Torino, sconforto Mihajlovic: "Poco da dire sulla gara contro il Bologna"

Il Torino di Mihajlovic torna da Bologna con una sconfitta che allunga l'astinenza dai 3 punti.

Torino, sconforto Mihajlovic: "Poco da dire sulla gara contro il Bologna"
Sinisa Mihajlovic, sport.leonardo.it

Il Torino di Mihajlovic continua a non vincere e a Bologna raccoglie una sconfitta di fatto meritata per quanto fatto vedere in campo dai granata. L'assenza di Belotti ha sicuramente pesato, ma in generale la prestazione di tutta la squadra è stata al di sotto di quanto mostrato più volte nel girone d'andata. Serve tornare al più presto al successo se si vuole davvero coltivare il sogno Europa.

Ai microfoni di Sky Sport Sinisa Mihajlovic ha analizzato in maniera molto netta la prestazione del Torino nella gara del Dall'Ara: "C’è poco da dire sulla gara di oggi. Abbiamo giocato in maniera prevedibile e scolastica, senza mai trovare uno spunto che ci avrebbe permesso di vincerla. Abbiamo perso sette partite, sei delle quali fuori casa. Abbiamo dei pregi, ma anche dei limiti da correggere. Belotti? Ci è mancato molto chiaramente, ma non possiamo dipendere solo da lui. Anche gli altri devono fare la loro parte." Oggi si pensava potesse toccare a Maxi Lopez, ma Mihajlovic è lapidario sull'argomento: "Maxi? Per ora il suo unico peso è quello di troppo sulla bilancia. Sono quattro mesi che stiamo cercando di metterlo in forma, senza nessun risultato. Chi vuole giocare nella mia squadra deve rispettare certe regole, sia chiaro."

Bologna-Torino 2-0, tuttosport.com
Bologna-Torino 2-0, tuttosport.com

Il serbo, poi, invita tutti a non parlare di Europa in questo momento: "Parlare adesso di Europa non ha senso, il distacco è troppo elevato dalle grandi. Fare il record di punti nel girone di andata non è bastato:  Ora il nostro obiettivo è giocare gara per gara e cercare di fare più punti possibile, poi vedremo dove si può arrivare. Penso che abbiamo certe caratteristiche, siamo più bravi ad attaccare che a gestire. Sappiamo che esiste questo limite, ma dobbiamo in qualche modo metterlo a posto. I ragazzi conoscono i loro pregi e difetti, sanno che devono gestire meglio le reazioni degli avversari, perché per quanto veementi non sempre devono portare a subire il gol. Comunque qui sanno tutti che io non mollerò fino alla fine del torneo, ma non sono io che devo dimostrarlo, sono i ragazzi che devono dimostrare a me di credere in quello che fanno. Dobbiamo restare coi piedi per terra, tornado a giocare con la testa libera e cercando di divertirci."