Dopo il primo round europeo di Jerez del Motomondiale, si superano i Pirenei per far ripartire il duello delle due ruote. In terra di Francia, si riapre la caccia a Marquez e si cercano le conferme di Rins, dopo una prima parte di stagione da assoluto protagonista delle piste e del Mondiale. Le Mans è una pista totalmente diversa dalle altre: non è un tracciato lungo e con grandi difficoltà, è ridotto rispetto a quello della celebre 24 ore.

Il circuito è lungo 4 chilometri e 180 metri per una larghezza di sedici metri, le curve sono veloci e lunghe e sono nove a sinistra e quattro a destra (quindi occhio durante la gara al deterioramento della sinistra della gomma). Per le moto, è una pista che spezza parecchio il ritmo gara: le frenate delle curve richiedono al pilota grande tecnica, in entrata e in uscita e, nel secondo caso, occhio alla accelerazione quasi improvvisa. Tracciato modificato molto negli anni per la sicurezza, ha mantenuto i tratti belli e veloci che fanno innamorare di questa pista storica, tra cui il passaggio sotto il ponte Dunlop.

Il record della pista, nemmeno a dirlo, appartiene a Marquez nel 2018 in 1:32:312 e lo ha segnato in gara. Una gara da tenere in considerazione, non si deciderà nulla per il Mondiale ancora molto lungo, ma attenzione a tante sorprese e temi che dovranno essere tenuti in conto: la Honda e Marquez devono dimostrare la loro netta forza in una pista tecnica, ma tutt'altro che facile. Lorenzo dovrà essere osservato speciale in un weekend che deve assolutamente vederlo tornare grande e cancellare delle pessime figure. Le Yamaha di Rossi e Vinales devono fare vedere qualcosa di più: Vale è stato molto chiaro nella settimana e ha detto come la prova di Jerez sia stata pessima della sua moto e Le Mans ha tutto a favore della moto blu ufficiale. La pista non è calda e potrebbe essere un bel vantaggio per controllare nelle libere il grip e cercare set up migliore per la gara.

La Ducati è la grande incognita: pista che non si addice al super motore Desmo, assenza di rettilinei lunghi e parecchie curve come a Jerez potrebbero essere un limite per la moto italiana. La Suzuki, in particolare Rins, è chiamata alla prova del fuoco: se ha reali ambizioni di competere per tutta la stagione con la Honda deve farlo vedere come in Spagna e dimostrare di essere presente. Le possibili outsider si devono cercare in due team essenzialmente: la Ducati Pramac e Miller possono dare fastidio per esempio se piovesse. Occhio anche alla Yamaha Petronas di Quartararo e Morbidelli vogliosi di riscatto dopo la beffa di Jerez, soprattutto il francese in casa sua da tenere d'occhio. Quindi prepariamoci all'ennesimo weekend di passione e adrenalina in diretta su Sky e in differita su TV8.