Mclaren, tra un passato glorioso ed un futuro incerto

In un periodo così avaro di soddisfazioni, proviamo a ripercorrere quello che è stato il meglio di Mclaren, attraverso le parole del CEO di Mclaren Technology Group Jonathan Neale, con una menzione anche per la Ferrari: "è la nostra rivale, il nostro modello, la nostra ossessione"

Mclaren, tra un passato glorioso ed un futuro incerto
Mclaren, tra un passato glorioso ed un futuro incerto - Fonte: F1

Ormai, da un po' di anni a questa parte, siamo abituati a parlare della Mclaren solo per i problemi del motore Honda, del fatto che non siano in grado di lottare per i primi posti, che quest’anno abbiano ancora 0 punti in classifica e che a malapena siano riusciti a far partire le proprie vetture. Tutto vero, per carità, nulla di esagerato, come ho avuto modo di scrivere in diversi articoli in passato. Negli stessi però ho anche raccontato come la situazione portata dalla Honda in casa Mclaren stia annebbiando nella testa degli appassionati la tradizione, la capacità umana di un team che ha fatto la storia in Formula 1.

Faccio una premessa. Sono ben convinto del fatto che non ci si debba troppo appoggiare al passato, in Formula 1 come nella vita, per giustificare gli insuccessi attuali. Però oggi prendendo spunto dall’intervista rilasciata da Jonathan Neale, attuale CEO di Mclaren Technology Group, alla GDS, vorrei invece ricordare a tutti quanto di buono fatto dalla scuderia di Woking.

Fonte: Daily Mail
Fonte: Daily Mail

“Form is temporary, class is permanent”

Si dice che ne sia padre Bill Shankly, leggendario allenatore del Liverpool degli Anni 60 e 70, e infatti per i tifosi dei Reds quella frase è una specie di motto da allegare allo stemma del club. Di sicuro piace molto a Jonathan Neale, che ne ha fatto quasi un mantra da adattare alla sua scuderia: «Lo stato di forma passa, la classe è permanente». Il carisma, il blasone restano, anche quando, dopo 4 gran premi, non hai nemmeno un punto in classifica costruttori e fai persino fatica a far partire le tue macchine.

Infatti se parliamo di Mclaren dobbiamo ricordarci che dal suo debutto al GP di Montecarlo nel 1966 la scuderia ha prodotto 182 vittorie, conquistando 12 titoli mondiali piloti ed 8 costruttori. Andando a vedere l’albo d’oro, si nota come questa squadra sia la seconda più vincente nella storia della Formula 1, solo la Ferrari ha fatto meglio, unica vera rivale, modello da seguire, ossessione per gli uomini e le donne di Woking. In questa sede, che dall’estetica richiama un po' guerre stellari, si trovano esposte le vetture storiche, quelle che hanno fatto grande la Mclaren, a cominciare dalla M7C che col suo buffo alettone anteriore permise al fondatore Bruce Mclaren di scendere in pista nel 1969. C’è anche modo di notare come il colore arancione fosse di tradizione sulle vetture inglesi, a dispetto di quanto si pensi oggi che tale colore è ritornato sulle livree di Alonso e Vandoorne facendo storcere un po' il naso agli appassionati, tanto che Neale racconta: “Bruce l’aveva scelto perché allora le immagini tv erano in bianco e nero: le auto rosse e blu sembravano tutte uguali. Quell’arancio diventava una tonalità di grigio inconfondibile

Solo che la corsa, per chi la percorre in modo figurato attraverso le sale di Woking, diventa un po’ straniante quando, dopo aver passato in rassegna una galleria di macchine che sono la storia stessa della Formula 1, si deve fare il confronto con lo zero nella classifica 2017. Ti fermi un attimo davanti ai nomi stampati di fianco agli abitacoli: Emerson Fittipaldi, Niki Lauda, Alain Prost, Ayrton Senna. E davanti a certe sigle che sono mitologia: MP4­-4, cioè 15 vittorie su 16 nel 1988. E allora il triste confronto con la situazione attuale non può che farti pensare a quello che è stata la Mclaren e a quello che oggi non è.

Fonte: F1 Fanatic
Fonte: F1 Fanatic

A questo punto, inevitabile parlare di oggi e del prossimo futuro, che vede la scuderia inglese dover rialzarsi, non per provare a vincere un mondiale da subito, per quello ci vorrà del tempo, ma almeno per ritornare a dei risultati dignitosi. Neale, a proposito di questo, afferma: “Due anni fa siamo arrivati noni, l’anno scorso sesti. Piazzamenti negativi. Quindi non possiamo certo essere soddisfatti della situazione attuale. Il nostro obiettivo è sempre il quarto posto. Lo sviluppo del telaio sta procedendo secondo i programmi

Molti diranno, si ma lo sviluppo del motore Honda un po' meno. In chiave di sviluppo per l’anno in corso, Neale per il GP del Belgio si aspetta un salto di qualità della MCL32: “Già a Barcellona porteremo uno sviluppo e poi attraverso altri due step la promessa è quella di arrivare ad essere competitivi per metà stagione. Diciamo da Spa”.

Inevitabile parlare anche della situazione che si è venuta a creare per la decisione di Alonso di prendere parte alla 500 miglia di Indianapolis, che gli farà saltare il Gp di Montecarlo di quest’anno anche se, a sentire Neale, pare che questa decisione abbia messo d’accordo tutti: “a Fernando che lo voleva molto, a Indy che avrà un fuoriclasse come lui, alla Formula 1 che ritrova un campione come Jenson Button e a noi, perché Indy, dove andiamo con la nostra livrea, ci darà un ritorno pubblicitario importante

Attendiamo quindi questi sviluppi in casa Mclaren, con la speranza che consentano alla scuderia di Woking di ritornare dove merita.