Renault, in ritardo gli sviluppi sulla power unit

Anticipati prima per Barcellona, posticipati poi per il Gp del Canada, in Renault si cerca di rimediare ad un progetto iniziale in ritardo rispetto ai primi.

Renault, in ritardo gli sviluppi sulla power unit
Renault, in ritardo gli sviluppi sulla power unit

Nell’era dei motori ibridi, come avrete notato, la power unit di riferimento è quella della Mercedes, capace di dominare dal 2014 sia in qualifica che in gara, tanto da conquistare tutto il possibile. Quest’anno pare che il predominio della casa di Stoccarda sia stato messo in discussione dall’enorme recupero attuato dalla Ferrari, che rispetto al solo anno passato risulta migliorata sul giro secco e sul ritmo gara ma anche in diverse aree della progettazione della monoposto, a partire dal motore. Da alcuni dati che abbiamo potuto vedere al riferimento dello speed trap del circuito di Sochi, sembra che a Maranello abbiano recuperato circa 8 – 9 km/h (misurati in prova) rispetto all’anno passato, pur considerando come l’impostazione aerodinamica delle Rosse fosse più a vantaggio del tratto misto che non del rettilineo.

E gli altri? Se per la Honda c’è, purtroppo, ancora poco da dire e quanto possibile non è certo positivo, è interessante provare a fare qualche ragionamento sulla Renault, o meglio sulla power unit francese che fornisce, oltre l’omonima scuderia transalpina, anche la Toro Rosso e la Red Bull (in tal caso ri-brandizzato Tag Heuer per motivi di sponsorizzazione).

Se vogliamo possiamo provare ad impostare diverse analisi a seconda della scuderia che andiamo a vedere.

Partiamo dalla scuderia “principale” ovvero la Renault, la quale a fatica e passo dopo passo comunque riesce a migliorare nettamente rispetto agli ultimi anni, sia in qualifica che in gara. Se infatti solo l’anno scorso i transalpini a malapena riuscivano ad essere nella top ten, quest’anno pare che questa condizione avvenga con regolarità, soprattutto con Nico Hulkenberg che surclassa il suo compagno Palmer; in generale va dato merito ai francesi di aver recuperato molto in termini prestazionali senza rompere le scatole a livello politico come qualcun altro, senza fare nomi la Honda! Detto questo è difficile dire quanto questo miglioramento dipenda solo dalla miglior prestazione del motore o da una convergenza di miglioramenti anche in ambito telaistico e aerodinamico, teatro di piccoli accorgimenti portati in Russia. Ad un primo impatto dal televisore è risultato che la prestazione motoristica sia migliorata, se non altro in ambito di progressione mentre sulla velocità di punta bisognerà fare qualche altra considerazione.

Va detto che però si attende un grosso pacchetto di aggiornamenti sulla power unit Renault per il Gp del Canada, in ritardo sulla tabella di marcia in quanto in un primo momento annunciato per Barcellona. Da capire il miglioramento prestazionale che darà tale sviluppo anche se sarà difficile valutarlo sul circuito canadese, in cui vi è solo un rettilineo dove si può percepire la cavalleria in dote alle vetture.

Come detto in precedenza, per quanto riguarda la velocità di punta bisogna prendere spunto dai dati forniti da Red Bull e Toro Rosso. La prima ha presentato allo speed trap di Sochi una velocità assolutamente simile rispetto all’anno passato, mentre la scuderia di Faenza ha perso 7 – 8 km/h (misurati in prova). Allora questo ci porta ad intuire due questioni.

La prima è che in Red Bull, esteticamente molto scarica da un punto di vista aerodinamico, si riesca ad uguagliare la velocità di punta solo grazie a questa configurazione, che però va ad inficiare la prestazione complessiva nei tratti misti soprattutto in ottica di gestione degli pneumatici. La seconda è che Toro Rosso, scuderia satellite di quella anglo-austriaca, invece abbia perso molto, forse perché non in pieno sviluppo come la casa madre e quindi non in grado di compensare questo gap in altro modo.

Da questi due dati notiamo come ci sia qualcosa che manchi nella velocità di punta di tutti i motorizzati Renault; c’è quindi un gap prettamente motoristico da recuperare. Dopo i problemi riscontrati durante i test pre-stagionali alla parte elettrica della power unit, i francesi hanno deciso di montare l’MGU-K del 2016, onde evitare ulteriori problemi in gara.

Attendiamo dunque questo cospicuo pacchetto di aggiornamenti, con la speranza che questo possa rendere più divertente almeno la lotta  a centro gruppo visto che, al momento, i due battistrada Ferrari – Mercedes sembrano comunque non raggiungibili.