Grintosa ma sconfitta, l'Udinese debutta così al nuovo Friuli

I bianconeri perdono di misura contro il Palermo l'esordio nell'impianto ristrutturato, ma la squadra ha giocato bene. Il problema è finalizzare, un punto a cui il colombiano Zapata dovrà lavorare per essere la vera alternativa a Di Natale.

Grintosa ma sconfitta, l'Udinese debutta così al nuovo Friuli
Grintosa ma sconfitta, l'Udinese debutta così al nuovo Friuli

Prima partita in casa e prima sconfitta in campionato: lo stadio Friuli continua a tormentare l’Udinese, dopo le aspre polemiche nelle ultime settimane sul nome che in futuro dovrebbe assumere l’impianto, Dacia Arena Friuli, con una sconfitta di misura contro il Palermo.

Non il migliore dei modi per inaugurare in Serie A la struttura, che pare veramente stregata.

Certo, non si può dire che la squadra non abbia tentato di risollevarsi dopo il fulmineo vantaggio degli ospiti, arrivato all’8’ del primo tempo grazie a una straordinaria giocata di Vazquez, bravissimo a servire Rigoni che ha insaccato di testa a due centimetri dalla porta e in mezzo ad altrettanti difensori bianconeri. Ma ogni azione non ha mai trovato l’ebbrezza di una conclusione vincente.

Le grida di gioia goliardica di sette giorni fa, quando i tifosi friulani festeggiavano il successo inaspettato a Torino, adesso fanno spazio a brontolii e seccature.

Ma è difficile puntare il dito contro la squadra, che per tutta la partita ha spinto con decisione verso l’area avversaria, arrivando per ben 19 volte al tiro, anche se solo 6 nello specchio della porta. E oltre al danno, la beffa: i rosanero hanno vinto grazie a un unico tiro in porta, come gli uomini di Colantuono allo Juventus Stadium.

A dare una grossa mano al Palermo è stata anche la pessima reattività e precisione dell’attacco friulano sottorete, in primis Zapata che con la porta attaccata spara alle stelle un pallone d’oro. E poi Thereau, che salta in alto come una molla ma la palla esce di quel niente che spezza l’urlo dei tifosi sugli spalti, già pronti a esplodere. Nemmeno Kone riesce nell’impresa, con una cannonata da fuori area, che trova Sorrentino pronto a respingere.

Riavvolgendo il nastro, l’accento cade ancora una volta sulla difesa, colpevole di aver lasciato a Vazquez tutto il tempo per fintare, dribblare e crossare, in un bellissimo show dove Iturra fa la parte del pesce lesso e rimane a guardare. E se non bastasse, il fatto che Rigoni sia riuscito a giocare la palla da dove si trovava fa venire la pelle d’oca per il buco incredibile che si è creato in pochi secondi.

Nemmeno gli esterni hanno salvato le zebrette, nonostante l’ottima prestazione di Adnan che dispensa cross a destra e manca. Male Edenilson, che butta via occasioni importanti a tu per tu con il portiere siciliano, come il passaggio fornitogli da Bruno Fernandes.

Dalla sconfitta-inaugurale i tifosi saranno usciti con l’amaro stretto tra i denti, Colantuono forse con qualche suggerimento in più per migliorare la squadra. Perché si è vista comunque una formazione che costruisce, triangola, imposta e colpisce, ma il verbo “segnare” manca ancora. Un tassello che dipenderà senz’altro da Di Natale, ieri entrato solo alla fine, ma anche da Zapata: è giunto il momento di segnare anche per il colombiano.