Il pagellone della F1 2016 - Parte 3

Voti e giudizi su piloti e squadre in cima alla classifica di F1. Rosberg il migliore, vince e si ritira. Mercedes sempre devastante, bene la Red Bull. Male la Ferrari e i piloti della rossa.

Il pagellone della F1 2016 - Parte 3
Il pagellone della F1 2016 - Parte 3

Il 27 novembre si è concluso il mondiale di F1 2016. Nico Rosberg ha vinto il suo primo titolo e la Mercedes ha vinto il titolo costruttori davanti a Red Bull e Ferrari. Questi i voti e i giudizi dei tre top team e dei rispettivi piloti.

Ferrari: voto 4

Stagioni così disastrose ce ne sono poche nella storia della Ferrari. Se al confronto con il 2014 questa stagione potrebbe sembrare accettabile, va ricordato che nel nuovo millennio il team di Maranello è rimasto a secco di vittorie solo due volte: nel già citato 2014 e quest'anno. Se a questo aggiungiamo un inverno passato a proclamare vittorie e titoli e il fatto che la Ferrari sia costantemente peggiorata nel corso dell'anno invece di migliorare, si capisce quanto questa stagione sia da dimenticare in fretta. Il telaio non era da top team e il motore, pur buono, non era in grado di competere con quello della Mercedes. Non solo, ma questo pessimo 2016 ha fatto sprecare tutto il buon lavoro del 2015. Il 2017 deve essere l'anno della rinascita. Anche perchè Sebastian Vettel è in scadenza e se non avrà una vettura competitiva non rinnoverà con la Ferrari.

Sebastian Vettel: voto 5

Ok la macchina non era quella del 2015, ok era davvero difficile vincere gare con questa vettura, ok ci sono moltissime scusanti ma il rendimento di Vettel quest'anno non è stato all'altezza, specie se messo a confronto con quello del 2015. Ad alti come il GP d'Australia, il GP del Canada e il GP di Abu Dhabi, si sono alternati bassi clamorosi come il GP del Belgio e il GP della Cina (in entrambi i casi le rimonte non giustificano il fatto che Vettel abbia causato incidenti al via con il compagno di squadra Raikkonen) e un rendimento scadente, specie in qualifica. Da un campione come lui poi non ci si aspetterebbero certi nervosismi che non fanno bene alla squadra, ma servono solo a destabilizzare l'ambiente. Mandare a quel paese (per usare un eufemismo) il direttore di gara è un gesto gravissimo, qualunque cosa sia successa. Il 2017 deve essere l'anno della rinascita anche per lui.

Kimi Raikkonen: voto 6

Dietro a Vettel in classifica ma meglio di lui, anche perchè è stato molto più sfortunato del compagno tedesco (tra guasti, incidenti e strategie ha sempre avuto la peggio) ed è stato molto spesso più veloce di Vettel in qualifica. Non che la sua stagione sia stata esaltante, come ha detto qualcuno, visto che ha portato a casa solo quattro podi e ha commesso anche errori gravi (come quello a Monaco), però prestazioni come quella in Bahrein e in Spagna gli sono valse una meritata riconferma. La sua voglia di lottare e il suo impegno ci sono parsi maggiori di quelli di Vettel e soprattutto non ha mostrato i nervosismi del compagno. Per questo nonostante sia solo sesto in classifica merita la sufficienza. Nel 2017 però deve far vedere molto di più, perchè Kimi inizia ad avere una certa età e non so quanto convenga tenerlo in Ferrari nel 2018.

 

Foto: Martin Valarde
Foto: Martin Valarde

Red Bull: voto 9

Quello che doveva fare la Ferrari lo hanno fatto loro. Venivano da un 2015 disastroso e avevano iniziato male anche il 2016. La macchina però è andata migliorando per tutta la stagione e nel team hanno avuto la brillante idea di affiancare Max Verstappen ad un pilota preparato come Daniel Ricciardo. Hanno sfruttato le occasioni che si sono presentate e hanno vinto due gare, facendo anche una doppietta. Di gara in gara hanno limato il distacco dalla Mercedes, arrivando negli ultimi GP a giocarsela (anche se il team tedesco è rimasto sempre il migliore). Con due piloti talentuosi come i loro, con un telaio strepitoso, con uno come Newey in squadra e con un regolamento come quello del 2017 che sembra scritto apposta per loro, l'anno prossimo potrebbero giocarsi il titolo con la Mercedes.

Daniel Ricciardo: voto 9

Battuto da Kvyat nel 2015, perseguitato dalla sfortuna nelle prime gare del 2016 e oscurato da un compagno ingombrante come Max Verstapppen, aveva tutto da perdere e nulla da guadagnare. Invece il pilota australiano ha estratto dal cilindro una stagione strepitosa, terminata con il terzo posto in classifica, dopo aver vinto il confronto con Verstappen. Ricciardo è l'unico ad aver strappato la pole al duo Mercedes e l'ha fatto a Monaco (gara che non ha vinto per colpa dei suoi meccanici) e si è mostrato velocissimo sia sull'asciutto che sul bagnato (anche se in Brasile non ha fatto bene). L'australiano è anche molto aggressivo e spettacolare, ma correttissimo nel ruota a ruota e fuori dalla pista è sempre simpaticissimo e pronto ad una risata. Se gli daranno una vettura competitiva, nel 2017 si può giocare il mondiale: ha tutte le carte in regola per essere un campione.

Max Verstappen: voto 9

Ha soltanto diciannove anni. Quando si parla di Verstappen va sempre ricordata la sua giovanissima età. È stato battuto da Ricciardo ma ha dimostrato di poter essere alla pari con il suo ben più esperto compagno di squadra. Parliamo prima dei pochi aspetti negativi. Max deve migliorare al via (la partenza non è il suo punto forte) e deve diventare un po' più costante. Per quanto riguarda il suo essere aggressivo ben venga: nonostante le critiche, secondo me le sue manovre sono sempre al limite ma mai oltre il regolamento (ad eccezione del Messico, dove ha esagerato). Promosso solo dopo alcune gare in Red Bull, ha vinto al debutto con il team austro-inglese, diventando il pilota più giovane di sempre a vincere un GP in F1. I sorpassi (entrambi su Rosberg) in Brasile e Inghilterra sono due capolavori. Le rimonte in Brasile e ad Abu Dhabi e la difesa in Canada e Giappone eccezionali. È il futuro della F1. E se la macchina è competitiva nel 2017 si giocherà già il titolo.

Foto: Martin Valarde
Foto: Martin Valarde

Mercedes: voto 10

19 vittorie su 21 gare. 20 pole su 21. 20 gare su 21 con almeno un pilota a podio. Titolo piloti (con l'altro pilota secondo) e titolo costruttori per il terzo anno consecutivo, oltre 700 punti in classifica. Ma se l'annata 2016 è stata perfetta, si iniziano a vedere delle avvisaglie di cedimento per il futuro. Per prima cosa la Mercedes perderà Rosberg (e, anche se Bottas è un buon pilota, il tedesco al momento è più forte). Il regolamento 2017 favorirà la Red Bull e già quest'anno il margine con cui la Mercedes ha vinto le gare è stato inferiore a quello dell'anno scorso. Inoltre varie volte nel corso della stagione quando uno dei due piloti si è trovato nel traffico non è riuscito a rimontare. Quindi il team tedesco può sì festeggiare un 2016 stellare, ma deve stare attento per l'anno prossimo: la Mercedes sarà la favorita ma dovrà guardarsi dalla Red Bull.

Lewis Hamilton: voto 6

Sembra strano vedere il pilota secondo nel mondiale, vincitore di ben 10 gare, ricevere solo la sufficienza. Eppure ci sono molti buoni motivi per criticare il 2016 di Lewis Hamilton. Il suo errore più grande è stato quello di sottovalutare Rosberg e lo ha commesso ben due volte. Non appena l'inglese si è accorto del potenziale della sua vettura si è considerato già campione e quando, dopo una lunga e faticosa rimonta, si è ritrovato con 19 punti di vantaggio su Rosberg ha nuovamente pensato di aver vinto il titolo, non mostrando a Rosberg il rispetto necessario e non considerandolo, a torto, come un avversario credibile. E poi ci sono le tante, troppe partenze sbagliate. L'inglese ha pensato a come risolvere questo problema solo dopo Suzuka, quando ormai era troppo tardi. E poi sì c'è stata anche la sfortuna, ma le dichiarazioni complottiste e prive di rispetto per Rosberg sono state davvero una caduta di stile. Hamilton quando va al massimo è un piacere per gli occhi ed è fenomenale. Inizierà il 2017 con una rabbia in corpo clamorosa, il favorito per il titolo è lui.

Nico Rosberg: voto 10

Chi vince ha sempre ragione. Ha fatto tutto quello che doveva fare per riuscire a strappare il titolo ad Hamilton e ci è riuscito. Ha colto al massimo ogni occasione che si è presentata. Ha attaccato quando doveva attaccare e si è difeso quando si doveva difendere, bravo a non rischiare sul bagnato (non il suo punto forte) e per la prima volta aggressivo quando doveva esserlo. L'unico neo della sua stagione è il GP d'Austria (e solo per l'ultimo giro perchè fino a lì stava facendo la miglior gara della carriera). Sbagliatissimo dire che ha vinto solo grazie alla fortuna. Il Rosberg fenomenale che si è visto a Singapore, a Baku, a Suzuka e in molte altre occasioni non si era mai visto negli anni precedenti. E sì ha vinto meno gare di Hamilton, ma da Austin in poi ha solo gestito il suo vantaggio in classifica. Non ha commesso errori sotto pressione (cosa che in passato aveva fatto) e ha sbagliato meno del suo compagno di squadra (e questo è sicuramente un merito). Coraggiosa e da rispettare la scelta di ritirarsi dopo il titolo vinto. Un pilota (ma soprattutto un uomo) che mancherà a tutti nel paddock. Danke Nico.

Foto: Martin Valarde
Foto: Martin Valarde