Oddo alla Gazzetta: "L'Udinese mi contattò già nel 2016, qui c'è grande potenziale"

Le parole di Massimo Oddo nell'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Oddo alla Gazzetta: "L'Udinese mi contattò già nel 2016, qui c'è grande potenziale"
Oddo alla Gazzetta: "L'Udinese mi contattò già nel 2016, qui c'è grande potenziale (Fonte foto: Twitter Udinese)

L'arrivo di Massimo Oddo sulla panchina dell'Udinese ha cambiato radicalmente la squadra friulana. Dopo la sconfitta di misura all'esordio contro il Napoli, sono arrivati tre successi consecutivi tra campionato e Coppa Italia. Un'inversione del trend non solo dal punto di vista dei risultati, ma anche nell'atteggiamento da parte dell'ex allenatore del Pescara che poteva approdare a Udine nella passata stagione: "Ebbi un incontro con Pozzo nell'estate del 2016, poi scelsero Iachini". Esordisce cosi, nell'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Massimo Oddo che poi prosegue sul ritorno in Serie A: "La mia ossessione è il lavoro, non è facile stare fuori. Il nemico principale è la noia e ho cercato di sconfiggerla giocando a Footvolley o viaggiando in Inghilterra e Spagna".

Tante richieste, però, prima di arrivare all'Udinese: "Si, mi hanno cercato Frosinone, Brescia, Cagliari e qualche squadra all'estero. Speravo in qualcosa di interessante in cui poter creare il futuro. Il presidente Pozzo mi ha chiesto di far giocare bene la squadra, ma soprattutto i punti per la salvezza". Sei punti nelle ultime due giornate, un cambiamento importante anche dal punto di vista mentale: "I primi tre giorni di allenamento, spiega Oddo, sono ad alta intensità. Si usa molto il pallone cercando di creare movimenti e giocate che possano poi essere riprodotti in partita". Nella sua carriera ha avuto tanti allenatori e l'esperienza in Germania è stata fondamentale come racconta lo stesso Oddo: "In Germania sono troppo avanti, mi ha stupito il comportamento. Ci sono poche lamentele ed impari più dall'esterno che dal campo. Non mi rifaccio a nessun allenatore, ma cerco di prendere spunto dai migliori che ho avuto".

La sua laurea in Scienze Manageriali poteva aprirgli un altro mondo (da dirigente o manager) e invece: "Chi si laurea non è intelligente, ottiene solo una soddisfazione personale. E' vero, il mio obiettivo era un altro e infatti è iniziato tutto per caso grazie a Liverani. Ho cominciato dagli Allievi B del Genoa, poi la Primavera del Pescara e tutto il resto". Nella sua Udinese ci sono giocatori molto interessanti come Fofana, Barak e Jankto, questa l'opinione dell'ex Milan: "C'è un grande potenziale e una splendida struttura. Sia chiaro, però: qui non ci sono campioni e i giovani non devono avere fretta. Possono arrivare". Domani c'è l'Inter, con Oddo che tornerà a Milano, la sua città: "Ho scelto di viverci perché è una città di riferimento, è la più europea d'Italia. L'Inter è una grande squadra che ha cambiato poco, si vede molto la mano di Spalletti. I due giocatori chiave sono Icardi e Borja Valero", chiude cosi Massimo Oddo.