La storia dell'aviatore Villeneuve

È forse più amato di Schumacher, anche se ha vinto poco, ma ha regalato emozioni che mai nessuno, dopo di lui, ha saputo dare: è la storia di Gilles Villeneuve

La storia dell'aviatore Villeneuve
La storia dell'aviatore Villeneuve

Il 18 gennaio 1950 nasceva, a Saint-Jean-sur-Richelieu, Joseph Henri Villeneuve, per tutti gli appassionati Gilles Villeneuve. Sin da bambino mise in mostra le sue capacità di guida, mettendosi in mostra nel campionato di motoslitte, vinto nel 1974. L’esperienza su quel mezzo così difficile da guidare, soprattutto in condizioni precarie, gli permise di sviluppare una grande capacità di controllo del mezzo, che gli torneranno utili in futuro. Gilles, però, scalpitava e non si accontentava più di vincere tra le motoslitte: lui voleva le auto da corsa.

Per poter raggiungere quest’obiettivo decise di vendere la propria casa, trasferendosi con la moglie Johanna in un piccolo appartamento. L’azzardo pagò e Gilles nel 1973 vinse il campionato regionale di Formula Ford, nonostante una vettura ormai vecchia.  L’anno successivo è in Formula Atlantic, dove grazie alla sponsorizzazione della Skiroule, riesce a completare la stagione 1975, ottenendo il suo primo successo. Nel 1976 riuscì a bissare il titolo a livello nazionale e fece tris nuovamente nel 1977. Ed è proprio questo l’anno della svolta: Gilles prende parte al Gran Premio Trois Rivieres. In quella gara, giudicata di minore importanza, batte il campione di F1 James Hunt, che propone a Teddy Mayer, direttore sportivo della McLaren, di organizzargli dei test, grazie al quale Gilles conquista la partecipazione al Gran Premio di Gran Bretagna 1977. 

n qualifica è 7°, in gara 11°, ma dà spettacolo tanto da attirare le attenzione di Ferrari, in rotta con Lauda e alla ricerca di un nuovo pilota. Niki vince il mondiale Watkins Glen e saluta il Drake, forte di un contratto con la Brabham. Ferrari allora chiama a Maranello quel pilota di motoslitte che tanto lo aveva impressionato in Gran Bretagna, per Gilles è la svolta. I giornalisti accusano Ferrari di esser stato troppo frettoloso, c’erano altri piloti sul mercato e lui è andato a prendere un semi-sconosciuto pilota, ma il Drake, compreso sin da subito il talento del canadese, non si è fatto pregare due volte. L’accordo è immediato, il contratto, per Gilles che viveva in un motorhome con la sua famiglia, è stellare. Addio camper, ora la sua famiglia può vivere come merita.

Certo le ultime due gare non sono proprio esaltanti: in Canada si ritira, mentre in Giappone è protagonista di uno spettacolare incidente, dopo una collisione con il suo mito Ronnie Peterson e la sua Tyrrell a 6 ruote. La sua vettura si stacca dal suolo e ricade su alcuni spettatori appostati in una zona vietata, uccidendo un commissario di percorso e un fotografo. Villeneuve venne duramente attaccato sia da parte della stampa che tra gli addetti ai lavori, che vogliono il suo licenziamento, Ferrari non si muove e lo conferma per il ’78. 

Da quel 15 gennaio 1978, data del Gp d’Argentina, inizia davvero la carriera di Gilles Villeneuve. Un pilota sempre spettacolare, amato da tutti, anche da i colleghi, che lo stimavano sia a livello lavorativo, sia dal punto di vista umano. Gilles era leale, in pista come nella vita, e ciò colpì profondamente Jody Scheckter, che approdato in Ferrari agli inizi del 1979, instaurò da subito un rapporto di amicizia con il canadese. I due decisero di collaborare nel mondiale, nessun duello interno, ma l’aiuto reciproco per portare gloria e successi al team: è così fu. Jody, più maturo e costante di Gilles, riuscì a vincere il mondiale, soprattutto grazie al compagno che in più gare, nonostante fosse più veloce, decise di mettere da parte le ambizioni personali per aiutare il compagno, convinto che un giorno sarebbe arrivato il suo momento. A fine mondiale è 2°, proprio alle spalle di Scheckter, con 3 gare nel palmares, ma non immagina mai che quel mondiale ’79 diventerà un incubo per i ferraristi. 

Nell’80 la T5 fu un fallimento e Gilles non riuscì mai a competere con i rivali. Ritiratosi Scheckter, nel 1981, arrivò a Maranello un francese, Didier Pironi. La 126 Ck era migliore dell’ormai defunta 312 T5 e consentì a Gilles di vincere due gare, a Monaco e in Spagna.

Si arriva all’82, la Ferrari è competitiva e Gilles è pronto a prendersi le sue responsabilità. Nei primi 3 Gp, tra rotture ed inconvenienti, Gilles non colleziona punti e si arriva così a Imola. C’era in atto uno scontro tra FISA e FOCA, riguardante alcuni punti del regolamento. Il Gran Premio di San Marino viene quindi boicottato dalle scuderie legate alla FOCA, tra cui Lotus, Brabham e McLaren e così per la gara di Imola si presentarono solo quattordici vetture, tra cui le Ferrari e le Renault. Le Renault si ritirarono per l’esplosione del motore Turbo, lasciando strada alle due Ferrari, con Villeneuve in testa e Pironi a seguire. A metà gara dal muretto venne esposto un cartello con le scritta “Gilles Slow”, “Didi Slow”, al fine di evitare contatti e duelli che avrebbero potuto danneggiare la scuderia. Gilles iniziò a procedere di conserva, mentre Didier iniziò ad aumentare il ritmo, portandosi negli scarichi di Villeneuve. Il francese superò il compagno di squadra e negli ultimi giri i due si attaccarono più volte, anche se il canadese pensava che si trattasse di un modo per divertire il pubblico, ma non era così. All'ultimo giro Pironi superò Gilles in curva Tosa e vinse il Gran Premio. Villeneuve uscì dalla vettura infuriato nei confronti del compagno di squadra, in quanto ritenne che questi avesse violato gli ordini di scuderia e non mancò di attaccarlo duramente. L'episodio segnò dunque la fine dell'amicizia tra Villeneuve e Pironi

Gilles era sotto pressione, pensava che Ferrari gli avesse voltato le spalle e anche in famiglia la situazione non era idilliaca, infatti la moglie Johanna aveva chiesto il divorzio, poiché Gilles già da tempo aveva un’amante.

Si arrivò in Belgio con una situazione tesissima, Gilles voleva dimostrare a tutti i costi di essere migliore di Pironi. Alle 13.52, a 8’ dalla fine della qualifiche, il canadese, mentre cercava di migliore il suo 8° tempo, urtò, con la ruota anteriore sinistra, quella posteriore destra di Mass.

La vettura decollò, compì due looping completi per un totale di venticinque metri di volo, sfiorando il guard-rail sulla destra. La vettura fece un volo di 25 metri prima di toccare terra e rimbalzare di nuovo. Gilles venne sbalzato fuori dall'abitacolo con il sedile ancora attaccato a lui e ricadde scompostamente, sulla spalla destra; il collo sbattè su un paletto di sostegno della rete metallica più esterna. I rottami della macchina volarono in tutte le direzioni: nella carambola, Villeneuve perse anche le scarpe, che vennero ritrovate a duecento metri dal luogo dell'incidente, e il casco, che ricadde a cento metri, mentre il volante della Ferrari volò a centottanta.

Giunto alla clinica di Lovanio, il capo rianimatore, professor De Looz, lo sottopose subito ad una TAC, che evidenziò la presenza di una grave lesione del tronco encefalico e la rottura (con conseguente distacco) delle vertebre cervicali, con gravissime lesioni midollari alla base del cranio. Tale lesione fu indotta o dall'impatto con il paletto della rete o dalla tremenda decelerazione (calcolata in 27 G) o, più probabilmente, dalla violentissima trazione esercitata sul collo dalle cinture di sicurezza nel momento in cui il sedile si era staccato dal telaio. Jody Scheckter, ex compagno di squadra di Villeneuve e suo caro amico, informato dell'accaduto dal dottor Watkins, telefonò alla moglie di Villeneuve, Joanna, dicendole che Gilles aveva avuto un incidente gravissimo, avvertendola di partire subito per il Belgio. Joanna diede in escandescenza, e la moglie di Scheckter, Pam, che era accorsa a casa Villeneuve, dovette somministrarle dei calmanti. Qualche ora dopo, Pam e Joanna salirono sul primo aereo per Bruxelles.

Ferrari e Piccinini, suo braccio destro, chiesero a Watkins di chiamare "il miglior neurologo del mondo". Il medico inglese telefonò allora al dottor Gilles Bertrand, suo caro amico, che gli confermò l'infausta prognosi. Tale responso fu dato anche alla moglie di Villeneuve, Joanna, giunta a Lovanio verso le 19:00. Ella, dopo aver lungamente parlato con Watkins e De Looz, alle 21:12 diede l'autorizzazione a staccare le macchine che tenevano in vita il marito.

12 maggio si svolsero le esequie, nella chiesa di Santa Ginevra a Berthierville, davanti a migliaia di persone, tra cui erano presenti anche Jody Scheckter e Jackie Stewart, oltre a numerose autorità del governo canadese. Tra i piloti in attività, solo Jacques Laffite si presentò, mentre Enzo Ferrari, legato ormai a Gilles da un affetto paterno e distrutto dal dolore, non riuscì a partecipare.

Qualche anno dopo dirà: “Il mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene”. 

LE VITTORIE DA LEGGENDA:

LA PRIMA GIOIA: È l'8 ottobre e sul circuito dell' "Ile de Notre Dame" di Montreal, si corre l'ultimo Gran premio della stagione 1978. E si conclude in modo trionfale per i colori Ferrari. A vincere è l'aviatore Gilles Villeneuve, davanti a Jody Scheckter, futuro pilota Ferrari, e a Carlos Reuteman, all'ultima gara invece con la vettura di Maranello. Per Gilles è la vittoria più dolce, in casa e sul circuito che, qualche anno dopo, verrà intitolato alla sua memoria. 

MONTECARLO 1981- 31 maggio 1981 si corre il Gran Premio di Montecarlo e tra le stradine del Principato, Villeneuve porta per la prima volta in pista la nuova 126ck, prima Ferrari con motore sovralimentato. Le stradine del Principato non sono l'ideale per una macchina che ha sotto il cofano un motore da quasi 1000 cavalli, ma Gilles è lì per fare l'impresa. In qualifica è secondo alle spalle del poleman Piquet, in gara si scatena. In partenza Piquet si invola, mentre le sue spalle Gilles tiene dietro Alan Jones,  che lo supera al 20° giro. La gara prosegue su questi binari fino al 57° giro, Piquet tenta un sorpasso azzardato al Tabaccaio e va contro le barriere. In testa alla gara va Jones seguito da Gilles Villeneuve  che però non demorde e inizia ad avvicinarsi. Jones è rallentato da alcuni problemi e così al 73° passaggio Villeneuve lo attacca e lo supera. Il canadese fila via e compie l'ennesima impresa della sua carriera.

L'ULTIMO TRIONFO- 3 settimane dopo Montecarlo la Ferrari con tutto il circus si sposta in Spagna sul circuito del Jarama alle porte di Madrid. Quella condotta di gara temerario intelligente riesce a vincere su una pista che non si adatta per nulla alle vetture Spineda motori turbo tranquilla sua 126ck. È proprio lì che si intuisce cosa aveva voluto dire anni prima il Drake Ferrari su Villeneuve e sulla somiglianza con il grande Nuvolari. Il canadese dimostra che soltanto lui è in grado di sovvertire il pronostico in una Formula 1 che penalizza il pilota a vantaggio del mezzo meccanico. La gara si concluse con un incredibile parata fra cinque piloti ristretti nello spazio di pochi metri.

 

LE EMOZIONI E I BRIVIDI:

LO SPETTACOLO DI DIGONE- È la gara che ha portato Villeneuve nel mito,  è la gara che verrà ricordata più per il duello tra il canadese e il francese Arnoux, che per la vittoria del primo motore turbo: quello Renault della vettura di Jabouille.  Alla partenza Gilles si porta in testa ma deve subito lasciar strada alla più potente Renault del francese Jabouille. Negli ultimi tre giri tra il canadese e il francese Arnoux, si scatena una battaglia epica, forse la più bella della storia della Formula 1. Sul rettilineo principale il francese attacca il canadese, che si difende all'esterno della prima curva a ruote fumanti. Villeneuve non ci sta a perdere la posizione e replica alcune curve dopo. Il duello tra i due è da cardiopalma, i due si toccano più volte e quasi rischiano di concludere la propria gara. Gilles va in testa nel corso dell'ultimo giro e si difende dall'arrembaggio di Arnoux sul rettilineo finale. È secondo, ma ha regalato al pubblico uno degli show più belli di sempre.

 

UN GIRO SU TRE RUOTE- 26 agosto 1979 si corre il Gran Premio d'Olanda.  Alan Jones è in prima fila, affiancato da Arnoux in pole position. Il 3° è il canadese, che dopo una partenza super riesce a portarti nella scia Jones, che supera dopo 11 giri. La manovra è da far rizzare i capelli: sorpasso alla curva Tarzan e testa della gara. Il canadese, nonostante la pressione dell'australiano, conduce fino al 34°giro, quando, per contere Jones, urta un cordolo e finisce in testacoda. Jones lo supera, mentre Gilles. Davanti al rettilineo dei box gli esplode una gomma e la vettura finisce sulle reti, ma ciò non ferma la corsa del canadese, che con il mozzo piegato fa quasi prima che che gli stacchi il cerchione della posteriore destra, arriva ai box su tre ruote, ma la sua gara finisce li.

 

SOTTO LA PIOGGIA L'ULTMO SHOW- Settembre 1981 si corre il Gran Premio del Canada, il circuito è lo stesso che ha regalato la prima gioia al canadese, che parte 11°, in sesta fila affiancato dal compagno Pironi. Sotto una pioggia battente la corsa non si mette per nulla bene, ma lui con il solito coraggio riesce a raggiungere le prime posizioni. Per difendersi, fa delle cose incredibili, fino a quando in staccata finisce per toccare la Lotus di De Angelis. L'alettone anteriore della sua Ferrari si piega vistosamente, impedendo al pilota la visuale della pista. Villeneuve incredibilmente prosegue e in quelle condizioni conclude la corsa al terzo posto. Straordinario, un'impresa che lascia tutti senza parole