MotoGP, Rossi: "Abbiamo capito dove lavorare"

Il pesarese ha raccolto dati utili a indirizzare il lavoro, nonostante i capricci del meteo. Lorenzo: "Sensazioni strane".

MotoGP, Rossi: "Abbiamo capito dove lavorare"
Valentino Rossi col suo capo-meccanico Silvano Galbusera

Semi-inoperoso, come del resto tutti gli altri piloti, Valentino Rossi. Il pesarese, tuttavia, è riuscito nell’arco di poche tornate a raccogliere dati utili alla direzione da intraprendere.  “Ho passato quasi tutta la giornata nel box, l'Australia ci ha proposto dieci stagioni diverse in poche ore. Però non è stato un giorno proprio buttato via, ho fatto una ventina di giri sul bagnato, una decina sull'asciutto e abbiamo capito dove lavorare”.

Occhi puntati su gomme ed elettronica, leitmotiv di questa prima parte di stagione. “Qui a Phillip Island l'elettronica è molto importante, mi sono trovato bene e anche le Michelin mi sono piaciute, specie quelle da bagnato. Quelle da asciutto si comportano assai diversamente dalle Bridgestone, bisognerà modificare qualcosa per adattare la moto”.

Rossi ha percorso 27 giri complessivi (+1”327 il suo ritardo) utilizzando “sia la ibrida (la Yamaha M1 con telaio 2015, ndr), sia la 2016: anche qui sembra funzionare meglio quella con il telaio 2015”.

Ospite al box del Dottore c’era Luca Cadalora, ex-iridato 125 e 250 con cui Rossi ha girato più volte assieme di recente, a Misano con la Yamaha R1 (nel maggio scorso) e al Ranch di famiglia. Prove di una futura collaborazione? “Ha una grande passione per la moto ed è un pilota molto tecnico, nei mesi scorsi abbiamo girato insieme a Misano e ci siamo scambiati idee molto interessanti. Potrebbe essere molto utile avere una persona che mi dice cosa succede in pista e mi può dare aiuto. Non ho mai avuto accanto una figura di questo genere, forse potrebbe servire”.

Una giornata inusuale per Jorge Lorenzo. Il maiorchino, assoluto dominatore della prima sessione di test sul circuito di Sepang, ha esordito sull’ibrido di Phillip Island con le polveri bagnate (è proprio il caso di dirlo): soltanto 16° in 1’39”825, a 8” da Petrucci. Un po’ di disappunto ma nessun vero allarme, date le circostanze.

Oggi non ho avuto molto tempo per provare e neppure per salire sulla M1 con il nuovo telaio. Con le slick ho fatto pochi giri, ma ho provato delle sensazioni strane. Non so se fossero dovute alla pista o alle condizioni atmosferiche, faceva freddo e c’era un vento forte”, ha commentato lo spagnolo.

Un inciampo che, fino a prova contraria, non inverte il trend positivo avviato lo scorso anno e culminato con la vittoria del titolo. “Per me è iniziata uno nuova sfida e, anche se sono felice di come è finita la scorsa stagione, non penso al passato. Se mi ritroverò di nuovo a lottare contro Valentino? Sarebbe una fortuna per Yamaha, significherebbe che ha la moto più competitiva”.