F1, Ecclestone attacca Mercedes e Ferrari: "Preoccupate solo dei loro interessi"

Il capo della F1 non si risparmia ed attacca nuovamente la Mercedes ma anche la Rossa di Maranello, sostenendo la tesi di un aiuto che la casa tedesca avrebbe fornito a quella italiana. "Accuse strampalate" è la risposta del Cavallino.

F1, Ecclestone attacca Mercedes e Ferrari: "Preoccupate solo dei loro interessi"
foto: Getty Images

Il patron della Formula 1 Bernie Ecclestone è un fiume in piena in questo periodo: dopo aver accusato la Mercedes di aver reso noiose le gare, se la prende nuovamente con la casa tedesca ma anche con la Ferrari, ree a suo dire di voler salvaguardare solo i propri interessi e di distruggere la F1. In un'intervista rilasciata alla BBC, il boss del Circus delle quattro ruote spiega il perché delle sue affermazioni ed i suoi obiettivi per i prossimi anni.

Noi stiamo cercando di salvare questo sport, mentre queste persone cercano di salvare solo i loro interessi” esordisce Ecclestone, aggiungendo poi che la Rossa ha scritto una lettera in cui si diceva che la FIA non aveva alcun diritto di concedergli un mandato per poter così effettuare alcuni cambiamenti alle regole. La scorsa settimana infatti il Consiglio Mondiale della FIA, riunitosi a Parigi, aveva conferito a Jean Todt ed allo stesso Ecclestone 'poteri speciali' per prendere alcune decisioni in merito a governance, power unit e riduzione dei costi. “Non potevamo fare altro che ignorare quanto detto dalla Ferrari e andare avanti.

Queste parole sono solo le ultime di una serie di 'battute ad effetto' rilasciate in quest'ultimo periodo dal capo della Formula 1: secondo lui infatti la scuderia italiana e quella tedesca, che forniscono il propulsore a circa metà schieramento, avrebbero il 'controllo completo' della F1 Commission, l'organismo che si occupa delle riforme legislative. “Dobbiamo riportare la Formula 1 sulla giusta strada” ha poi aggiunto Ecclestone, “Noi siamo show business e siamo lì per intrattenere il pubblico, non uno spettacolo per consentire a Mercedes o Ferrari di mostrare e vendere le loro macchine.

La risposta della Rossa di Maranello non si è fatta attendere, partendo dalla lettera di cui parla Ecclestone: “Si trattava di una mail per chiarire le posizioni già espresse al Consiglio Mondiale”, specificando che la loro intenzione era solo quella di “essere sicuri che i principi della governance” stabiliti da Ecclestone e dalla FIA e concordati con terze parti “continuino ad essere completamente assolti.” La Ferrari poi bolla come “discutibile” la tesi del boss della F1 per quanto riguarda lo strapotere della Rossa e della Mercedes.

In un altro passo dell'intervista poi si parla di uno “straordinario aiuto” che la scuderia tedesca avrebbe dato a quella italiana in materia di motore, aggiungendo che la prima non vorrebbe cambiare le regole per la sua posizione dominante, mentre la Rossa “la starebbe seguendo”. Secca la risposta del Cavallino Rampante, che ritiene le accuse di Ecclestone “strampalate”: “Per noi la Mercedes è e sarà sempre un rivale da battere, e siamo sicuri che loro pensano lo stesso di noi.

Il patron del Circus delle quattro ruote ha poi parlato della sua intenzione di introdurre un motore più semplice, che possa essere venduto ai team clienti al massimo per 6-7 milioni di euro (il costo attuale invece varia dai 18 ai 23 milioni). Questo per aiutare le squadre minori, mentre al momento Ecclestone ritiene che gli aiuti vadano solo alle grandi scuderie, nello specifico appunto Ferrari e Mercedes.

Anche la squadra tedesca però si è fatta sentire: pur rifiutandosi di dare una risposta diretta, ha sottolineato alcuni punti. Per cominciare, la squadra è presente nel Circus dal 1993 e ci rimarrà fino al 2020, completando fino a questo momento 25 stagioni in F1, ovvero più del 40% della storia del campionato. Per continuare, è un partner commerciale del gruppo di Ecclestone e dal 1996 si occupa anche delle auto mediche. Per concludere, i quattro costruttori in F1 hanno completato almeno 25 stagioni in F1, con Ferrari a quota 66, Renault 37 e Honda a pari merito con Mercedes, sottolineando così la lealtà mostrata nella storia di questo sport.