Samp, Mihajlovic: "Sono un maniaco del dettaglio. Campionato fantastico. Sul futuro..."

L'allenatore serbo della Sampdoria si racconta in un'intervista al Secolo XIX, parlando della stagione fantastica della sua squadra, delle prospettive future, a Genova o meno, e del suo modo di intendere il calcio.

Samp, Mihajlovic: "Sono un maniaco del dettaglio. Campionato fantastico. Sul futuro..."
Samp, Mihajlovic: "Sono un maniaco del dettaglio. Campionato fantastico"

Un nomade, senza fissa dimora. Oppure sì? Sinisa Mihajlovic, dopo le esperienze di Catania, Firenze e della nazionale della Serbia, senza molte soddisfazioni, sta raggiungendo l'apice del calcio italiano alla guida della Sampdoria del presidente Massimo Ferrero e sembra finalmente aver trovato un posto dove esprimersi al meglio. Tuttavia, grazie ai successi ed ai risultati ottenuti, la permanenza dell'ex difensore di Lazio ed Inter non sembra destinata a prolungarsi, con le attenzioni del Napoli di De Laurentiis su tutti che si fanno sempre più insistenti per il dopo Benitez. 

Un nomade che a Genova non ha trovato casa, perché di fatto vive a Bogliasco, centro degli allenamenti della Samp dove passa la maggior parte della giornata analizzando dettagli, studiando avversari, oltre che preparare allenamenti e tattiche: "Se avessi qui la mia famiglia starei in un appartamento. Ma da solo, non sapendo, o non volendo, cucinare, stirare, pulire, per me è più comodo così. Se dovessi fermarmi altri dieci anni alla Samp, e sempre senza famiglia, continuerei a stare qui". 

Lusinghe, quelle degli ammiratori che apprezzano il suo carattere da duro, che si contrappongono all'amore che il Presidente Ferrero ha sempre dichiarato nei suoi confronti. Adesso il nuovo numero uno della Samp vuole tenerselo stretto a tutti i costi, sperando che Sinisa non abbocchi alle provocazioni di squadre ben più blasonate e accetti la scommessa della Samp: "Rinnovo? Era importante che ne parlassi? A me non sembrava. Non ho mai parlato di durata di contratti. Poi bisogna comunque essere in due per andare avanti. E a uno dei due può anche non andare più bene. Io ad esempio mi pongo degli obiettivi e se non li raggiungo posso decidere di andare via, anche se ho ancora un contratto. Questo è il mio carattere. E i soldi, sono l’ultimo dei miei pensieri. Garanzia per il futuro? Sì. Se dovessi restare, sì. Io sono un allenatore da progetto. Ripeto, non ci saranno mai problemi di soldi. Prima viene il progetto, che cosa vuoi fare, ambizioni e obiettivi, poi tutto il resto".

Un progetto che però parte da lontano, dall'arrivo del Presidente Ferrero che ha puntato tutto sulla voglia e sul carattere forte dell'allenatore serbo, che ha sempre difeso e sostenuto durante tutto l'arco della stagione. Stagione vissuta tra alti e bassi, ma che in ogni caso verrà ricordata, all'ombra della Lanterna, come una delle migliori stagioni della Samp dell'era moderna assieme a quella di Mazzarri, Cassano e Pazzini

Mihajlovic analizza la stagione pensando sia ai momenti belli, ma soprattutto a quelli negativi, esperienza dalla quale partire per un'eventuale futuro dove migliorarsi come singoli e come squadra: "Sotto il profilo del gioco puro, direi che nel calcio tutto è più o meno ripetibile. Lì quello che devi fare è non ripetere gli errori. Io sono un maniaco del dettaglio, uno che non si arrende mai, sto andando all’inseguimento delle partita perfetta, anche se so che non esiste. Perché c’è sempre qualcosa da migliorare, tatticamente o tecnicamente. Vale anche per i miei giocatori. Farli crescere come uomini è mio compito. Renderli responsabili, consapevoli. Tenerli in tensione, fargli cambiare l’obiettivo in corsa. Da questo punto di vista, questa stagione è stata intensa". 

Testa al lavoro, sempre e comunque. Mihajlovic non si compiace del lavoro svolto, anzi, pensa alle ultime due partite, che saranno decisive nel raggiungimento dell'obiettivo prefissatosi ad inizio stagione: la conquista dell'Europa League. 

"Due partite decisive? Con la Lazio, da calciatore, ho vinto e ho perso uno scudetto in una partita sola. Sono esperienze che ti rimangono. Raggiungere il tuo obiettivo dipende dal carattere, dalla personalità della squadra. Devi conoscerne profondamente gli equilibri. Sapere se devi agire sull’orgoglio o infondere tranquillità. Tutti avrebbero firmato a agosto per trovarci oggi dove ci troviamo. Ecco, semmai quello che non vorrei è che il nostro cammino fosse diventato una cosa dovuta, normale. Chi sa di calcio sa, quanto lavoro, quanto sacrificio, quanta applicazione ci vogliono per arrivare a questo punto. Restano due partite"