Trionfo della Porsche #19 alla 24 Ore di Le Mans, Audi solo 3°

L'equipaggio formato da Hulkenberg, Bamber e Tandy si impone dopo una corsa priva di sbavature. Seconda ancora la Porsche con Webber, Bernhard e Hartley, mentre l'Audi si deve accontentare del terzo gradino del podio con Lotterer, Fassler e Tréluyer.

Trionfo della Porsche #19 alla 24 Ore di Le Mans, Audi solo 3°
La Porsche #19 trionfa a Le Mans (photo by Guenole Trehorel/ ACO)

Trionfo della Porsche nell'83° edizione della 24 Ore di Le Mans. La casa di Zuffenhausen torna al successo dopo 16 anni, trascorsi tra attesa e mancate partecipazioni, con una gara condotta quasi sempre al comando. A salire sul gradino più alto del podio è la Porsche Hybrid 919 #19 con l'equipaggio formato dal pilota di Formula1 Nico Hulkenberg, alla sua prima esperienza a Le Mans, Earl Bamber e Nick Tandy.

La Porsche si prende anche il secondo gradino del podio, con la vettura #17 del più titolato equipaggio formato da Mark Webber, Timo Bernhard e Brendon Hartley che si sono visti sfuggire la vittoria nel corso della lunga notte di Le Mans, a causa di uno stop & go rimediato da Webber. L'Audi è la grande sconfitta di questa edizione, con il favoritissimo equipaggio formato da André Lotterer, Marcel Fassler e Benoit Tréluyer, che si è dovuto accontentare solamente del terzo posto con l'Audi #7, riconquistato, dopo una fase di difficoltà, da un Lotterer che anche in questa Le Mans ha dimostrato il suo valore. Solo 7° posto, invece, per l'Audi #9 che vedeva il nostro Bonanomi nell'equipaggio.

La Porsche, che era riuscita a portare tutti e tre i suoi equipaggi nella prima fila di Le Mans, ha perso la testa della gara nelle prime fasi, quando uno scatenatissimo Lotterer ha portato l'Audi #7 alla guida della corsa fino al momento del pit stop, durante il quale, la Porsche si è rimessa in testa con la vettura #17 guidata da Bernhard. Nel tardo pomeriggio primo colpo di scena: l'Audi #8 di Duval, finisce violentemente contro le barriere mentre cerca di superare una Ferrari 458. I meccanici hanno dimostrato grande concentrazione e capacità, riuscendo a rimandare in pista la macchina che ha concluso al 4° posto assoluto la corsa.

La sera di ieri è vissuta su una grande lotta tra Audi e Porsche, con diversi colpi di scena: Audi era riuscita a riportarsi in testa con la vettura #9, ma ha dovuto ben presto lasciare il suo posto alla Porsche #17 di Webber, ma anche per l'australiano arriva presto il momento di salutare la testa della corsa. L'ex pilota di Formula 1, infatti, subisce uno stop & go per aver superato con bandiere gialle e lascia la prima posizione all'equipaggio #19 con Hulkenberg alla guida. Da questo momento in avanti la Porsche #19 non mollerà più il vertice della gara.

L'Audi #7, l'unica R18 e-tron che poteva ambire ad andare a riprendere gli avversarsi della casa di Zuffenhausen, è però vittima di un problema che ne rallenta, irrimediabilmente la corsa. Nel cuore della notte, infatti, la vettura ha perso il carter posteriore, andando a peredere così ogni speranza di vittoria. Non è bastato nemmeno il ritmo martellante di Lotterer, scatenato nella mattinata di Le Mans e autore anche del miglior crono della corsa in 3'17"475, per riprendere le due Porsche che si involavano verso la vittoria di questa leggendaria competizione. Anzi, nel corso della penultima ora sempre la vettura #7 è stata riportata nel garage dagli uomini Audi per andare a riparare alcuni guasti, tra i quali la copertura del propulsore.

Nell'ultima ora di gara, la Porsche decide di sostituire il pilota alla guida della vettura #19, così Earl Bamber lascia il posto, e l'onore di tagliare il traguardo da vincitore, a Nico Hulkenberg che, alla sua prima Le Mans può raccogliere un risultato inaspettato e non ancora arrivato nella categoria in cui compete da sempre.

L'83° edizione della 24° Ore di Le Mans va così in archivio, con il solito successo di pubblico e con una competizione veramente accesa, che sicuramente avrà accontentato tutti gli appassionati, vissuta sulla lotta avvincente tra Porsche e Audi, con quest'ultima che, dopo le tante vittorie raccolte negli ultimi anni, ha dovuto abdicare a favore della grande rivale.

Le altre due competitors nella classe regina, quella delle LMP1, hanno raccolto veramente poco, nel caso di Toyota, e addirittura niente nel caso della Nissan. Le Toyota hanno chiuso al 6° e 8° posto, rispettivamente a 9 e 10 giri dai vincitori, mentre la Nissan è stata autrice di una vera e propria débacle con un'unica vettura, per di più 40° (e ultima!), al traguardo. La casa giapponese è stata vittima di numerosi problemi tecnici e ha mostrato delle prestazioni che poco avevano a che vedere con gli altri prototipi della sua categoria.

Da segnalare, per quanto riguarda le altre classi, il trionfo della Ferrari 458 #72 nella classe LM GTE Am con l'equipaggio formato da Victor Shaytar, Andrea Bertolini e Aleksei Basov. La casa di Maranello è riuscita a conquistare la vittoria grazie all'incidente, avvenuto negli ultimi minuti della corsa, della Aston Martin Vantage #98, finita a muro alla curva Ford. Nelle altre due classi successo per la ORECA #47 di Howson, Bradley, Lapierre in LMP2 e della Chevrolet #64 di Gavin, Milner, Taylor nelle GTE Pro.