Niente Rivoluzione Rossa, ma la Ferrari torna dalla Russia più forte di prima

L'ottima partenza di Bottas fa svanire il sogno di ripetere la doppietta delle qualifiche anche in gara, ma i riscontri della pista sono ancora una volta più che positivi: la SF70H è la vettura meglio bilanciata e Vettel allunga in classifica su Hamilton, ma a Maranello dovranno trovare il modo di migliorare l'efficienza aerodinamica.

Niente Rivoluzione Rossa, ma la Ferrari torna dalla Russia più forte di prima
Niente Rivoluzione Rossa, ma la Ferrari torna dalla Russia più forte di prima

​Dopo l'ottimo sabato in quel di Sochi, che ha visto la prima fila divenire tutta di dominio della Rossa, le aspettative di tutti per la gara erano salite alle stelle, cosa per altro normale quando si riporta in qualifica un risultato che mancava dal lontano 2008. Purtroppo per la Ferrari, la gara si è decisa a favore di un grandissimo Valtteri Bottas negli 800 metri che separano lo start dalla prima staccata: con una partenza a razzo, aiutata sia dall'overboost Mercedes sia da uno spunto perfetto, ha sopravanzato le due Rosse e si è preso la prima posizione. La Mercedes sapeva benissimo che la partenza sarebbe stata più che fondamentale, avendo dimostrato la W08 una competitività minore della SF70H sul passo gara durante le prove del venerdì, ed è riuscita a riportare a Brackley la coppa del vincitore con Bottas, mentre un anonimo Hamilton ha chiuso quarto, apparso non a suo agio sulla pista russa ma frenato anche da un surriscaldamento alla power unit, che lo ha costretto ad accontentarsi del piazzamento ai piedi del podio.

Da quanto detto finora, sembrerebbe che prevalga il malumore in casa Ferrari, ma così non è assolutamente. La SF70H si è dimostrata ancora una volta migliore della W08 nella gestione degli pneumatici in generale, anche se su gomma Ultrasoft, montata all'inizio della gara Bottas è riuscito ad essere inizialmente più veloce di Vettel e Raikkonen, ma per questi ultimi due c'è da segnalare che nelle fasi iniziali del gran premio si è manifestato un problema di temperature alla power unit che ha inficiato le velocità sul dritto delle loro vetture, fortunatamente poi risolto su indicazioni dai box via radio. La differenza su gomma Supersoft, montata nella seconda parte delle gara, invece è stata netta: la monoposto italiana aveva un passo nettamente migliore delle Mercedes, con Vettel che dopo il pit stop ha rimontato a suon di giri veloci su Bottas. Dopo essersi portato a circa 1.5 secondi dal finlandese, Sebastian si è accorto però di quanto la Mercedes fosse difficile da superare, avendo una velocità massima più elevata a causa del minor carico aerodinamico. Inoltre, per difendersi e non far entrare Vettel nel gap sotto al secondo che gli avrebbe permesso di avere la possibilità di usare il DRS, Bottas azionava l'overboost,​ motivo per cui, pur avendone di più, il tedesco non è mai riuscito a tentare un attacco vero e proprio per la conquista del primo posto.

Nel post gara le opinioni degli appassionati sono state antitetiche: c'è chi parlava di grossa occasione non sfruttata perché c'era realmente il potenziale per una doppietta Ferrari, ma anche chi, saggiamente, buttava un occhio alla classifica generale e sorrideva. Sì, perché Vettel ha guadagnato 6 punti su Hamilton in una pista che sulla carta doveva vedere favorite le Frecce d'Argento, portando a 13 punti il suo vantaggio sull'inglese, che rimane il suo unico antagonista per il titolo, a meno che Bottas non si riveli il terzo che gode tra i due litiganti, ma questa è un'eventualità che andrà verificata. La squadra di Maranello torna a casa sconfitta, ma è una sconfitta dal sapore molto meno amaro di quanto si possa immaginare, avendo continuato a mostrare concretezza ed una velocità complessiva superiore alla Mercedes, come in Bahrain. Naturalmente però rimane qualche rimorso per ciò che poteva essere ed invece non è stato, perché se Vettel avesse chiuso la porta in faccia a Bottas in maniera più decisa dopo la partenza, con estrema probabilità si sarebbe aggiudicato la vittoria ed a quel punto si poteva parlare di fuga verso il mondiale piloti.

Sono da sottolineare le affermazioni di Maurizio Arrivabene al termine della gara relative al lavoro che in Ferrari hanno da fare, simbolo di una voglia di migliorarsi e non adagiarsi sull'ottimo inizio di stagione. La SF70H ha tutte le carte in regole per combattere alla pari con la W08 ad oggi, ma se vuole stare costantemente sopra alla concorrenza deve migliorare l'unico punto in cui è realmente inferiore, ovvero l'efficienza aerodinamica. Naturalmente la scelta del passo lungo da parte della Mercedes li vede favoriti sotto questo aspetto perché permette loro di avere meno resistenza aerodinamica con ali più scariche, compensando il tutto con l'efficienza del corpo vettura, ma anche la Ferrari può fare meglio, fermo restando che la scuderia di Brackley sarà comunque avanti in ciò. Però, come si è visto, il passo lungo è croce e delizia per la monoposto tedesca, creando problemi nell'usura degli pneumatici e nella guidabilità, ragion per cui alla fine la SF70H e la W08 sono alla pari. A Maranello intanto, pur dovendo continuare a lavorare sodo, si può sorridere: del resto chi si sarebbe mai aspettato di poter arrivare a Barcellona con 13 punti di vantaggio di Vettel su Hamilton nella classifica piloti, e solo uno di ritardo in quella costruttori?