Vavel in Libreria - Tino Brambilla Mi è sempre piaciuto vincere

In passato il mondo dei motori ha significato rischio ma anche passione e generosità verso gli avversari. Oggi stanno scomparendo le emozioni e i sorpassi.

Vavel in Libreria - Tino Brambilla Mi è sempre piaciuto vincere
Vavel in Libreria - Tino Brambilla Mi è sempre piaciuto vincere

Il mondo dei motori e della velocità da sempre ha suscitato fascino e passione in molte persone. Poche tra queste però hanno avuto la fortuna di diventare piloti, trasformandola così nel proprio lavoro. Una di queste è stata Ernesto "Tino" Brambilla, fratello di Vittorio. In onore dello stesso Tino, ancora vivente, Walter Consonni ha scritto il libro dal titolo: "Tino Brambilla. Mi è sempre piaciuto vincere".

Il pilota di cui si parla, magari non sarà ricordato tra i più grandi interpreti dell'automobilismo e del motociclismo mondiale, ma ha comunque saputo essere un idolo per tanta gente. C'è spazio pure per un ritratto della sua città, cioè Monza, che è così diversa da quella attuale, diventata capoluogo di provincia. E' sempre stata caratterizzata da 3 luoghi: il Duomo, la Villa Reale e l'Autodromo. Quest'ultimo che è fortemente cambiato nel corso degli anni, è stato un po' come la seconda casa del Tino, croce e delizia delle sue gare. In queste è sempre stato presente il rischio oltre alla velocità, sia nell'automobilismo che nel motociclismo, dove si gareggiava spesso su circuiti stradali, del tutto privi di sicurezza. Purtroppo il Tino ha visto morire il 18 giugno 1967 a Caserta, durante una gara di Formula 3, i colleghi piloti: Beat Feher, "Tiger" Perdomi e "Geki" Russo. Brambilla pur animato dalla voglia di vincere è sempre stato leale e corretto in pista ma anche fuori, facendo ricorso alla sua abilità di meccanico per aiutare gli stessi colleghi piloti e rivali che si trovavano in difficoltà e avevano bisogno di aiuto. Il Tino ha sempre affiancato entrambe le professioni, conditio sine qua non per gareggiare nel caso in cui non si portasse in dote grossi sponsor e non si volesse morire di fame. 

Questo mondo dei motori che viene raccontato nel libro sembra così affascinante, generoso e lontano dai nostri giorni e forse anche più alla mano. La lettura di quest'opera è fortemente consigliata ai nostalgici del passato fatto di grandi ideali, valori, emozioni e sorpassi ma anche a chi a torto pensa che i piloti siano robot senza sentimenti e attaccati solo ai soldi e alle belle donne, eroi senza macchia e senza paura.