Il giovane rampante e l'esperto mai domo: Maverick e Vale, fateci divertire

Lo spagnolo continua a impressionare anche nella gara argentina, ma il Dottore la domenica puntualmente riesce a risolvere i propri problemi e non è lontano: ci si aspetta un duello infuocato.

Il giovane rampante e l'esperto mai domo: Maverick e Vale, fateci divertire
Il giovane rampante e l'esperto mai domo: Maverick e Vale, fateci divertire

Dopo la seconda gara del mondiale corsa in Argentina, sono 14 i punti in classifica generale che separano Maverick Vinales e Valentino Rossi. Una distanza certamente non incolmabile, ma che inizia a preoccupare dal momento che il rampante giovane spagnolo ha centrato il punteggio pieno vincendo entrambe le prime due tappe della stagione e sembra intenzionato a non voler smettere più; quell'eterno ragazzo di Tavullia dall'alto dei suoi 38 anni è conscio di trovarsi di fronte ad uno dei più talentuosi compagni di squadra che abbia mai avuto, ma lascia trasparire l'intenzione di pensare principalmente a se stesso invece che a Vinales.

Sì, perchè il feeling di Rossi con la M1 2017 è una vexata quaestio. Abbiamo spesso parlato di come dalla prima volta che sia salito in sella del nuovo prototipo Yamaha non si sia mai sentito del tutto a suo agio e lui stesso nell'intervista post gara di ieri ha ribadito ciò, aggiugendo che la nuova moto è meno semplice da mettere a punto rispetto alla versione precedente. Però la situazione sta lentamente migliorando: dalla moto troppo morbida delle prove libere argentine per sopperire alla mancanza di sincerità dell'anteriore, si è arrivati alla moto che staccava precisamente dove voleva Valentino, sintomo di un setting a lui congeniale. In gara la storia è sempre diversa dalle prove, ma partire indietro non lo aiuta e soprattutto arrivare alla messa a punto giusta in modo tardivo gli impedisce di poter lavorare sui dettagli, apparentemente insignificanti, ma sono proprio quelli che possono dargli quel qualcosa in più per insidiare il compagno di squadra.

Su Vinales invece c'è poco da dire che non sia già stato precedentemente detto. Il suo straordinario talento lo conoscevamo già, ed ora, abbinato ad una moto con cui dimostra di avere un feeling totale, sta brillando di luce propria, anche se forse nel weekend di Termas de Rio Hondo è venuto fuori un piccolo punto debole, cioè la guida sul bagnato. Se nelle libere aveva mostrato una competitività decisamente maggiore rispetto a Rossi, c'è da dire che in gara, grazie al gran lavoro fatto dalla parte di box del numero 46, la differenza è stata poca sul passo ed è determinata da quei dettagli di cui si parlava precedentemente.

Il prosieguo del campionato a questo punto potrebbe vedere una sfida interna al team Yamaha, a patto che la base dell'assetto trovata da Rossi in Argentina possa essere buona anche nel prossimo appuntamento di Austin, altrimenti si tornerebbe alle solite difficoltà, cosa che è avvenuta arrivando dal Qatar a Termas. Vinales è stato finora perfetto ed è passato dall'essere uno dei favoriti all'essere il vincitore più probabile del titolo mondiale, ma sarebbe un grande errore di valutazione dare per escluso dalla lotta Marquez, anche alla luce del fatto che la prossima gara in Texas è storicamente favorevole al Cabroncito, che riesce ad interpretare bene i saliscendi di Austin come nessun altro. Il pilota di Figueres dimostra di avere una maturità mentale notevole e se da una parte afferma che alla classifica ancora non dà grande importanza, dall'altra è perfettamente consapevole che i suoi avversari hanno perso le prime due battaglie ma non la guerra, essendoci altre 16 gare da disputare in cui può davvero succedere di tutto ancora.