F1 Honda, a Spa l'ultima evoluzione della power unit

Il boss Arai conferma le ultime modifiche strutturali del 2015 alla parte termica del propulsore giapponese. Obiettivo dichiarato: eguagliare le prestazioni del V6 Ferrari.

F1 Honda, a Spa l'ultima evoluzione della power unit
La power unit ibrida Honda F1

Honda si giocherà l’ultima evoluzione motore nell’imminente Gp del Belgio, nel tentativo di avvicinarsi ai propositi di inizio stagione. Per riuscirvi, il costruttore nipponico ha apportato profonde modifiche alle camere di combustione, al disegno dello scarico e ai rapporti del cambio. Questo è il terzo e ultimo intervento strutturale concesso dai token ancora disponibili: secondo Honda, sufficiente a raggiungere quantomeno le performance del V6 Ferrari.

Spa rappresenta l’ultimo aggiornamento per quest’anno, con altri piccoli componenti ausiliari che arriveranno per la gara seguente (a Monza, ndr). – ha spiegato il responsabile Honda in F1 Yasuhisa Arai al britannico Autosport - Il terzo step arriverà in Belgio, e nel frattempo abbiamo già iniziato lo sviluppo della power unit per la prossima stagione. L’obiettivo del quarto step è quello di essere sui livelli della Mercedes, mentre per il terzo puntiamo ad essere su un livello simile a quello di Ferrari. Questo è un grande passo avanti”.

Obiettivi ambiziosi, specie se rapportati alla poca esperienza di Honda nel campo dei V6 ibridi da corsa si accompagna un corpo vettura ancora lontano dal top e incapace di compensare il deficit di potenza. “La vettura non ha un grip meccanico ottimale e, se la confrontiamo con la Red Bull, il divario è ancora ampio. – ha precisato il boss Honda - Abbiamo controllato i dati del gps, il pacchetto telaio e aerodinamica ha bisogno di tempo e di messa a punto, a livello di incidenza delle ali, altezze di marcia, e regolazioni delle sospensioni”.

Una puntualizzazione secca, tesa a replicare ai vertici Mclaren, che a più riprese avevano rinfacciato a Honda una gradualità eccessiva nell’affrontare la sfida delle attuali power unit. Il rifiuto di assumere tecnici già esperti di tecnologia ibrida per accelerare il processo e gli obiettivi a lunga scadenza fissati da Honda mal si conciliano con le esigenze sportive e commerciali di Mclaren, che vorrebbe tornare alla vittoria quanto prima. Una differenza di vedute figlia di filosofie aziendali e culture lontane che, dall’idillio iniziale, stanno portando viceversa a un clima teso di malumori e accuse reciproche.  

Arai ha comunque fatto sincera autocritica, imputando alla fragilità del motore nel corso dei test invernali parte delle colpe per il ritardo accumulato dalla squadra: “Molti componenti sono stati modificati durante i test invernali e perciò molte prove, come ad esempio quelle con la vernice per i flussi, sono state fatte durante la stagione, nelle libere 1, a causa della scarsa affidabilità patita in inverno”.

Ritardi messi comunque in preventivo, per le difficoltà legate al debutto e per la scelta di puntare su un progetto estremo, che non sacrificasse le prestazioni sull’altare dell’affidabilità. “Fin dall’inizio della stagione sapevamo che c’era un’incognita col raffreddamento e così abbiamo dovuto limitare la potenza del motore. – ha proseguito Arai - Abbiamo introdotto la seconda evoluzione del motore in Spagna e abbiamo perfezionato i problemi di surriscaldamento. A causa di una sezione molto compatta, abbiamo avuto diverse difficoltà per quanto concerne le temperature e questo ha provocato di conseguenza diversi danni sia all’MGU-H che all’MGU-K”. Un approccio progettuale che, stando agli ultimi risultati, sta iniziando a pagare: “In Ungheria, non ci sono stati episodi del genere e il pacchetto si è rivelato molto buono”.

Ora viene il difficile, compiere l’ultimo salto di qualità per rendere la monoposto vincente, o quantomeno capace di lottare regolarmente per il podio. Spa e Monza saranno banchi di prova severissimi, essendo piste da cavalli e grandi velocità di punta. “Le sessioni di prove libere di questo fine settimana saranno importanti, saranno importanti per verificare l’integrazione della power unit sulle vetture. La gara belga, però, sarà sicuramente una di quelle più difficili per il team e per i piloti, con delle penalità previste in griglia e lunghi rettilinei. Ciò nonostante l’intenzione di Mclaren – Honda è quella di riuscire a trarre delle lezioni utili per il futuro a breve termine”.