Torino, Mihajlovic in conferenza: "Non siamo morti, è sicuro e lo dimostreremo domani"

Le parole del tecnico dei granata ai giornalisti: "Lotteremo fino in fondo per l’Europa, ma dobbiamo vincere qualche scontro diretto e non buttare via punti alla nostra portata".

Torino, Mihajlovic in conferenza: "Non siamo morti, è sicuro e lo dimostreremo domani"
Fonte foto: http://torinofc.it

Torino - Milan si ritrovano domani sera per il posticipo della 20esima giornata di Serie A. I granata, dopo l'eliminazione in Coppa Italia proprio contro i rossoneri, vogliono rifarsi. Sinisa Mihajlovic ha da poco terminato la consueta conferenza stampa pre gara. Andiamo a sentire le sue parole.

Inizia con una battuta che ha fatto l'amico Vincenzo Montella poco prima in conferenza stampa a Milanello: "Montella dice che spera di trovarci morti (ride ndr)? Sicuramente non siamo morti. È sicuro, e lo dimostreremo domani. Spero che la gara di Coppa Italia abbia fatto capire ai ragazzi che il Milan si può battere, e cosa non bisogna fare per perdere. Abbiamo perso due gare con loro, che potevamo pareggiare o vincere. Spero nella voglia di rivincita: sarà una gara difficile, noi fisicamente stiamo bene, siamo in una fase particolare. Ci servono risultati importanti, per rilanciarci in campionato. L’abbiamo preparata bene, dipende molto da noi. Il Milan è più attrezzato di noi, come tutte le squadre che ci stanno davanti, Atalanta esclusa. Ma non deve essere un problema, o una scusa. Siamo in 11, abbiamo 3 sostituzioni, chi entrerà in campo o chi subentrerà darà il massimo, ne sono certo."

Mihajlovic poi prosegue promettendo che il suo Torino darà filo da torcere a parecchie squadre nel girone di ritorno: "Noi prepariamo sempre la gara per vincere. Tranne contro il Napoli, abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti: abbiamo la nostra fisionomia di gioco, la nostra mentalità, e dobbiamo giocare così. Senza troppi pensieri per la testa. Dobbiamo crescere molto, il girone d’andata è stato buono, ma dobbiamo ancora migliorare. Lotteremo fino in fondo per andare in Europa, ma ci serve vincere qualche scontro diretto e dobbiamo smettere di buttare all’aria le partite. Abbiamo alzato l’asticella con le parole, ora servono i fatti, i punti. Non dobbiamo pensare solo a difendere, dobbiamo restare lucidi. Chi va in campo sa quel che deve fare, deve mantenerlo e farlo, al di là dell’avversario. Bisogna sempre pensare positivo, senza essere troppo preoccupati del risultato. Dobbiamo, ripeto, fare la nostra partita: poi vediamo quel che succedere". 

In chiusura il tecnico dei granata ha fatto il punto sulla condizione della squadra: "Non esiste la stanchezza: se un ragazzi di 36 come Moretti può giocare tre partite in 6 giorni, vuol dire che sta bene. Non voglio nemmeno chiedere a Benassi, che ha molti anni in meno, come sta. Sicuramente Iturbe ha un’autonomia ridotta, perché ha giocato poco. Ma se recuperassimo Falque saremmo a posto. Castan ha una elongazione, che fatico a capire cosa sia. Se uno è stirato, è stirato. Se no, no. Dovrà stare fuori 15-20 giorni, è una cosa per la quale ho già parlato con il dottore, fatico a capire la gravità dell’infortunio. Falque ha ripreso ad allenarsi, vedremo se potrà essere utilizzato o no. Per quanto riguarda la terza partita in sette giorni: la squadra sta bene, ripeto. Abbiamo fatto vedere ai ragazzi i dati dell’ultima partita fatta con il Milan, siamo stati superiori al Milan per km percorsi, potenza, intensità, dal 1′ al 90′. Non è di sicuro un problema fisico, sicuramente cambieremo qualcosa, ma il meno possibile". 

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