Michele, ti devono un mondiale

Nell'anniversario della scomparsa del pilota milanese, ripercorriamo l'anno della mancata vittoria finale!

Michele, ti devono un mondiale
Michele, ti devono un mondiale

Michele Alboreto, pilota indimenticato dal tifo italiano. L’ultimo nostro connazionale a vincere (GP Germania 85) e competere per un mondiale (1985) con la Ferrari, quella del Commendatore. Si è sempre distinto per lo stile, l’educazione e per la serietà con cui viveva il mondo delle corse, sempre estraneo alle polemiche anche nei momenti poco felici. Qualcuno addirittura lo definisce come il miglior pilota italiano dopo Ascari.

Sono passati ormai 16 anni da quel terribile incidente che ha portato via il pilota milanese, durante dei test per Audi in preparazione alla 24h di Le Mans, nel quale la vettura decollò e finì aldilà delle barriere. La 24h di Le Mans, una gara che Michele conosceva bene, vinta nel 97 e che in quella stagione vedeva lui, Capello e McNish come piloti di punta della casa dei quattro anelli. Ebbene si, dopo anni di Formula 1 con pericolose vetture turbo, il pilota italiano perde la vita nel silenzio di un autodromo tedesco, a bordo di una vettura decisamente più sicura di quelle guidate nella classe regina di quel tempo.

Parlando di F1 invece, segna 2 pole position e 5 vittorie, di cui le prime due conquistate con la Tyrrel nel 1982 a Las Vegas e nel 1983 a Detroit. Nel 1984 approda in Ferrari e dopo un anno un po' altalenante il 1985 sembra essere l’anno del mondiale. Questo fu un anno di rivoluzione tecnica a Maranello, a seguito dell’uscita dalla scuderia di Mauro Forghieri che per anni aveva capitanato la progettazione a cui è succeduto Harvey Postlethwaite.

In effetti, per buona parte del campionato 85 la strada intrapresa pare fornire i risultati sperati, con Alboreto che a 6 gare dal termine è in testa alla classifica mondiale a pari punti con Alain Prost. Tiene botta al Gran Premio d’Olanda, in cui giunge quarto, ma da lì al termine della stagione è un de profundis Ferrari.

Infatti nelle ultime cinque gare, Alboreto riuscì a conquistare solo un 13esimo posto e 4 ritiri consecutivi, causa un improvviso declino dell’affidabilità dei motori Ferrari. Questo a seguito di alcuni aggiornamenti fatti per aumentare la potenza del propulsore che però hanno ottenuto l’effetto contrario, in particolare per quello che riguarda la turbina.

La Ferrari, all’epoca, aveva come fornitore di turbine la tedesca KKK, che forniva i suoi prodotti anche alla Porsche, il cui motore spingeva la Mclaren di Alain Prost. Per questo, il vertice della Ferrari, decise di cambiare produttore, e passare all’americana Garrett, pur non riuscendo a risolvere i problemi e considerando il poco tempo a disposizione per la fine del campionato. Infatti il motore Ferrari era stato progettato per funzionare con la turbina KKK non con la Garrett. Sta di fatto che Michele Alboreto non potette competere, nelle gare decisive, con il suo avversario diretto Alain Prost.

Inutile raccontare la reazione di Enzo Ferrari, il quale non vedeva di buon occhio il fatto che proprio a seguito della vittoria di Alboreto in Germania, casa della Porsche, le turbine della KKK (tedesca e fornitrice della Porsche) cominciarono a dare problemi di affidabilità solo alla Ferrari.

That’s it.