Sampdoria, Torreira entusiasta: "Che bello essere qui, sogno il Mondiale con l'Uruguay"

Sognare non costa nulla: il play tascabile del Doria lo fa in grande. Rendere al massimo in blucerchiato per conquistarsi la 'chiamata' per il Mondiale del prossimo anno.

Sampdoria, Torreira entusiasta: "Che bello essere qui, sogno il Mondiale con l'Uruguay"

Alla Sampdoria ha trovato la sua giusta dimensione, diventando un titolare fisso e pedina inamovibile nel centrocampo disegnato dall'allenatore Marco Giampaolo. Alla Gazzetta dello Sport, il centrocampista uruguaiano Lucas Torreira ha confessato: "Mi aspettavo una chiamata in Nazionale. Sono rimasto in attesa speranzoso, invece niente. Forse è normale, visto che dall'Uruguay sono venuto via a 17 anni. Mi sembra quasi impossibile essere chiamato ora, senza che sia mai accaduto nelle qualificazioni, ma io continuo ad avere fede, ci credo. Mio padre lavora come radiocronista e segue la nazionale, lo farà anche al Mondiale. Sarebbe bellissimo se potesse commentare il mio esordio. E' difficile ma non impossibile".

Arrivato in Italia giovanissimo, il suo primo ruolo era quello di attaccante, in molti lo hanno paragonati in tempi passati a Tevez: "Era il mio ruolo quando sono arrivato, nella Primavera del Pescara allenata dal fratello del mister Giampaolo. Ma Oddo, spostandomi a centrocampo, mi ha cambiato la vita. Lo ringrazio perchè mi ha insegnato tanto, e sono riuscito a spingermi fino a qui lo devo soprattutto a lui ed ai suoi insegnamenti". Un motorino del centrocampo, Torreira è uno dei giocatori che corre di più in Serie A, e tra l'altro subisce un numero considerevole di falli: "Questo testimonia il fatto che i miei compagni di squadra mi cercano tanto, sono spesso nel vivo del gioco e si fidano di me. Io tocco molti palloni e sono rapido a spostarlo velocemente".

Quest'estate sono partiti grandi giocatori, Muriel su tutti, ma la dirigenza della Sampdoria è stata brava a trovare i giusti sostituti. A Genova è sbarcato Gaston Ramirez, idolo dell'attuale playmaker blucerchiato fin da quando era ragazzino: "Era il mio idolo, ora è incredibile che giochiamo insieme. In estate mi aveva chiamato per informarsi su Genova, così ho iniziato a sperare. Poi, quando eravamo a Dublino per l'amichevole con il Manchester, mi hanno detto che Gaston sarebbe stato dei nostri. Ho avvertito un'intesa sensazione di gioia, non lo conoscevo di persona ma sapevo che era un giocatore formidabile. Ha una capacità di palleggio non indifferente ed anche un'intelligenza calcistica molto sviluppata. Per noi è un valore aggiunto".

Partita a grande velocità, l'obiettivo della Sampdoria sarà la conquista dell'Europa: "La Serie A è un torneo molto difficile, ci sono più squadre attrezzate per fare bene. Abbiamo iniziato bene, non ci nascondiamo, ma il campionato è appena iniziato e quindi meglio non guardarla ora la classifica. Continueremo a lottare per questa maglia, poi tireremo le somme. Fare bene qui alla Samp per me è di vitale importanza per cercare di guadagnarmi la chiamata in Nazionale".