Verstappen antidoto contro la noia

Il giovane olandese dà spettacolo in pista e, al di là di qualche irregolarità, tiene viva l'attenzione degli spettatori

Verstappen antidoto contro la noia
Verstappen antidoto contro la noia

Sempre chiacchierato, sia nel bene che nel male, ma probabilmente l’unico in grado di garantire spettacolo in ogni condizione. Parliamo naturalmente di Max Verstappen, che in questa stagione, che ormai si avvia verso la tappa finale di Abu Dhabi, ha stupito tutti per quanto dimostrato in pista, ovvero un mix esplosivo di talento e personalità, elementi che lo hanno portato a competere ad alti livelli, spesso andando oltre il potenziale della sua RB12.

Si diceva pocanzi della personalità, ma forse anche considerata la giovane età dell’olandese sarebbe meglio parlare di audacia e di temerarietà, caratteristiche che nell’immaginario collettivo un pilota deve avere, ed è proprio per questo che Verstappen piace sempre più al pubblico. Di fatto si propone come vero e proprio antidoto alla noia che si impossessa sempre più frequentemente di larghe parti di gara, fornendo un motivo per seguire la Formula 1 anche a chi magari non è un appassionato, ma ama vedere spettacolo e azione in genere: esempi chiari di quanto detto si sono avuti nel corso dell’ultima gara a Interlagos, sia in una staccata decisa alla prima curva che gli ha permesso di sopravanzare Raikkonen, sia nello spettacolare controsterzo con cui ha controllato la sua vettura che si era intraversata sul bagnato.

Tuttavia se da una parte ciò è incontestabile, è anche vero che il comportamento in pista del giovane pilota è sempre al limite di ciò che il regolamento permette, anzi a volte oltre quanto è consentito, scatenando polemiche come nel corso degli ultimi giri in Messico o in Giappone. Diversi piloti si sono lamentati per i suoi eccessi alla guida e hanno invocato reprimende, ma forse sarebbe più opportuno avere quell’uniformità di giudizio che manca da parte della race direction, che varie volte nel valutare situazioni simili crea disparità. Ciò poi si riverbera in pista: proprio questo lascia i piloti interdetti nell’agire, poiché quando devono difendersi da attacchi altrui in gara o devono sorpassare non sono in grado di sapere se una manovra aggressiva, ma magari non per questo illecita, possa essere soggetta a sanzioni. Il giovane Max invece agisce e basta, rimandando semmai ulteriori valutazioni a Charlie Whiting, mentre lui continua a dare spettacolo in pista.