Vavel in Libreria - Non piacciamo, non c'importa

La firm del Milwall si racconta senza edulcorare nulla. Il tutto diventa un pretesto per affrontare il fenomeno dell'hooliganismo.

Vavel in Libreria - Non piacciamo, non c'importa
Vavel in Libreria - Non piacciamo, non c'importa

Qual è il palmares del Milwall a livello internazionale? E' praticamente nullo; non figura certo tra le squadre più blasonate d'Inghilterra e nemmeno d'Europa. Perchè allora se ne parla tanto? La sua tifoseria è considerata la più terribile del Vecchio Continente. Per saperne di più e magari approfondire il fenomeno dell'hooliganismo, apprendendo perchè molte misure per contrastarlo fallirono, si può leggere il libro di Andrew Woods: Non piacciamo, non c'importa.

Inquadriamo meglio il contesto in cui nasce ed opera questa firm. Milwall è una zona di Londra in cui vivono i portuali, che lavorano sul fiume Tamigi. La principale rivalità di questa tifoseria è contro la Inner City Firm del West Ham. Prima di spostarsi all'interno di uno stadio o lungo le strade, nel 1926 questa ostilità ebbe il suo apice nel 1926 per motivi di lavoro. In quell'occasione gli operai del Royal Docks, sulla spond nord del Tamigi, zona dello stesso West Ham scioperò. Viceversa i portuali del Milwall Docks e quelli del Surrey continuarono a lavorare. La firm del già citato Milwall si racconta nel libro senza alcuna reticenza. Le azioni degli hooligans vengono presentate come gesta eroiche, non c'è traccia di pentimento. Le tifoserie avversarie sono frequenti bersaglio di critiche per non aver mostrato il coraggio di scontrarsi. Viene fatta inoltre una spietata stroncatura del primo ministro inglese (dal 4 maggio 1979 al 28 novembre 1990) Margaret Thatcher. Troviamo pesanti accuse contro i tentativi di introdurre misure di sicurezza all'interno e all'esterno degli stadi, da parte della polizia e delle società di calcio. Si parla anche delle stragi dell'Heysel del 1985 e di Hillsborough del 1989. La firm del Milwall preferiva gli stadi con i posti in piedi, le cosiddette terraces, a quelli attuali.

Il calcio moderno in mano alla televisione viene duramente e aspramente criticato. Non c'è più spazio per: una bella bevuta, una bella partita e una bella rissa. Le uniche eccezioni sembrano le serie minori. Nel finale c'è spazio per una sorta di provocazione. In un'epoca come quella odierna si potrebbe istituzionalizzare la violenza negli stadi e fare una sorta di reality. Verrebbe creato un box all'interno di queste strutture per poter lasciar spazio alle varie firm, di scatenare i loro bollenti spiriti, combattendo tra loro senza l'uso di armi, decretando un vincitore al termine del campionato. Davvero basterebbe questo a sconfiggere il fenomeno della violenza negli stadi? Il modello inglese è stato davvero così efficace o hanno pagato i tifosi che volevano soltanto assistere ad una partita di calcio?