MotoGP Brno, la valanga Lorenzo

Lo strapotere di Brno pone il maiorchino come favorito n°1 al titolo. Per Rossi, appaiato in vetta, sarà dura arginarne la progressione. Il nuovo motore giova a Ducati, in attesa della nuova ciclistica a Silverstone.

MotoGP Brno, la valanga Lorenzo
Jorge Lorenzo, assoluto dominatore del Gp della Repubblica Ceca

Quando fa così, Jorge Lorenzo ha l’incedere della palla da bowling: è rotondo, scorrevole, massiccio. Diventa una valanga che spiana pista e avversari. Avversari solo sulla carta, perché il via di Brno ha chiarito subito quali fossero i reali valori in campo, annullando le speranze di un triello all’arma bianca.

Solo Marquez ha resistito una decina di giri in apnea, prima di mollare – saggiamente - la presa per giungere integro al traguardo. Meglio piazzato che steso, il senso delle sue parole a fine gara, che dimostrano come il ragazzo abbia assimilato la lezione di Barcellona, iniziando a pensare in termini globali. Si diventa campioni imparando a dominarsi e a limitare i danni nelle giornate storte.

Rossi lo ha capito dall’inizio e la tattica, finora, ha pagato. D’ora in avanti servirà inventarsi altro, però, perché Lorenzo gli ha eroso il vantaggio in classifica, è altrettanto consistente ed è tornato più rapido, troppo più rapido.

Più del secondo piazzamento consecutivo alle spalle del compagno, infatti, preoccupa il distacco accumulato. Le temperature miti hanno agevolato la scelta del maiorchino, su ‘medium-medium’, ma gli oltre 10” sul traguardo, così come il gap di 0.6” sul miglior giro in gara, fanno scattare l’allarme. Forma appannata, circuito sfavorevole, falsa partenza, scelta di gomme troppo prudente o altro: non è chiaro cosa ne abbia frenato il rendimento, ma qualunque fosse il motivo, Valentino deve sbrigarsi a voltar pagina se vuole avere chance per il titolo. Il treno Lorenzo non aspetta.

E buon per lui che Iannone abbia corso col motore soffocato dalle trombette di aspirazione bloccate, altrimenti anche il podio sarebbe stato a rischio. La Ducati è parsa rinvigorita sulla pista ceca, merito di una nuova carena e del motore evoluto che hanno aiutato la GP15 in uscita di curva: Rossi e Pedrosa faticavano a tenere la scia di Dovizioso, salvo riavvicinarsi in staccata. Un progresso che ha dimezzato il distacco finale rispetto alle ultime uscite, e che dovrebbe fare il paio con upgrade di ciclistica già da Silverstone nel tentativo di crescere in approccio e percorrenza curva, attuali difetti della moto italiana. I test a Misano in agenda lunedì prossimo serviranno a verificare il pacchetto per la gara inglese.