), era presente nelle teste e nelle parole.  

Una nuova casa per divenire top club: che impresa, a Roma, che è la città-regno della burocrazia narcolettica, del malaffare in convenzione con le autorità, dell'appalto selvaggio. L'avevano detto in molti, a Pallotta e soci: non pensateci, è impossibile.

Eppure per 5 lunghi anni (lo stadio nasce nel 2012, almeno questo qui) non c'è stata voglia di demordere: due anni di silenzi per lavorare ai dettagli più piccoli, poi nel marzo del 2014, Pallotta e il Club giallorosso annunciano in diretta televisiva il progetto al Campidoglio, dando il via al processo di approvazione. Dopo una delibera di pubblico interesse e una prima Conferenza dei Servizi, a febbraio 2017 Mauro Baldissoni e la sindaca Virginia Raggi annunciano che lo Stadio della Roma si farà, con una modifica al piano iniziale, quella affrontata qui.

A giugno del 2017 arriva infine la delibera di pubblico interesse del nuovo progetto da parte dell’Assemblea Capitolina e a settembre inizia la nuova Conferenza dei Servizi. Che ora sembra arrivata alla svolta: lo Stadio della Roma è una realtà, perché la logica può ancora vincere, può ancora avere spazio.