F1, Gp d'Ungheria - Svetta Vettel nelle FP2, Mercedes insegue
Fonte: F1 twitter

F1, Gp d'Ungheria - Svetta Vettel nelle FP2, Mercedes insegue

Il tedesco detta il passo nella seconda sessione di prove libere dove regola le due Red Bull e Kimi Raikkonen, con le Mercedes nascoste o in sofferenza

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Ciro Vassallo

Sebastian Vettel sigla la miglior prestazione della seconda sessione di prove libere del Gran Premio d'Ungheria, migliorando quanto fatto nella prima sessione e issandosi al primo posto, davanti alle Red Bull di Max Verstappen e Daniel Ricciardo, autore del miglior tempo nelle FP1. Il tedesco della Ferrari, dunque, copre i 4388 metri dell'angusto toboga magiaro in 1'16"834, prima di concentrarsi sul passo gara, dove la Rossa #5 non delude nel raffronto con le rivali Mercedes e Red Bull. 

Proprio le Red Bull sembrano le vetture che meglio si adattano al disegno dell'Hungaroring, perchè dopo il miglior tempo di Daniel Ricciardo nella prima sessione, le due monoposto anglo-austriache chiudono al 2° e 3° posto con Max Verstappen e con l'australiano. L'olandese è a soli 74 millesimi dal tedesco della Ferrari, mentre il leader della mattinata chiude un po' più staccato a 227 millesimi dall'alfiere del Cavallino Rampante, in 1'17"061, con i primi due unici a scendere sotto il limite temporale dell'1:17. 4° posto per Kimi Raikkonen, invece, che paga un decimo in più di Ricciardo e si ferma a 319 millesimi dal compagno di team Sebastian Vettel, con tanto lavoro anche in ottica gara, poichè il finnico è stato uno dei pochi - e l'unico dei top team - a lavorare con le gomme Medium. 

Sembrano soffrire le due Mercedes, o molto più probabilmente si nascondono, fatto sta che Lewis Hamilton e Valtteri Bottas sono solo 5° e 6°, con distacchi molto ampi, dato che il leader iridato e Campione del Mondo in carica paga 753 millesimi, mentre il suo compagno di team finlandese è lontano poco più di 1", con il riferimento personale di 1'17"868. Sul passo gara, però, le due Frecce d'Argento son sembrate al livello delle rivali, se non più forte, anche se come sempre, bisogna prendere tutto con le molle, dato che non si sa come han girato le vetture. 

Alle spalle dei top team, il primo dei normali è l'ormai solito Romain Grosjean, che sembra in crescita dopo un inizio da film dell'orrore per via di tutti gli errori che hanno compromesso la prima parte della sua stagione. Il francese porta la sua Haas al 7° posto in 1'18"065 a soli 2 decimi dal siluro W09 - che viene dalla doppietta di Hockenheim - e ad 1"2 dalla Ferrari di Vettel. Segue, più staccato rispetto alla Haas, la Renault di Carlos Sainz, che paga 1"6 al capofila e 4 decimi abbondanti al rivale francese, con il 9° e 10° posto occupato da altri due piloti transalpini, come Pierre Gasly ed Esteban Ocon, 9° e 10° con Toro Rosso e Force India, entrambi a poco meno di 2" da Vettel e separati da 3 decimi, con il pilota della Toro Rosso che si mette negli scarichi della Renault di Sainz, mentre la Force India di Ocon si prende l'ultimo posto della Top 10, ai danni del team-mate Sergio Perez

Il messicano è 11° a 2" netti e precede lo spagnolo Fernando Alonso, che arriva in Ungheria circondato dalle voci che vorrebbero un suo approdo - o meglio un ritorno - in Ferrari. L'asturiano fa parte di un piccolo gruppetto di piloti che vanno dall'11° al 15° che si trovano racchiusi nello spazio di 1 decimo, con Alonso lontano solo 7 millesimi da chi lo precede e con 23 millesimi su Kevin Magnussen, 13° a 2"046 dalla vetta. Il danese precede, poi, Nico Hulkenberg - chi non ricorda il loro scontro verbale e anche in pista di un anno fa - che è 14° dopo i problemi della mattinata, che hanno costretto i meccanici della Renault a fare gli straordinari, per via di un problema elettrico sulla vettura del tedesco, che chiude in 1'18"913 a 2"08 dal migliore tempo. 15°, invece, Brendon Hartley, a soli 3 millesimi da Hulkenberg e davanti a Marcus Ericsson. 

Lo svedese, a bordo della sua Alfa Romeo-Sauber sigla il crono di 1'19"043 e torna a precedere il compagno di squadra Charles Leclerc, anche se innumerevoli sono i suoi errori in queste prime due sessioni di prova, con la vettura che spesso e volentieri prendeva la tangente e iniziava a spinnare al posteriore. Il pilota scandinavo, dunque, precede il monegasco Charles Leclerc, che dopo aver ceduto la vettura ad Antonio Giovinazzi in mattina, ritrova l'asfalto ungherese, dopo lo scorso anno esordì in un test di Formula 1, a bordo della Ferrari, sorprendendo tutti da subito. Il monegasco, comunque, chiude a 2"3, davanti al canadese Lance Stroll, che precede uno sconsolato Stoffel Vandoorne, da troppo tempo sottotono, e Sergey Sirotkin, ultimo a 2"9.

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