Samp, 65 minuti da sogno. Pavoletti riaccende il grifone, ma non basta per riprendersi

Il derby rispecchia in pieno i momenti delle due squadre: la crescita della Samp, non ancora completa, e la crisi del Genoa, con Pavoletti a rappresentare l'uomo del rilancio.

Samp, 65 minuti da sogno. Pavoletti riaccende il grifone, ma non basta per riprendersi
Samp, 65 minuti da sogno. Pavoletti riaccende il grifone, ma non basta per riprendersi

Forse la maggior parte di noi appassionati l'aveva immaginato proprio così: intenso, giocato fino all'ultimo, ricco di giocate dei talenti e di organizzazione, come da tradizione nel derby. Anche con un po' di botte, che fin quando non sono volontarie per far male ci stanno sempre. Genoa e Sampdoria ieri sera però sono andate addirittura oltre, regalandoci quelal che al momento è una delle tre partite più belle della stagione di Serie A, insieme a Napoli-Inter e Napoli-Fiorentina.

Cosa ci dice questo 2-3? Niente di nuovo, almeno sulla carta. Perchè i primi 65 minuti sono un predominio totale della Sampdoria, finalmente squadra di Montella in tutti i sensi, anche come tipologia di gioco: palla a terra in ripartenza, tanta attenzione e un buon possesso palla. Certo, in una partita del genere conta più vincere che giocare bene, motivo per cui l'aeroplanino ha scelto un atteggiamento più conservativo, ma a tratti, specialmente quando la squadra è riuscita ad appoggiarsi a Cassano, si è visto anche tanto spettacolo.

Il barese è stato senza dubbio il migliore in campo insieme a Soriano, dimostrando di poter fare ancora la differenza, come da lui stesso detto a fine partita. La sua partita ci ha riportati indietro di un anno, quando ancora era il leader (in quel di Parma) e aiutava a giocare meglio i compagni. Proprio Soriano è quello che ne ha beneficiato di più: inserimenti sempre puntuali e tre gol in due partite. Probabilmente non gli ultimi, dovesse restare a Genova...

Sulla sponda rossoblu della città della lanterna c'è tanta delusione, non potrebbe essere altrimenti vista la situazione di classifica in cui naviga il grifone, potrebbe infatti cadere in zona retrocessione oggi in caso di vittoria del Frosinone. 4 vittorie, 4 pareggi e 10 sconfitte, non è bastata la grande prova di Leonardo Pavoletti, probabilmente unico sufficiente dei quattordici che hanno messo piede in campo tra i rossoblu. Due gol che non sono bastati, ma che hanno riacceso l'entusiasmo di una squadra e soprattutto dei tifosi, che hanno creduto per un attimo anche alla rimonta.

Le note negative sono molteplici: Ntcham e Lazovic hanno giocato una pessima partita, il secondo in particolare ha avuto la palla del 2-3 subito dopo il primo gol di Pavoletti e si è dimostrato poco cinico. Ha avuto un buon impatto il neo-acquisto Suso, ma quello che preoccupa Gasperini è una difesa che non è riuscita a trovare le misure, lasciando praterie agli avversari. Colpa del cambio di modulo? Forse. In parte, ma è in ogni caso inammissibile disputare una prestazione del genere, dal punto di vista difensivo, in un derby, dove ogni sgarro costa chiaro.

La Samp così allunga in classifica portandosi a 23 e continuando ad alimentare il sogno Europa League, mentre il Genoa resta fermo a quota 16. Montella ha incanalato la squadra sui binari giusti, anche se l'ultima mezz'ora servirà di lezione ai suoi. In un certo senso ci può stare, visto che questa è solo la seconda vittoria in due mesi di lavoro (ed è comunque un passo avanti rispetto all'inizio traumatico). I blucerchiati hanno margini di miglioramento ancora ampi. I concittadini invece devono guardarsi allo specchio e farsi un esame di coscienza per l'atteggiamento e gli errori. Il mercato potrà colmare i buchi? Girano nomi importanti. In ogni caso, senza dubbio, non tutto è perduto.