MotoGP, cambia il tracciato e scattano le polemiche

Dopo la tragica morte di Luis Salom si è deciso di utilizzare il layout usato in F1, invece del classico circuito utilizzato nel motomondiale. Ciò ha creato del malcontento, con i piloti Yamaha che non hanno nascosto le loro perplessità.

MotoGP, cambia il tracciato e scattano le polemiche
Fonte: MotoGp

Non si placano le polemiche dopo la sfortunata morte dello spagnolo Luis Salom durante le FP2 del Gran Premio di Catalunya. A far parlare questa volta sono i due piloti Yamaha, Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. I due non nascondono un certo disappunto in seguito alle modifiche apportate al tracciato. Infatti si è deciso, in loro assenza, di utilizzare il layout usato normalmente in F1 dal 2007, modificando così le curve 9 e 12 (quella in cui è avvenuto l'incidente che ha portato alla scomparsa del giovane spagnolo). In particolare si discute sulla correzione apportata alla Curva 9. I piloti non hanno preso bene questa scelta, anche perchè a chi era presente è stato spiegato che il Circuito è omologato in due layout, F1 e MotoGP, e la MotoGP ha dovuto adottare completamente il layout F1 e non solo il cambiamento alla Curva 12, poiché la pista con la sola modifica alla Curva 12 non era omologata


ROSSI ATTACCA: "Io della riunione ero al corrente ma non ci sono andato perché avevo altro da fare, quello che decidono loro va bene - ha detto il pesarese - sono dell'idea che andasse modificata solo la curva 12, perché cambiare anche la 10? Salom per me ha avuto un problema tecnico, non una caduta normale e se succede un problema tecnico ci sono 300 punti dove non ci sono spazi di fuga. Questi ultimi sono programmati per una caduta normale, ma se uno va dritto e la curva non la fa, ogni punto è pericoloso. Abbiamo visto negli anni scorsi con Antonelli che è caduto ma non si è fatto niente e quindi perché hanno cambiato la curva 10? Chi l'ha deciso l'ha fatto perché va meglio per la propria moto. Non è vero che avrebbe inciso sulla via di fuga della nuova chicane". Afferma il Dottore alludendo a Marc Márquez, autore della Pole Position e unico dei tre di testa presente nell'incontro riservato ai piloti MotoGP. 
Rossi si dice pessimista in vista della gara: "La pista è cambiata tanto. Montmelo' è una pista dove la nostra moto andava benissimo. Ora invece ha molti problemi. Siamo molto in difficoltà sia io che Lorenzo con la gomma davanti, con quella che fa tutta la gara. Non riusciamo a metterla in temperatura e non so come faremo domani". 
Infine Rossi torna a parlare della tragica morte di Luis Salom concludendo così l'intervista: "Quando succedono queste cose tutto diventa relativo. Noi siamo qua a fare la cosa che ci piace di più e tendiamo a dimenticare i rischi del mestiere. Conoscevo poco Salom. Ma era un pilota molto giovane e molto simpatico". 

LORENZO "NON SAPEVO NULLA": Anche Lorenzo non è andato alla riunione, sostenendo di non essere stato messo al corrente del meeting: "La cosa peggiore è che Luis non c'è più e per questo siamo tristi. Però credo che in un'occasione come questa dovessero essere sentiti tutti i piloti dello schieramento, non solo i 10 che hanno partecipato alla riunione della Safety Commission. Io non sapevo che si sarebbe tenuta questa riunione, avrebbero potuto convocarci, io sono anche il leader iridato. La mia opinione è che andasse modificata solo la curva dell'incidente, non anche la curva 10. La pista ora è molto più lenta e bisogna ammettere che la nostra moto in uscita dalle curve lente fa molta più fatica". 
Il leader del mondiale è comunque 2° in qualifica e cerca comunque di essere ottimista in vista della gara, ma deve però ammettere l'inferiorità della sua Yamaha rispetto alle Honda sul nuovo layout: "Noi soffriamo nelle staccate forti, dove invece la Honda è più agile. Ma siamo lì davanti, abbiamo fatto una gran qualifica, vediamo se domani riusciamo a migliorare la moto".

ESPARGARÓ NON LE MANDA A DIRE: Non è d'accordo e non ci sta Pol Espargaró, pilota del Monster Yamaha Tech3. Questa la sua risposta, a tono, al duo Rossi - Lorenzo. 

"Abbiamo la responsabilità di andare in Safety Commission anche per proteggere i piloti delle altre categorie, quelli più giovani, perchè Moto3 e Moto2 non hanno la possibilità di partecipare a questo tipo di riunioni. Non si possono dire certe cazzate, tipo che alla Honda la pista nuova va meglio. Anche se fosse? Ieri è morto un ragazzo, ca***. Dobbiamo parlarci tutti. Valentino non può dire certe cose in Televisione dopo non essere venuto alla riunione, se vuole dirle deve andare in Safety Commission. Che discorso è quello sulla Curva 9, siccome non è ancora morto nessuno va bene così? Dobbiamo aspettare che muoia qualcuno? Come si può dire in una giornata come questa che Marquez è favorito dalle modifiche? Anche io ho una Yamaha, anche io in quella zona adesso vado più piano, ma non si può fare così".

Quindi non si placano le polemiche dopo la tragedia di ieri, poiché oltre alla sicurezza adesso si scatena il dibattito anche sulla scelta di alcuni piloti di utilizzare un tratto di circuito che cambia le carte in tavola sfavorendo la Yamaha e favorendo nettamente la Honda, che ha una maggiore precisione in staccata e in entrata e uscita dalle curve.