Il pagellone della Moto 3 2016

Voti e giudizi sui protagonisti della stagione 2016 di Moto 3. Benissimo Binder. Bene Bastianini, Mir, Di Giannantonio e Bagnaia. Bocciati Quartararo e Antonelli

Il pagellone della Moto 3 2016
Il pagellone della Moto 3 2016

Il mondiale 2016 di Moto 3 è finito con Brad Binder che è diventato campione del mondo, precedendo Bastianini, Navarro, Bagnaia e Mir in classifica. Andiamo a dare i voti a tutti i protagonisti della stagione appena terminata.

 

Brad Binder (Red Bull KTM Ajo): voto 10

Straordinario. Non ci sono altri aggettivi per definire il 2016 del pilota del team sudafricano. 7 vittorie. 14 gare su 18 a podio. 319 punti. 142 punti di vantaggio sul secondo in classifica. Nessuno ha fatto meglio di lui quest'anno (neanche Marc Marquez e Zarco). Ha vinto matematicamente il mondiale ad Aragon con ben 4 gare di anticipo. Nella storia della Moto 3 nessuno aveva mai vinto con così tanto anticipo e con così tanto vantaggio. Ha vinto gare in solitaria (Australia), gare in rimonta (Jerez e Valencia) e gare in battaglia (Misano, Gran Bretagna, Francia, Mugello), mostrandosi un pilota completo. Ora andrà in Moto 2 sempre con il team Red Bull KTM.

Enea Bastianini (Gresini Racing): voto 9

Il migliore degli italiani, secondo nel mondiale nonostante una sola vittoria (in Giappone, e che vittoria) e soli cinque podi. Le prime sei gare sono state disastrose per lui, che non è riuscito a salire sul podio neanche una volta, ma dalla Catalogna ha iniziato la sua riscossa, mostrandosi come il pilota più costante dopo Binder. Molto veloce in qualifica ha trascorso le gare sempre nel gruppo di testa e si è mostrato capace di portare a casa buoni risultati, riuscendo a conquistare e mantenere il secondo posto nel mondiale nonostante un infortunio. Nel 2017 sarà sulla Honda ufficiale e sarà il grande favorito per la vittoria del titolo.

 

Jorge Navarro (Estrella Galicia 0,0): voto 7,5

Nonostante il terzo posto nel mondiale non merita un voto eccessivamente alto per i troppi errori commessi in gara. Sei cadute sono troppe per un pilota che partiva con l'ambizione di vincere il titolo e che a lungo è stato l'unico capace di impensierire seriamente Brad Binder, ma che cadendo troppo ha perso anche il secondo posto nel mondiale. Guardando le cose positive si vede come Navarro sia un pilota veloce sia in qualifica che in gara (e lo dimostrano le sue due vittorie) e che quando arriva al traguardo porta sempre a casa un buon risultato. Anche lui andrà in Moto 2 e avrà tutte le possibilità per far bene e per crescere.

 

Francesco Bagnaia (Pull & Bear Aspar Mahindra): voto 8

La più bella sorpresa del 2016. Dopo un 2015 e un 2014 difficili nessuno si aspettava un 2016 simile del pilota della Mahindra. Due vittorie, quattro podi e tante prestazioni convincenti per Pecco che ha perso il terzo posto nella classifica mondiale a causa di una manovra scellerata di Rodrigo a Valencia. Unico pilota della Mahindra a superare i 100 punti. Uno dei pochi piloti a mostrarsi veloce sia sull'asciutto che sul bagnato. Non so se andare in moto 2 con il team Sky sia la mossa giusta per la sua carriera (in Moto 3 si giocherebbe il titolo) ma la promozione nella classe intermedia è ampiamente meritata.

 

Joan Mir (Leopard Racing): voto 8,5

Ha meritatamente vinto il titolo di rookie of the year, nonostante un inizio di stagione non dei migliori. Solo una vittoria (ma da rookie hanno vinto solo lui e Pawi) e due podi ma tanti piazzamenti, si è mostrato competitivo su quasi tutte le piste e ha mostrato una certa maestria anche nei sorpassi. Non era facile avere due come Quartararo e Locatelli in squadra, ma lui ha battuto nettamente entrambi. Per quello che ha mostrato quest'anno si candida seriamente a vincere il campionato 2017.

 

Fabio Di Giannantonio (Gresini Racing): voto 8

Il miglior rookie italiano dell'anno, ha perso il titolo di rookie of the year per pochi punti. E pensare che prima del Mugello non era mai arrivato a punti e sembrava un pilota poco performante. Evidentemente non si era adattato bene alla nuova moto, perchè dal Mugello in poi è stato incredibile: 14 volte su 15 a punti, 13 volte in top ten, 3 podi (gli è mancata solo la vittoria). Si è mostrato aggressivo, veloce sia con l'asciutto che con il bagnato e ha gestito bene un compagno di team scomodo come Bastianini. Nel 2017 deve vincere la sua prima gara e potrebbe anche pensare di vincere il titolo.

 

Nicolò Bulega (Sky Racing Team VR46): voto 6

Nel 2015 aveva vinto il CEV, ha iniziato il 2016 giocandosi la vittoria in Qatar per poi fare pole e podio a Jerez, dopo prestazioni convincenti in America e nelle prove in Argentina. Era già stato consacrato da tutti come il nuovo fenomeno del motociclismo italiano. Da Jerez in poi ha fatto podio solo in Giappone, ma è caduto quattro volte e ha fatto molte gare incolori, battuto spesso da Fenati (finchè ha corso) e addirittura anche da Migno. Aveva moltissimi punti di vantaggio su Mir e Di Giannantonio per la corsa al rookie of the year e li ha sprecati tutti. Nonostante abbia fatto molti punti, merita solo la sufficienza perchè un pilota come lui con una moto come la sua poteva e doveva fare di più.

 

Romano Fenati (Sky Racing Team VR46): voto 7,5

Il voto è alle nove gare corse, mentre eviterò di giudicare il suo licenziamento a metà stagione. Avendo sentito le versioni di entrambe le parti (quella di Romano e quella del team) mi sono fatto una mia idea sulla vicenda, che non starò a dire essendo le due versioni in antitesi, pur se entrambe convincenti, quindi la verità la sa solo chi era presente quando c'è stata la lite tra Fenati e Alessio Salucci. Detto questo è innegabile come Fenati nella prima parte di stagione fosse stato molto veloce sia in qualifica che in gara (nonostante prestazioni non all'altezza sul bagnato), probabilmente secondo solo a Binder. E in metà stagione aveva comunque ottenuto una vittoria, un podio e tanti quarti posti. Al Mugello la rottura del motore quando era in testa. Da non sottovalutare per il 2017.

 

Andrea Locatelli (Leopard Racing): voto 6,5

Il pilota italiano ha fatto una buona stagione, ma niente di eccezionale. Sicuramente è uno dei piloti che è migliorato di più rispetto al 2015. Finalmente ha dimostrato di saper andare veloce anche sull'asciutto (sul bagnato è da sempre uno dei piloti migliori della Moto 3) e il podio a Phillip Island ne è la prova. Va anche detto però che non è riuscito ad essere costante: per tutta la stagione ha alternato podi e gare nella top ten a prestazioni incolori e piazzamenti fuori dai punti. Adesso lo aspetta il salto in Moto 2, speriamo si ambienti bene, gli esperti dicono che si troverà bene perchè la moto si adatta meglio alle sue caratteristiche.

 

Niccolò Antonelli (Ongetta Rivacold): voto 4

Ha vinto la prima gara della stagione, da lì in poi un disastro totale. In quello che doveva essere l'anno della sua consacrazione ha deluso molto. Oltre al Qatar stava facendo un garone anche ad Austin ma poi lo ha rovinato cadendo a pochi giri dalla fine, nelle altre 16 gare è stato anonimo. Era tra i favoriti per il titolo, è arrivato undicesimo in classifica, dietro a Fenati che ha corso la metà dei gran premi. Si è fatto spesso battere da Danilo (non proprio il miglior pilota della Moto 3) e ha terminato la stagione in calando. L'anno prossimo avrà la moto migliore della Moto 3, speriamo dimostri di meritarsela e che torni l'Antonelli di fine 2015, perchè se va come sa andare e cade poco può vincere il titolo.

 

Khairul Idham Pawi (Honda Team Asia): voto 7

Sull'asciutto non ha mostrato nulla di particolare, ma la sua moto non è mai stata particolarmente competitiva. Sul bagnato è stato straordinario, ha vinto dominando in Argentina e in Germania, mentre a Brno era secondo quando è caduto rovinosamente, ma ha comunque dimostrato che sull'acqua ha una marcia in più rispetto a tutti. È molto giovane e ha potenzialità per fare bene anche sull'asciutto. Deve migliorare alcune cose ma ha tempo per farlo. Attenzione perchè la Honda ha già messo gli occhi su questo ragazzino.

 

John McPhee (Saxoprint Peugeot): voto 8

Ha vinto una gara con la Peugeot. Basterebbe già questo per giustificare il voto molto alto. Ma oltre alla vittoria lo scozzese ha fatto un'ottima stagione, cogliendo tutte le occasioni che gli sono capitate per arrivare a punti. Ha umiliato chiunque abbia corso in squadra con lui (per quasi tutta la stagione Masbou). Abbiamo tutti temuto per la sua vita per quel terribile incidente in cui è stato coinvolto a Phillip Island. Speriamo si rimetta presto e che possa usufruire di una moto più competitiva.

 

Andrea Migno (Sky Racing Team VR46): voto 5,5

La stagione del pilota del team Sky è stata molto strana. Migno ha alternato bellissime gare in cui è sembrato molto competitivo (Olanda, Valencia e Giappone) a gare in cui è stato assolutamente anonimo (Qatar, Argentina, Gran Bretagna). Battuto dai suoi due compagni di squadra e soltanto diciassettesimo in classifica però ha fatto un finale di stagione in crescendo, mostrandosi spesso competitivo nelle ultime gare e facendo ben sperare per il 2017. Rimandato.

 

Fabio Quartararo (Leopard Racing): voto 3

Il pilota francese è sicuramente la più grande delusione dell'anno. Dopo una buona stagione di debutto era dato tra i favoriti per il titolo. Invece il suo 2016 è stato a dir poco disastroso. Tredecesimo posto in classifica con il team campione del mondo 2015, mai a podio e battuto da entrambi i suoi compagni di squadra. Non è mai parso in forma dalla prima all'ultima gara. L'anno prossimo andrà in moto 2 con il team di Pons, deve cambiare assolutamente trend e mostrare il suo vero valore.