Torino-Atalanta, con lo sguardo verso l'alto

Per i granata l'ultimissima chance per riaccendere le speranze europee, per gli orobici l'occasione per continuare a sognare e a stupire.

Torino-Atalanta, con lo sguardo verso l'alto
Kessie tallonato da Baselli (www.ilgiorno.it)

Da una parte chi il sogno lo sta vivendo da vicino, toccandolo con mano, accarezzandolo e coccolandolo. Dall'altra chi quel sogno lo sta invece vedendo scivolare via dalle proprie mani. Quel sogno, l'Europa, che per il Torino era obiettivo dichiarato, e che per l'Atalanta sembrava un traguardo irraggiungibile: il campo poi ha mischiato le carte, ed oggi, nel lunch match dell'Olimpico Grande Torino, l'incrocio tra granata ed orobici potrebbe invertire i destini delle due squadre, oppure segnarli definitivamente.

Sì, perchè battendo i nerazzurri il Toro potrebbe rilanciarsi e riaccendere quella fiammella di speranza affievolita dagli ultimi risultati negativi, viceversa i bergamaschi, con un blitz a Torino, consoliderebbero la loro scintillante classifica confermandosi in piena lotta per un posto in Europa League. Per il Toro è l'ultima, ultimissima spiaggia, per l'Atalanta una chance, l'ennesima, per alimentare ancor di più il fuoco dell'entusiasmo generato da Gasperini e dalle imprese dei suoi ragazzi. Un entusiasmo che era di casa anche sotto la Mole, prima che Mihajlovic e i suoi si inabissassero nei bassifondi di una crisi di gioco e di risultati, quella dell'ultimo mese e mezzo, che ha prodotto per i granata la miseria di una vittoria in sette gara (otto, considerando il k.o. di Coppa Italia contro il Milan).

Un Toro che scenderà quindi in campo assetato di riscatto, anche in virtù della sconfitta patita nella gara d'andata: i granata, all'Atleti Azzurri d'Italia, si portarono in vantaggio con Iago Falque, prima di essere raggiunti da Masiello e superati da Kessie. Fu l'inizio della favola bergamasca, mentre per il Toro pesò come un macigno - come accaduto sette giorni fa a Bologna - l'assenza di Andrea Belotti. Il Gallo oggi ci sarà, ed è a lui che Mihajlovic chiede i gol scaccia-crisi. Cliente non facile per la retroguardia orobica, che dal canto suo ha però saputo imbavagliare pezzi da novanta come Dzeko e Icardi e promette di riprovarci con il centravanti azzurro.

Papu Gomez circondato dai granata (www.toronews.net)

Mihajlovic opterà per il suo classico 4-3-3 con Hart tra i pali: davanti a lui De Silvestri prenderà il posto dell'infortunato Zappacosta sulla destra, mentre Rossettini, Moretti (insidiato dal rientrante Castan) e Barreca comporranno il resto della linea. Benassi e Valdifiori sicuri titolari in mediana, con Obi e Baselli a giocarsi la terza maglia disponibile: favorito il nigeriano. In avanti rientra dalla squalifica, come detto, Belotti, affiancato da Ljajic e Iago Falque: scalpita Iturbe, che però partirà dalla panchina in attesa di ritrovare la condizione migliore, come spiegato da Mihajlovic nella conferenza stampa di ieri pomeriggio. Gasperini dovrebbe schierare invece i suoi con il 3-5-2: Berisha in porta, terzetto difensivo formato da Masiello, Caldara e Zukanovic, ma quest'ultimo deve guardarsi da Toloi e dal giovanissimo Melegoni. Sugli esterni Conti e Spinazzola, in mezzo Kurtic e Freuler sembrano certi di un posto dal 1': per la restante maglia da titolare lotta a tre tra Grassi, il rientrante Kessie, di ritorno dalla Coppa d'Africa, e Cristante, arrivato in settimana dal Pescara. Nessun dubbio in avanti, dove agirà la coppia Gomez-Petagna.

Dirigerà l'incontro il signor Damato, sul prato dell'Olimpico Grande Torino si parlerà di sogni: il Toro ha l'ultima chance per riaccendere il suo, ma l'Atalanta non vuole riaprire gli occhi, continuando a volare sulle ali dell'entusiasmo.