Red Bull - Mercedes: si può fare

Potrebbero andare in porto le trattative sulla fornitura delle power unit Mercedes al team austriaco, ormai ai ferri corti con Renault.

Red Bull - Mercedes: si può fare
Il marchio Renault ben in vista sul casco di Ricciardo: dal 2016 potrebbe sparire

Mercedes e Red Bull, da rivali a prossimi alleati: potrebbe essere questo il vero scoop dell’estate 2015.

Non è un segreto, infatti, che il rapporto di fiducia tra Red Bull e Renault sia ormai incrinato, e che a Milton Keynes abbiano iniziato da tempo a guardarsi intorno alla ricerca di alternative valide: la fornitura delle power unit tedesche garantirebbe in tal senso il balzo necessario per tornare ai massimi livelli. A confermare lo sgretolamento dell’asse franco-austriaco sono giunte anche le amareggiate esternazioni del Ceo Renault Carlos Ghosn: “Quando Vettel ha corso vincendo i suoi quattro titoli mondiali, Red Bull illuminava la F1, ma nella situazione attuale ad essere criticato è solo il motore”.

La trattativa con Stoccarda parrebbe essere un’ipotesi concreta, a giudicare dalle parole di Toto Wolff, direttore esecutivo Mercedes: “Se guardiamo la cosa in una prospettiva a lungo termine, dobbiamo valutare i pro e i contro, e non solo eliminare la questione dal tavolo delle trattative. Abbiamo bisogno di trovare un equilibrio tra l’egoismo puro e il benessere di questo sport”.

A spingere Red Bull verso il cambiamento concorre l’interesse dichiarato di Renault a restare in F1 non più come fornitore di power unit ma in qualità di costruttore; una possibilità che potrebbe concretizzarsi già a breve termine, attraverso l’acquisto del team Lotus, già anni addietro proprietà di Viry-Chatillon. A quel punto, malgrado i contratti in essere, l’impegno diretto della factory transalpina declasserebbe Red Bull da partner eletto a semplice cliente, con ripercussioni negative sulla qualità della collaborazione e la resa in pista.

Al momento, il quartier generale Mercedes sceglie la via della discrezione. Se Lauda nega deciso l’esistenza di trattative avviate, le parole di Wolff, viceversa, lasciano intendere possibili sviluppi futuri. “Rispettiamo questo accordo. – ha dichiarato - Non c’è stata una sola conversazione con la Red Bull in questa direzione, anche se nella vita conta sempre il detto, mai dire mai”.

A Milton Keynes, invece, si iniziano già a valutare le potenziali ricadute del cambio di fornitura. Il manager di casa Red Bull Helmut Marko ha evidenziato i benefici, sportivi e commerciali, che la nuova partnership apporterebbe a entrambe le aziende e all’intera categoria. “Sì, potrebbero aiutarci ad essere un concorrente molto forte, ma alla fine si tratterebbe comunque di un motore Mercedes che vince insieme alla Red Bull. – ha precisato Marko - In secondo luogo, le loro vittorie sarebbero ulteriormente preziose nel momento in cui riuscissero a batterci ed in terzo luogo, la F1 sarebbe ancora più eccitante”.

L’unica alternativa valida per Red Bull sarebbe il V6 Ferrari e pare che, in tal senso, sia giunto un abboccamento da Maranello per la fornitura di una specifica motore in versione clienti, priva degli aggiornamenti più recenti installati sull’unità “factory” della Rossa. Una proposta certo meno appetibile per il team austriaco, che intende tornare ai fasti del quadriennio 2009-2013, e che il magazine tedesco Bild ha valutato poco lungimirante: “Con una Red Bull motorizzata Mercedes, i valori in campo cambieranno di nuovo. Quindi la domanda è: perché la Ferrari non ha fatto tutto il possibile per dare alla Red Bull i suoi motori? Ora rischiano di essere sopravanzati di nuovo”.