C'era un allenatore dell'Inter che vinse lo scudetto con i neroazzurri nel lontano campionato 1979/80, venne soprannominato il sergente di ferro, era Eugenio Bersellini. I suoi metodi di allenamento erano spesso considerati duri. Non solo quelli.

All'Udinese il primo dei sergenti di ferro è stato Nedo Sonetti da Piombino, l'allenatore specialista nelle promozioni. Ero presente quando disse a Chierico in allenamento al vecchio Stadio Moretti: "ti faccio diventare un bel morettino". A lui, l'Odoacre dai capelli rossi. Sonetti arrivò a Udine nel 1987 chiamato da Pozzo dopo che il presidente aveva esonerato nell'ordine Giacomini, Lombardo e Milutinovic. Arrivò un decimo posto ma fu l'anno dopo che Sonetti riportò in serie A l'Udinese, arrivando terzo dietro a Genoa e Bari. L'anno successivo, nella massima serie, non fu riconfermato.

Il secondo è stato Serse Cosmi da Sesto San Giovanni ( Pg ). Arrivato a Udine per sostituire Spalletti, ebbe il privilegio di superare il turno preliminare di Champions League ai danni dello Sporting Lisbona, effettuare il girone eliminatorio, arrivare ad un passo dal passaggio del turno, non fosse stato per quei sconsiderati minuti finali al Friuli contro le seconde linee del Barcellona di Rijkaard, tra l'altro nemmeno in panchina. Dalle stelle alle stalle, in realtà non legò mai ne con la squadra e nemmeno con i tifosi. La stagione finì con un succedersi di allenatori, da Cosmi alla coppia Sensini-Dominissini, per finire con Galeone che traghettò i bianconeri alla salvezza.

Ora sembra la volta di Stefano Colantuono da Roma. Lo conosciamo per i suoi trascorsi all'Atalanta, complessivamente positivi, ma tra i tifosi c'è molto scetticismo, non è certo il nome che ci si aspettava per entusiasmare gli animi dopo l'annata negativa con Stramaccioni. Forse, visto il polso debole di Strama, ora Pozzo vuole un allenatore con il pugno di ferro che metta in riga i giocatori e sia in grado di tirarne fuori gli attributi.



La sensazione è che sarà un'altra annata di passione e Pozzo dovrebbe ogni tanto ascoltare anche l'umore della piazza.