F1 Red Bull, nuovo motore (e penalità) per Monza

Il team di Milton Keynes monterà una nuova unità per l'appuntamento brianzolo, con conseguente retrocessione in griglia per le RB11. Un weekend in salita, prima del cittadino "amico" di Singapore.

F1 Red Bull, nuovo motore (e penalità) per Monza
Daniel Ricciardo in uscita da Eau Rouge, Spa

Dopo due gare nel complesso positive, la Red Bull tornerà a soffrire. Monza è alle porte e il team di Milton Keynes si prepara a un weekend in trincea, il peggiore tra quelli rimasti in calendario. I rettifili brianzoli diventeranno tunnel interminabili per la RB11, ancorata da una power unit Renault fragile e in debito di potenza.

Se poi si aggiunge la penalità che la squadra dovrà scontare per la sostituzione del propulsore, - decisa per avere cavalli freschi ed evitare retrocessioni nella successiva gara di Singapore, tradizionalmente amica – ecco che le tinte si fanno ancor più fosche.

Chissà come sarebbe andata la stagione con una power unit differente. “E’ difficile dirlo, - ha dichiarato Christian Horner a Sky Sport UK - la macchina è da considerare come un pacchetto nel complesso, ma credo che sul fronte telaistico siamo migliorati quest’anno. Avevamo un gran telaio l’anno scorso, che venne influenzato dai cambi regolamentari intorno al t-tray e l’ala anteriore ma oggi credo abbiamo una macchina dignitosa”.

Le prestazioni ottenute a Budapest e nel settore centrale di Spa – quello più guidato ed esigente sul fronte meccanico e aerodinamico – sembrano avallare le parole di Horner che, a più riprese, si è scagliato pubblicamente contro Renault, eleggendola a capro espiatorio di una stagione deludente. “Sfortunatamente ci si dimentica che in uno sport competitivo, dopo 7 o 8 anni insieme, la frustrazione esplode quando vengono fatte delle promesse”. Una partnership, quella franco-austriaca, che potrebbe essere ai titoli di coda, essendo Red Bull in trattativa con Mercedes per la fornitura delle power unit, forse già dal prossimo anno.

Un tema sempre attuale in Red Bull riguarda poi la gestione dei piloti. La scuola che ha saputo scremare negli anni le migliori promesse del motorsport, allevandole fin dalle categorie minori, si è rivelata un modello vincente e promette di regalare ulteriori soddisfazioni. “Investire sui giovani si è dimostrato un gran successo per la Red Bull, con Vettel e i due Daniel (Ricciardo e Kvyat, ndr.) e ora con Max e Carlos”.

Una selezione darwiniana, che ha lanciato carriere affossandone altre sul nascere: chiedere ai vari Alguersuari, Buemi o Vergne, stroncati senza troppi riguardi per far posto ai nuovi e costretti a cercare soluzioni di ripiego al di fuori della F1. Il ricambio proseguirà a cadenza biennale, cosicché tra un anno conosceremo promozioni e bocciature decise dalla dirigenza del team. “Inevitabilmente ci sarà un effetto a cascata, ma probabilmente è lontano ancora un anno ed è bene essere sinceri con tutti i piloti”.

Horner ha infine espresso perplessità riguardo l’ipotesi di una semplificazione aerodinamica, contemplata dalla FIA per favorire i sorpassi e, di conseguenza, lo spettacolo in pista.

Non credo avrebbe un impatto, se si guarda alla GP2 hanno comunque difficoltà a seguirsi l’un l’altro, ancor di più in GP3. Il problema principale è sul grip meccanico, abbiamo visto che con livelli di degrado elevati in gara, si hanno corse più interessanti e varie”.