La F1 arriva a Montecarlo dopo che il precedente appuntamento in Spagna ha letteralmente sollevato il caos-gomme, richiedendo l'intervento forzato della Pirelli al fine di diminuire l'eccessiva usura del battistrata denunciata a gran voce da RedBull e Mercedes. Ovviamente il caso gomme ha un retroscena politico, perchè Ferrari e Lotus riescono a contenere il degrado in modo migliore e non possono che opporsi alle modifiche reclamate dai rivali. Insomma, la faccenda avrà una sua evoluzione, ma intanto si passa per le stradine del principato dove il consumo gomme conta poco e la qualifica riacquista valore.

 

Già, ecco il punto: oggi quanto conta la qualifica? In questo 2013 la lotta alla pole è diventata qualcosa di opzionale, come se essere il più veloce tra tutti non è poi così importante. Negli ultimi anni è capitato spesso di vedere alcune scuderie rinunciare alla terza sessione di qualifica al fine di risparmiare un po' gli pneumatici, ma quest'anno il concetto è molto diverso. E' diverso perchè i team che riescono a sfruttare meglio la gomma al sabato soffrono incredibilmente il giorno dopo, e viceversa. Due esempi su tutti: Mercedes e Ferrari, eroi di due giorni diversi in quel di Barcellona.

 

Ci si potrebbe quindi chiedere cosa fare e come fare per riuscire a “riattivare” l'interesse verso la lotta contro il tempo che ha spesso infiammato il pubblico, soprattutto adesso che si giunge a Montecarlo dove una buona qualifica vale mezza gara e tutti i team concedereanno al sabato quell'interesse che finora è stato spesso sacrificato per logiche della domenica. Per il futuro si potrebbe riconsiderare (del tutto o in forma limitata) l'idea del parco chiuso tra qualifica e gara, o quanto meno consentire il cambio degli pneumatici in modo da evitare guide conservative al sabato. Così facendo la pole riacquisterebbe il significato della lotta “tutti contro tutti” che certamente vedremo tra la Santa Devota e l'Anthony Noghes, sperando che non resti una semplice eccezione.