F1, Rivola: "La power unit Ferrari ha raggiunto quella Mercedes"

Il responsabile della FDA è certo che la power unit di Maranello abbia raggiunto la potenza del V6 di Stoccarda.

F1, Rivola: "La power unit Ferrari ha raggiunto quella Mercedes"
Massimo Rivola, boss della Ferrari Driver Academy

Mercedes contro Ferrari: questo il duello annunciato per la prossima stagione. Tutto lascia intendere che saranno loro a contendersi il primato ancora una volta, in attesa di capire se Honda avrà compiuto i progressi sperati e necessari ad insidiarle, e se Renault potrà essere da subito mina vagante ai piani alti, quantomeno a tratti.

E se nel 2015 la Rossa ha prevalso solo in tre occasioni, agevolata per lo più dalla scarsa vena dei rivali, la stagione alle porte lascia intravedere, sulla carta, una lotta molto più serrata. In attesa del primo confronto in pista, nei test di Barcellona in programma dal 22 al 25 febbraio, le due superpotenze della F1 gonfiano i muscoli a mezzo stampa.

Ultimo a prender parola Massimo Rivola, fresco responsabile della Ferrari Driver Academy: “I  progetti per la stagione 2016 sembrano nati sotto i migliori auspici. – così l’ex-DS nella cornice di Taormina, ospite di una serata di gala promossa dall’Aci - Per quel che riguarda la power unit, posso affermare che i tecnici hanno svolto un ottimo lavoro, raggiungendo la Mercedes. Per quel che concerne il telaio, speriamo di ritrovare quella competitività che non abbiamo avuto nel recente passato”.

Una replica immediata al boss del reparto motori Mercedes Andy Cowell, che ha ammesso di aver sfondato il muro dei 900 cv sull’unità di Stoccarda pur con ulteriori, cospicui margini di sviluppo.

Rivola è infine tornato sulla stagione passata e sui progressi compiuti dalla Scuderia nell’arco dell’ultimo biennio, contrassegnato da radicali avvicendamenti in organico. “Nel 2015 ci siamo tolti tante soddisfazioni, come i tre successi ottenuti da Sebastian Vettel. È anche vero che rispetto all’anno orribile passato nel 2014, per la Ferrari  fare meglio non era poi così difficile, anzi, quasi impossibile”.