F1 Montreal: Ferrari in ombra, l'annunciata svolta non arriva

Doveva essere il risveglio del cavallino rampante, invece la pista canadese ha mostrato tutte le debolezze di una vettura, che non riesce ad approfittare nemmeno dei guai altrui. Al contrario dei rivali.

F1 Montreal: Ferrari in ombra, l'annunciata svolta non arriva
F1 Montreal: Ferrari in ombra, l'annunciata svolta non arriva

Soltanto un problema tecnico al duo d'argento poteva mettere un po' di pepe a questa Formula1, mestamente rassegnata e avviata a un dominio monomarca. Il guasto al sistema di recupero di energia, che di fatto ha lasciato a piedi Hamilton e tagliato le gambe al compagno, regala insolita adrenalina, suspense e incertezza, ma soprattutto offre un po' di gloria e gioia agli altri. E' stata una festa imprevista e all'ultima ora, dove hanno ballato le due lattine di Ricciardo e Vettel, mentre la Ferrari è rimasta timida e silenziosa in un angolo per tutto il tempo.

Dietro la Force India e la McLaren, con gentile concessione di Massa, la tanto attesa riscossa rossa non è arrivata, sciogliendosi come neve al sole nel caldo canadese. Mai in gioco, mai pericolosi, mai protagonisti, Alonso e Raikkonen forniscono una prestazione anonima e insapore dopo le sirene ben auguranti del Venerdì. Doveva essere il punto di svolta, si è rivelato una doccia fredda. Non essere in grado di approfittare dei colpi a vuoto dei primi, quando invece i tuoi rivali sono pronti e capaci a cogliere ogni occasione, brucia e preoccupa molto più del ritardo tecnico.

A Maranello non sono degli stupidi. Lavorano e studiano, analizzano e cercano. Gli aggiornamenti portati hanno trovato buoni riscontri e sicuramente il ritorno al vecchio cofano, causa alte temperature, ha influito. Non cambia però il fatto che rincorrere è sempre difficile e al momento il passo non è sufficiente, specie se confrontato alla Red Bull, che dipende da Renault e ha cominciato con test disastrosi e allarmanti.

E' notizia fresca il rinnovo di Adrian Newey proprio con la scuderia campione del mondo: qualcuno ritiene che il genio del circus, corteggiato pure dalla Ferrari, temesse un arrivo in Italia per la fretta e la pressione del risultato. E' infatti necessario tempo, organizzazione e chiarezza. E' fondamentale un progetto lineare e preciso. Servono stabilità e affiatamento, soprattutto nel team, come affermato da Eric Boullier.

Il presidente Montezemolo è sceso in prima linea, conosce e sa come ritrovare la via maestra. E' un sottile equilibrio tra calma e fretta, un gioco di velocità dove paradossalmente vince chi non ha limiti di tempo. E' una prova di pazienza, soprattutto per i piloti, soprattutto per Alonso, il più ferrarista di tutti, il fuoriclasse che non si risparmia pure lontano dai circuiti.

Piccoli passi, piccoli miglioramenti, con lo sguardo al futuro e all'obiettivo ultimo: questo al momento persegue e deve perseguire il cavallino rampante. Le docce fredde nella calda estate non sono dunque che un indicazione e un avvertimento di correzione, in definitiva un aiuto per raggiungere quella sopracitata strada maestra nel miglior modo possibile.