WSBK, Gp d'Italia - Rea esagerato, conquista Imola
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WSBK, Gp d'Italia - Rea esagerato, conquista Imola

Il cannibale della SBK domina, vincendo entrambe le gare e regolando Chaz Davies, che non riesce a limitare il dominio del pilota della Ninja, bene Sykes, sfortunato Melandri

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Ciro Vassallo

Voleva vincere e lo ha fatto, ma soprattutto lo ha fatto alla sua maniera: Jonathan Rea domina, letteralmente, il week-end di Imola e porta a casa una doppietta che interrompe lo strapotere di Chaz Davies, sul circuito del Santerno. La bagarre tra i due è bellissima, ma vede un Rea troppo superiore, che si prende la pole al sabato mattina, per mettere le cose in chiaro e, poi, domina Gara 1, in cui il centauro della Ducati va più per campi che per altro e ciò lo paga al traguardo, dove chiude solo al 4° posto. 

In Gara 2 cambia il copione, ma non i protagonisti che son sempre loro due, con la differenza che in pole ci parte Davies, mentre l'iridato della Kawasaki è solo 9°. In mezzo a loro due tanti protagonisti, da Michael Rinaldi 2° allo start, fino ad arrivare a Tom Sykes, 2° nella gara del Sabato e costretto a partire dall'ottava piazza. Ma, alla fine, il risultato non cambia, Jonathan Rea salta gli avversari come birilli e, giro veloce su giro veloce, si porta nel codone del deposto primo cittadino di Imola, Chaz Davies, che deve alzare bandiera bianca, solo al termine di un bellissimo duello, che si protrae fino a sette giri dalla fine, quando il rider della Kawasaki decide di colpire ed entrare, forte e deciso, alla Variante Alta: un colpo secco, 4 decimi subito e 4" sul traguardo e Jonathan Rea torna Cannibale. Ma, soprattutto, il Cannibale ora è ancora di più nella storia della SBK, perchè con la doppietta di Imola, Carl Fogarty è eguagliato. 

Ma andando con ordine, è giusto analizzare le due gare, dominate si da Jonathan Rea, ma comunque diverse da loro in molti aspetti e non solo per i protagonisti.

GARA 1 - In Gara1, Jonathan Rea domina dal primo all'ultimo metro di gara, tenendo a bada gli attacchi del suo compagno di team, Tom Sykes nei primi giri ed involandosi fino alla bandiera a scacchi, dove precede lo stesso britannico e Marco Melandri, 3° e in crescita con la Panigale R. Se la gara del ravennate è stata tranquilla, figlia anche di una Ducati ben assettata, quella di Chaz Davies è stata una vera sfida, dato che i primi giri del gallese sono stati da incubo.

Dopo qualche lungo di troppo, infatti era ottavo e solo grazie ad una super-rimonta è riuscito ad agguantare la posizione ai piedi del podio, dopo una lunga battaglia con Xavi Fores, quinto e penalizzato da un contatto ad inizio gara con un Van der Mark, versione kamikaze. L'olandese, nonostante tutto, è riuscito a chiudere alle spalle dello spagnolo senza grossi patemi, ad eccezione del duello con Michael Rinaldi, che gli tiene botta fino all'ultimo giro, prima di dover alzare bandiera bianca. 

Gara di sostanza per le Aprilia, con Savadori 8° davanti alla Kawasaki del rientrante Leon Haslam, mentre 12° alle spalle di uno spento Alex Lowes e del turco Toprak Razgatlıoğlu, chiude eroicamente Eugene Laverty, che dopo aver messo in mostra un buon passo in qualifica, soffre in gara i postumi dell'incidente di Buriram ed è costretto a cedere qualcosa. Punti anche per Loris Baz, Jordi Torres e Tati Mercado, mentre gara nera per la Honda, che prima perde l'esordiente O'Halloran - out a causa di un brutto incidente - e, poi, si ritrova Jacke Gagne soltanto 16°, davanti ai soli Hernandez e Jezek. 

GARA 2 - Il secondo round, ha visto un copione diverso, già in griglia, con Chaz Davies davanti a tutti e Jonathan Rea costretto alla rimonta, che è arrivata inesorabile. Il cannibale britannico, ormai ha messo nel mirino l'ennesimo titolo iridato, per eguagliare ancora il mito Fogarty. La gara, comunque, vede lo scatto di Michael Ruben Rinaldi, che allo start si mette davanti a tutti e tiene dietro, per qualche giro, anche Chaz Davies, che perde tempo prezioso, specie nei confronti di Jonathan Rea, che risale come un missile e supera avversari come birilli. Quando Davies si disfa del compagno di team, Rea è già negli scarichi dell'italiano, che nulla può alla Tosa. Rea si mette a caccia, l'obiettivo è Chaz, che resiste per ben 11 giri, prima di dover alzare bandiera bianca, davanti ad un tornado verde, che rifila in un paio di curve 4 decimi, che sul traguardo diventano quattro secondi, nei confronti di un gallese della Ducati, che nulla ha potuto dinanzi allo strapotere del connazionale e rivale. 

Bella rimonta per Tom Sykes, che porta la sua Kawasaki sul terzo gradino del podio, al termine di un'appassionante battaglia con la Ducati di Xavi Forés, che si piega solo alla fine di una gara condotta sempre al meglio e sempre in zona podio, sin dal via, che ha visto le Ducati dominare, almeno fino alla risalita di Rea. Fa festa anche la MV Augusta, che nel Gp "di casa" - azienda varesotta, ma comunque siamo in Italia - conquista una splendida Top5 grazie allo spagnolo Jordi Torres, caparbio e coriaceo nel prendersi la quinta posizione dopo una lunga battaglia, nella quale l'ultimo a cedere è Alex Lowes, che partito malissimo, risale dal 12° al 6° posto, che rialza parzialmente un week-end difficile, figlio anche di un periodo un po' duro per il britannico, in difficoltà già ad Assen. 

Tanti applausi per Michael Rinaldi, che tira fuori una grande personalità, soprattutto all'inizio, quando si piazza in testa e chiude ogni varco a Chaz Davies, ma poi deve arrendersi via via a tutti i principali rivali, anche se alla fine è 7° davanti al turco Toprak Ratzgatlioglu. Chiudono la Top10, il rientrante Eugene Laverty, in crescita dopo il rientro in questo fine settimana, e Tati Mercado, 10°. Punti fino alla quindicesima posizione, occupata da  Ondrej Jezek, che precede il solo Leon Haslam, in difficoltà nella seconda gara di Imola, mentre i punti vanno anche a Loris Baz, Roman Ramos, Hernandez e Jacobsen. 

Finisce nella ghiaia la gara di Lorenzo Savadori, caduto dopo 2 giri alla curva 18, mentre va molto peggio a Marco Melandri, che viene catapultato a terra, da un irruento Michael Van der Mark, costretto al ritiro anche lui, per il contatto. 

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