Udinese - Delneri in conferenza: "Contro il Chievo dovremo essere ancora più attenti"

Il tecnico friulano ritrova da avversario la prima squadra con la quale ottenne grandi risultati. Delneri però ha i piedi ben piantati sul presente e in conferenza stampa predica la solita attenzione.

Per Gigi Delneri la partita con il Chievo Verona non può essere una partita come le altre. Nel periodo che va dal 2000 al 2004 diede infatti vita a quello che è definito il "miracolo Chievo". Oggi però il mister siede sulla panchina dell'Udinese, la squadra della sua regione, e vuole assolutamente battere il suo passato, per conquistare altri punti ed aumentare la fiducia del gruppo, che sta finalmente uscendo dagli anni bui e che domenica scorsa ha battuto la prima grande con la nuova gestione tecnica. Ora c'è un'altra prova di maturità.

La conferenza non si può non aprire con alcune considerazioni sul passato gialloblù di Delneri, che portò gli Scaligeri fino in Coppa Uefa: "Eravamo più giovani. E' stata una bella storia, che racchiude un po' tutto quello che il calcio può rappresentare: gioco, entusiasmo, favola nata per molti motivi e tante sfaccettature. Un piccolo borgo che lotta contro le grandi è sempre bello. E' stata una bellissima esperienza. Sento ancora tanti giocatori di quel tempo, come Corradi e Perrotta. All'epoca il ChievoVerona è stata la seconda squadra più amata d'Italia. L'Europa conquistata lì valse un po' uno scudetto. Ho visto somiglianze con la storia del Leicester di Ranieri. Era un gruppo di uomini veri, con i tasselli tutti al posto giusto, con grande cultura del lavoro. Quell'anno lì il Chievo diede spunto a parecchi per provare a migliorarsi".

Il tecnico analizza poi la sfida con la sua Udinese"Sono due squadre che sul campo mettono sempre tanta energia. Loro facendo il colpo a Roma contro la Lazio si sono risollevati. Noi abbiamo vinto contro una grande, sfruttando bene le occasioni create, ma non dobbiamo cullarci su questo, bensì prendere spunto da questo per continuare a fare bene".

Il Chievo Verona ha fatto della costanza il suo motto, anche quest'anno la salvezza sembra acquisita con discreto anticipo: "Sì, ora si fa fatica a immaginare la serie A senza Chievo, e questo mi fa piacere. Ora è formata da gente di campo, esperta. E' una realtà maturata sotto tutti i punti di vista, magari meno sbarazzina, ma molto più pragmatica e che fa del gioco di squadra la sua prerogativa. Hanno elementi di qualità, ma anche di tanta sostanza. Per fare punti dovremmo essere molto attenti, molto più di quanto fatto contro il Milan".

Rientrerà Widmer, nessun dubbio sul suo utilizzo dopo l'intervento alla faccia: "Sicuro. Siamo molto contenti del suo recupero. Doveva solo mentalizzare l'operazione e mi sembra che ci sia anche sotto questo punto di vista. Giocherà al posto di Faraoni infortunato, sottolineando ancora una volta come Angella lì abbia comunque fatto una grande partita".

Alcuni giocatori sembrano essere un po' a corto di fiato, ma per il mister è più importante mantenere l'assetto che avere i giocatori sempre al massimo delle forze: "Direi l'assetto, e i giocatori che possono essere utili all'assetto. Dopo 5 mesi posso dire di conoscerli bene, perché questo è il compito di un allenatore. Le alternative sono comunque sempre pronte a essere chiamate in causa".

In questo 2017 si è fatto subito notare De Paul, che sta iniziando a superare i limiti messi in mostra nelle prime partite con la maglia bianconera: "Sta trovando il ruolo, che è una cosa fondamentale per la valorizzazione delle caratteristiche del giocatore. Per giocare a livelli importanti, certi ruoli sono adatti e altri no. Ha gamba, dribbling, ora anche chiusure difensive importanti. Con tutte le proporzioni, deve somigliare in campo a Callejon del Napoli, perché ora nel calcio l'esterno deve tornare ad aiutare. Sta migliorando molto, ma deve ancora lavorare molto".

Chievo ed Udinese hanno un'età media abbastanza diversa, che mette in evidenza il diverso percorso che hanno affrontato le due squadre negli ultimi anni, ma per Delneri non si vedranno differenze in campo: "Non credo ci saranno differenze. L'età ti dà comunque esperienza. Sono strutturati bene. Giocano insieme da 3 anni e sono completi nel lavoro acquisito nel tempo. Noi abbiamo un mix, mentre loro sono mediamente più esperti. A me piace lavorare con la gioventù, ma anche con qualche vecchietto, diciamo così. E spesso il miglioramento globale della squadra passa attraverso di loro".

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(Fonte: http://www.udinese.it)