F1, Horner difende la politica di investimento di Liberty Media

Il budget che quest'anno la F1 distruibuirà sotto forma di premi ai team sarà inferiore rispetto a quello degli anni passati; questo a causa degli investimenti fatti da Liberty Media volti a migliorare il futuro della categoria, e difesi da Horner, team principal della Red Bull.

F1, Horner difende la politica di investimento di Liberty Media
F1, Horner difende la politica di investimento di Liberty Media | Twitter Red Bull

La F1 quest'anno distribuirà ai team sotto forma di premi meno soldi rispetto agli anni passati; questo è una conseguenza degli ingenti investimenti fatti dai nuovi proprietari del circus, Liberty Media, per il futuro della categoria. Un aspetto che ha fatto storcere il naso ad alcuni team principal, ma che ha trovato il sostegno di altri, tra cui Christian Horner, TP del Red Bull F1 team.

"Io penso che bisogna invenstire in un business per raccogliere qualcosa, e penso che Liberty Media abbia avuto un ottimo primo anno a livello di apprendimento. Hanno fatto esperienza e messo le persone giuste nei posti importanti, e sono pronti a creare il loro piano per il 2021. È molto facile criticare quando uno prova a fare e a investire, ma io penso sia solo una filosofia completamente diversa rispetto al periodo di Ecclestone. Lui gestiva tutto in proprio, era un one man show. Liberty ha messo su un team di studio per avere dei ricavi anche nel futuro, e ovviamente tutto questo inizialmente ha dei costi. Questo investimento avrà di sicuro un impatto in questi anni, ma ci si aspetta abbia un ritorno economico sicuro entro due o tre anni".

"Per attirare sponsor e nuovi investitori devi avere un prodotto interessante, senza di quello gli sponsor non arrivano. Ora la F1 non è più quelli di 20 anni fa, quando tutti i team facevano dei profitti, non ci sono più i grandi marchi sulle monoposto. Il volume delle aziende coinvolte nella F1 si è drasticamente ridotto, e per questo motivo dobbiamo creare uno spettacolo più attraente, che dia valore a quello che è realmente la F1".