La parabola del Torino

La squadra granata non si è mostrata brillante dal punto di vista del gioco, si è resa raramente pericolosa e ha finito per piegarsi alle scorribande dell'Udinese. Film di una stagione, fin qui, difficile.

La parabola del Torino
Foto LaPresse

Campanello d'allarme in casa granata, la sconfitta di fronte al proprio pubblico per mano dell'Udinese, con un uomo in più, ha gettato nel panico l'ambiente. Rete di Perica a indirizzare la partita, Torino incapace di opporre un'adeguata reazione.

La debacle è stata determinata soprattutto dal calo psicologico dopo la sconfitta nel derby di Coppa Italia, con passivo pesante di 4 reti a 0. La crisi del Torino non può però essere solamente spiegata da un punto di vista mentale. L'organico deve essere necessariamente rinforzato durante la pausa invernale, poichè la squadra pecca in ogni reparto.

Partendo dalla difesa, punto di forza del Toro la scorsa stagione, impossibile non evidenziare un calo delle prestazioni. Sulla fascia sinistra è atteso il ritorno di Avelar, che potrebbe sostituire Molinaro nell'undici titolare, date le deludenti apparizioni dell'ex Juve nelle ultime settimane, sulla corsia di destra invece sono previsti netti miglioramenti, con l'inserimento a pieno a regime di Maksimovic, oggetto del desiderio del Napoli in estate e vero e proprio ago della bilancia della retroguardia granata. La sua assenza ha condizionato anche il rendimento di capitan Glik, il suo rientro potrebbe spingere Giampiero Ventura a provare anche l'esperimento Bruno Peres sull'out offensivo, in un ruolo simil-Cerci 2012/2013.

A centrocampo, potrebbe essere dato più spazio a Acquah, considerando gli alti e bassi di Baselli e Benassi, mentre si è ritrovato, di recente, Vives, che ha anche collezionato una rete contro il Bologna. Tra i pali, il Toro  ha pagato la scarsa vena di Padelli, con il giovane Ichazo che, al momento, ha visto poco il campo se non nelle gare di coppa. Non a caso, per il futuro, crescono le quotazioni di Marco Sportiello, grazie anche ai buoni rapporti tra l'Atalanta e il Toro, creatisi dopo l'asse di mercato che ha portato Baselli e Zappacosta in maglia granata.

L'attacco, poco profilico, è passato da essere una minaccia a un problema da affrontare al più presto. Quagliarella, autore di 4 reti a inizio stagione, non si è confermato come giocatore in grado di cambiare le partite e da 9 gare non trova la via del gol. Belotti è stato costantemente accompagnato dalla sfortuna in questi mesi al Toro e ha segnato una sola rete, Maxi Lopez, in evidente ritardo di condizione, non ha confermato quanto di buono fatto nel recente passato. Il giovane Martinez è sembrato invece troppo acerbo sotto porta per giocarsi un posto da titolare già da quest'anno.

L'armonia tra i tifosi e la squadra è calata bruscamente, testimonianza ne sono stati i fischi pre e post gara contro l'Udinese. Ora spetta a Cairo e a tutta la dirigenza agire sul mercato per provare a riportare nella seconda parte di stagione  un Toro in zona Europa League.