Il fascino senza tempo di una sfida automobilistica chiamata 24 Ore di Le Mans

Sabato 17 e domenica 18 giugno si disputerà l'edizione numero 85 della più famosa gara motoristica di durata su 4 ruote.

Il fascino senza tempo di una sfida automobilistica chiamata 24 Ore di Le Mans
Il fascino senza tempo di una sfida automobilistica chiamata 24 Ore di Le Mans - Foto: 24 Ore di Le Mans - Twitter

L'automobilismo è caratterizzato da gare in cui sono state scritte importanti pagine di storia. Per un pilota, vincere almeno una di queste significa entrare nella leggenda, nell'Olimpo degli immortali, l'Empireo delle 4 ruote. Questo è sicuramente il caso della 24 Ore di Le Mans, che sabato 17 e domenica 18 giugno si disputerà per l'ottantacinquesima volta.

In pochi magari all'inizio davano credito all'Autombile Club de l'Ouest, che il 26 e 27 maggio 1923 ha deciso di organizzare la prima edizione della corsa. Eppure con il passare degli anni questo appuntamento è diventato un must dell'automobilismo. Soltanto la crisi economica nel 1936, poi la Seconda Guerra Mondiale e la successiva ricostruzione post-bellica dal 1940 al 1948 ne hanno impedito lo svolgimento. La 24 Ore di Le Mans nella sua storia è stata un campo di battaglia importante per le varie case autombilistiche. Un trionfo qui poteva significare un importante aumento delle vendite, collegato alla conquista di nuovi mercati. Con 18 successi è la Porsche ad aver trionfato più di tutti sul Circuit de la Sarthe. L'ultimo di questi è arrivato lo scorso anno, con un finale beffardo, che ha visto sfumare sul filo di lana i sogni di gloria della Toyota. Quest'ultima avrebbe voluto trionfare per il Sol Levante a Le Mans, 25 anni dopo la Mazda, tuttora unica casa nipponica ad essersi imposta nella corsa. Nella memoria collettiva è rimasta impressa l'ultima ora di gara dell'edizione 1969, caratterizzata dal duello tra la Ford Gt 40 di Jacky Ickx e Jackie Oliver e la Porsche 908 del duo Hermann Larousse con sorpassi a ripetizione e l'arrivo in volata, salutato dall'entusiasmo della folla e vittoria per la casa di Detroit. Lo stesso Ickx è stato il secondo pilota più vincente della manifestazione con 6 affermazioni. Al belga, lo scettro di Mister Le Mans glielo ha portato via il danese Tom Kristensen, che si è imposto 13 volte tra il 1997 e il 2013. Dalla terra di Amleto è filato a tutto gas verso l'Olimpo degli immortali. Gran parte delle sue vittorie sono arrivate su Audi, la seconda casa più vincente a Le Mans con 13 affermazioni. Il marchio di Ingolstadt mancherà molto a: tifosi, appassionati e anche storici rivali. Primeggiare nel FIA WEC comporta costi importanti, non facili da sostenere neppure per le grandi case automobilistiche. Il Mondiale marche ha vissuto il suo apice negli anni 60 e 70 del secolo scorso, arrivando a rivaleggiare per popolarità con la Formula 1. Poi il Circus lo ha superato senza però mai oscurare il fascino senza tempo di Le Mans. I tifosi italiani sognano il ritorno della Ferrari, capace di imporsi 9 volte in questa gara. Tra queste affermazioni merita di essere ricordata, quella sulla 250 P del 1963, firmata dai compianti Lorenzo Bandini e Ludovico Scarfiotti, unico successo tutto italiano.

Domenica pomeriggio sapremo quali piloti e quale casa automobilistica iscriveranno il proprio nome nell'Albo d'Oro di questa corsa che continua ad avere un fascino senza tempo. Percorrere i 13,629 km del Circuit de la Sarthe significa assaporare la Leggenda. Trionfare vuol dire entrare nell'Olimpo degli Immortali.