Formula 1 - Leclerc: "La pressione? La gestisco da quando sono piccolo"

Le parole del pilota monegasco della Sauber che, nella prossima stagione, potrebbe diventare un nuovo pilota Ferrari.

Formula 1 - Leclerc: "La pressione? La gestisco da quando sono piccolo"
Fonte foto: Twitter Leclerc

Tredici dei sedici punti che ha in classifica l'Alfa Romeo-Sauber appartengono a lui. Cinque piazzamenti nella top-10 negli ultimi sei Gran Premi con la Ferrari che lo aspetta ma Charles Leclerc, al primo anno in Formula 1, ha già l'aria di chi la sa lunga nonostante i suoi 21 anni. Un'esistenza da predestinano? Lui risponde in questo modo: "Io mi concentro per fare il miglior lavoro possibile sulla macchina. E quando completo dei buoni weekend non analizzo gli aspetti positivi, ma mi concentro sul ciò che è andato meno bene, l’obiettivo è migliorare. Poi è chiaro che non può che far piacere sentire delle belle parole sul proprio conto... ma… non mi considero un predestinato, quanto piuttosto un pilota che cerca di fare il miglior lavoro possibile".

Sono soltanto nove i Gran Premi disputati in Formula 1 ma lo stile di guida evidenzia già qualità non comuni: "Sulla preparazione sono stato molto aiutato. Da quando sono stato seguito da Nicolas Todt, una delle prime decisioni è stata di mandarmi nel centro Formula Medicine del dottor Riccardo Ceccarelli, e lì abbiamo lavorato molto per imparare a gestire la pressione e altri aspetti che mi sono stati utili nel mio percorso. Poi anche alla Ferrari Academy ho trovato un mental trainer che mi è servito molto a completare questo aspetto, che personalmente ritengo molto importante". La Sauber è reduce da un ottimo risultato in Austria, le ombre dei test sembrano un lontano ricordo ormai: "Ho imparato veramente tanto, anche perché l’inizio di stagione non è stato molto positivo, dice Charles. Facevo tanta fatica a guidare la C37, anche perché io chiedevo alla squadra qualcosa di totalmente sbagliato sul bilanciamento della macchina".

La svolta è arrivata con il sesto posto di Baku: "Il team mi ha chiesto di cambiare il bilanciamento della macchina e, seguendo le indicazioni dei miei ingegneri ho capito per davvero come si doveva guidare una Formula 1. E da quel giorno le cose sono andate via via migliorando. Adesso per me è un piacere la macchina. Ora tutto ha preso una piega molto più positiva". Da li in poi risultati sempre positivi (eccetto Monaco) compreso l'ottavo posto in Francia: "Certo, quella è stata sicuramente una grandissima sorpresa per tutti, inclusi me e la squadra, afferma il classe 97'. Onestamente non abbiamo mai portato un pacchetto di novità che potesse fare una differenza enorme, però la nostra forza sia sta quella di portare novità, anche piccole, che hanno sempre funzionato, e abbiamo imboccato la direzione giusta. E questo in F1 non accade di frequente".

Nel weekend austriaco, come detto poc'anzi, entrambi i piloti Sauber sono andati a punti. Risultato che non accadeva dal 2015: "In qualifica ero tredicesimo, ma poi abbiamo scontato una penalità di cinque posizioni per la sostituzione del cambio. In gara sono tornato a essere tredicesimo prima di finire nella ghiaia, per cui sono ripartito ultimo. Ma proprio per questo è stato fantastico terminare in zona punti, direi che è stata una bella giornata". Negli ultimi 365 giorni la vita di Leclerc è cambiata in maniera radicale, un mix di emozioni notevoli come afferma il pilota monegasco: "Da Baku in poi la gente mi riconosce e si congratula per quello che sto facendo, e senza contare Monaco, dove ci sono i miei amici, trovo sempre un grande supporto in Italia: si vede che ci sono tantissimi tifosi dell’Alfa Romeo. Non so cosa ho fatto per meritare tutto il supporto che mi riservate voi italiani, ma mi fa molto piacere poter scoprire, anche sui social, quanti sono gli appassionati che hanno cominciato a seguirmi. Non solo di F1, ma più in generale di Alfa Romeo".

E infine, ma non per importanza, il capitolo Ferrari. Un futuro che diventa sempre più presente: "E’ molto difficile dire se mi sento pronto. Era lo stesso l’anno scorso, quando mi domandavano se mi sentivo pronto a passare in F1. Non potevo saperlo, perché non avevo mai corso un Gran Premio. Diventare il pilota più giovane nella storia del Cavallino? Credo che oggi l’età non sia più importante, perché i piloti sono già formati già da giovanissimi. Frequento la Formula Medicine da 11 anni: sono cose che possono sembrare piccole viste dall'esterno, ma fanno una grande differenza. Da quando sono andato nel centro a Viareggio ho fatto uno step importante dal punto di vista mentale, e i risultati sono cambiati tantissimo. Poi la Ferrari Driver Academy mi ha fatto maturare, e un aiuto è arrivato grazie anche alla possibilità di utilizzare il loro simulatore. Penso che i piloti della mia generazione siano più preparati rispetto alla precedente. L’esempio è proprio Max: ha avuto un inizio di stagione difficile, però adesso i risultati si vedono", chiude così Charles Leclerc.