Il motorsport è fatto di tante piccole cose che lo rendono unico, alcune anche negative, che però fanno sì che il mondo dei motori sia così amato. Tra queste, sfortunatamente, c’è anche il triste scenario degli incidenti, che con l’evoluzione sono diventati sempre meno pericolosi. Ogni tanto, sventuratamente, avvengono degli incidenti che risultano fatali per i piloti coinvolti. È il caso del compianto Marco Simoncelli, che 5 anni fa, sul circuito di Sepang, ci lasciava. Un incidente che sarebbe potuto finire in modo diverso se il Sic avesse lasciato cadere la sua moto, ma si sa che un pilota difficilmente alza bandiera bianca prima di toccare con il corpo l’asfalto. Per ricordarlo ci piace ripercorrere la sua carriera, fatta di gioie, trionfi e anche qualche polemica con i rivali, infastiditi dal suo stile aggressivo che spesso creava non pochi pericoli. 

Era una normale domenica di ottobre, quando in tutto il mondo risuonò quella notizia: Marco Simoncelli era morto durante il Gran Premio della Malesia, aveva soltanto 24 anni. La notizia sconvolse tutti, non solo il tifoso o l’appassionato della domenica. Anche persone che non avevano mai assistito ad una gara, che forse non sapevano nemmeno chi fosse quel riccioluto gigante italiano, che faceva sembrare piccole anche le moto che guidava. Una morte assurda, anche stupida, perché sembrava un normale incidente, come quelli che si vedono di solito, con la moto che parte per la tangente e il pilota che scivola indenne verso l’esterno della curva. Invece il destino, o chi sia, ha voluto che Marco, animato dal fuoco che gli bruciava dentro, dalla voglia di correre, provasse a tenere su la sua Honda, che però lo portò giù con sé, verso l’interno della curva, dove passavano gli altri rider, che assistevano, a loro impressione, ad un normale incidente. 

La perdita di Marco ha lasciato in tutti un grande vuoto, anche in chi non lo amava o chi non seguiva il motomondiale, perché la scomparsa di un ragazzo così giovane segna l’animo di tutte le persone.

Getty images
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Marco manca a tutti oggi, ai genitori, che ogni giorno lo ricordano e soffrivano per sempre a causa della perdita del loro giovane figlio. Manca e mancherà ai tifosi, che lo apprezzava per il suo stile aggressivo, per la sua simpatia e per la sua umiltà. Soffrono la sua assenza Mattia Pasini, amico fraterno di Marco, e Valentino Rossi, che vedeva in Marco un fratello minore, ma della sua assenza ne soffre tutto il mondo dei motori, che ha perso troppo presto un sicuro protagonista, che avrebbe reso più spettacolare questo sport. 

CHI È MARCO SIMONCELLI - Il Sic nasce a Cattolica, nel gennaio del 1987, ma cresce a Coriano. A 7 anni inizia ad uscire fuori il talento di Marco, che inizia a calcare le piste di Coriano e dintorni. Passano pochi anni ed è campione italiano per due anni consecutivi (1999-2000).

Sic si farà le ossa in 125, dove mostrerà tutte le sue abilità, soprattutto in condizioni di pista bagnata. Raggiungerà un titolo iridato nel 2008, categoria 250cc però, dominando la stagione e gli avversari, nonostante una moto in partenza inferiore a quella dei rivali. Passerà nel 2010 in MotoGP e mostrerà al mondo sportivo tutto il suo agonismo e tutto il suo talento. È soltanto il 2° anno nella classe regina, quando Sic conquista due pole in 3 Gp,  a cui seguiranno alcune gare dopo, due podi, conditi da tanti piazzamenti, che faranno di SuperSic uno dei piloti più amati del circus. Si arriva così a Sepang… quel maledetto week-end. 

Fonte: web
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L’ULTIMO GP E LA MORTE - Dopo gli ottimi risultati il Sic vuole qualcosa di più, vuole una vittoria per chiudere alla grande una stagione ottima per lui. Si arriva a Sepang, il circuito che sono 3 anni prima, a lo aveva portato in paradiso. Le cose, però, non vanno come Marco vorrebbe. Nel corso del 2° giro, mentre è in lotta a centro gruppo, arrivato alla curva 11 Marco perde il controllo della sua moto. Nel tentativo di tenerla in piedi, però ecco che perde il controllo della Honda, che taglia la pista proprio mentre sopraggiungono Colin Edwards e Valentino Rossi, che provano ad evitarlo, ma senza riuscirci. Il casco si sfila e per Marco non c’è più niente da fare. La gara viene annullata, non c’è nemmeno la forza per andare avanti.

Sebastian Vettel, una settimana più tardi lo omaggerà dedicandogli la vittoria in India, Loris Capirossi, invece, nell’ultimo Gp della carriera a Valencia gli renderà omaggio portando il numero 58, quello del Sic, in gara. Papà Paolo creerà una fondazione in nome del povero Marco e i piloti decideranno, in suo onore, di ritirare il 58. 

Ci piace ricordare Simoncelli sorridente, come nel 2008, proprio a Sepang dove vinse il mondiale. Magari ora starà assistendo anche lui a questo mondiale, al fianco dell'amico Rossi, oppure, starà correndo anche lassù, divertendosi come ha sempre fatto in pista.

Fonte: motogp.com
Fonte: motogp.com