F1 - Renault vuole di più da Palmer

Cyril Abiteboul, capo del team Renault F1, afferma che è il momento in cui Palmer inizi a riportare piazzamenti nella top 10; al momento il pilota non è in discussione, ma la conferma per il 2018 passerà dai risultati conseguiti.

F1 - Renault vuole di più da Palmer
F1 - Renault vuole di più da Palmer

La Renault si sta rivelando in questo 2017 una buona macchina capace spesso di entrare in zona punti, soprattutto con Nico Hulkenberg, che in classifica piloti occupa l'undicesimo posto con 18 punti conquistati. Se da una parte dunque la scuderia francese può dirsi soddisfatto del rendimento del tedesco, che per il futuro sembra avere importanti chance in team di spicco, dall'altra non può non notare il costante divario di prestazioni con il suo secondo pilota, Jolyon Palmer, che invece non riesce a trovare competitività ed è ancora a quota zero punti. La situazione si fa più dura per il pilota inglese se si considera che dall'approdo in Renault avvenuto lo scorso anno i risultati riportati sono stati scarsi e, se l'anno scorso un'attenuante a ciò poteva essere lo scarso livello di prestazioni offerte dalla monoposto francese appena rientrata in Formula 1, quest'anno nonostante una macchina nettamente migliore la situazione non è cambiata.

Cyril Abiteboul, capo di Renault Sport F1, è intervenuto in una recente intervista sul divario di prestazioni tra i suoi piloti usando il bastone e la carota per Palmer: ha riconfermato fiducia all'inglese, evitando di pensare a sostituzioni in corsa, spronandolo però a fare di più di quanto fatto in questo anno e mezzo. Il manager francese dice infatti che "nessuno può sentirsi al sicuro in Formula 1: il fatto è che Jolyon guida una vettura che è in grado di andare a punti, quindi deve riuscirci". Parole chiare, contenenti un messaggio altrettanto sibillino: si può e si deve fare meglio, ed è una spinta ad almeno eguagliare i piazzamenti nella top 10 che Hulkenberg sta riuscendo a portare a casa.

Il modo in cui Abiteboul ha veicolato il proprio messaggio è di quelli giusti, scagliarsi fermamente contro il proprio pilota avrebbe avuto solo l'effetto di aumentare troppo la pressione su di lui, cosa che, come si è spesso visto in passato, raramente ha portato risultati migliori. Bisogna ricordarsi sempre che nel 2014 Palmer è stato incoronato campione della classe GP2, sintomo che nel pilota c'è del talento, ma passare in Formula 1 è tutta un'altra cosa ed è uno scoglio che ogni giovane di buone speranze si trova a dover superare. Bisognerebbe tenere il giudizio in sospeso fino a fine stagione, quando saranno due gli anni trascorsi da Palmer nel Circus e delle considerazioni sul valore del pilota potranno essere avanzate senza il pericolo di commettere errori.